Video Highlights Juventus – Napoli 2-1: Gole e Sintesi

Ufficialmente Massimiliano Allegri smonta il match di questa sera parlando di appuntamento non decisivo al contrario della sfida di mercoledì di Champions contro il Lione allo Stadium. Evidentemente il tecnico, abile strizzacervelli, cerca di allentare la tensione di questa grande partita. Vuole portarla sul piano della normalità, quasi come se si trattasse di un match qualsiasi, allontanando i veleni dei mesi scorsi. Tutto questo senza perdere di vista il fatto che i suoi giocatori sono pronti a tutto, proprio a tutto, soprattutto sono capaci ad affrontare qualsiasi tipo di tensione. Con il passare del tempo il Conte Max è diventato uno psicologo, sa gestire la situazione. E a differenza di tanti altri vede la partita in maniera straordinaria: cambia in corsa, sistema di gioco e uomini, e vince. Ci avete fatto caso? I suoi cambi hanno sempre fatto la differenza. E chissà che non ne combini una delle sue anche stasera nella partita più attesa dai tifosi. Intanto difende Higuain, gli toglie di dosso le pressioni, lo difende. Ed è sicuro che stasera sarà proprio lui a risolvere la situazione.

Leggi Anche  Brooklyn Beckham: l'Arsenal lo boccia...

In realtà, dentro lo spogliatoio, il tecnico ha parlato di svolta. Ha detto ai suoi che in caso di successo contro il Napoli la strada verso il sesto titolo consecutivo sarà più facile, con una concorrente in meno. Ed è convinto che i suoi giocatori non deluderanno le aspettative, sa bene che in simili circostanze i campioni d’Italia si trasformano sotto tutti i punti di vista. Dopo la sconfitta di San Siro non ha strigliato i suoi. Anzi: ha parlato di bella partita e di risultato ingiusto, questo per riportare serenità. Perchè è proprio la serenità il suo piatto forte. Anche dalla panchina (sempre in piedi a dire il vero) predica calma in ogni circostanza. E lo farà anche questa sera se la tensione dovesse prendere il sopravvento e bloccare le gambe dei suoi giocatori. Ha studiato tutto anche nei più piccoli particolari, sa che questo match può dare un significato forte al campionato e nello stesso tempo mettere paura a tutte le avversarie

Ha ragione quando dice che quella di mercoledì sarà la partita decisiva per il primato nel girone. Considerata l’ottima differenza reti un successo sui francesi porterebbe molte certezze visto che la Dinamo Zagabria verrà a Torino e potrà essere sommersa di reti. Due partite che possono caricare ancora di più la Juventus che nonostante due sconfitte in campionato guida comunque la classifica con due punti di vantaggio sui giallorossi. L’obiettivo del primo posto è di fondamentale importanza per evitare un sorteggio come la passata stagione quando Buffon e compagni pescarono il Bayern di Monaco. Un pericolo che non si vuole più correre.

Due soli dubbi. A destra e a centrocampo. Ma procediamo con ordine. Ieri il tecnico ha provato con la difesa a tre. Dietro sono sicuri Barzagli, Bonucci e Chiellini, la vecchia guardia, l’usato sicuro anche se nelle ultime partite ha incassato qualche gol di troppo. Il sistema, dunque, sarà il solito: quel 3-5-2 che i giocatori conoscono alla perfezione. A destra il favorito è Lichtsteiner, fuori da un po’ di tempo e fuori dalla lista Champions. E’ possibile che il tecnico lo schieri dall’inizio. Dani Alves nell’occasione potrebbe riposare per poi tornare in Champions contro il Lione. In mezzo sicuri Khedira e Pjanic. Da valutare le condizioni di Marchisio che contro la Samp ha giocato (molto bene) dopo sei mesi d’assenza. Se ce la farà nessun problema: giocherà lui. In caso contrario via libera ad Hernanes (ieri tra i titolari) con Marchisio di nuovo in campo contro il Lione. A sinistra, ovviamente, Alex Sandro. Evra ha recuperato dalla botta presa con la Samp. Ha recuperato e andrà in panchina. In avanti Higauin e Mandzukic.

Meglio riflettere sulle proprie capacità, evitando di guardare i numeri a corredo di questa supersfida del calcio italiano. Il Napoli, al pari delle altre 19 formazioni nella massima serie A, stasera dovrebbe partire battuto contro la Juventus che sta fagocitando titoli e primati ormai da 5 stagioni. Allora facciamo finta di non sapere che Madame è l’avversaria contro cui ha Napoli ha perso più volte in Serie A (206), che gli azzurri sono riusciti a espugnare Torino solo 7 volte su 70, che i bianconeri hanno vinto le ultime 21 gare casalinghe di campionato, in cui hanno segnato 50 gol (2.4 di media) subendone appena 7, hanno il secondo miglior attacco (21) e la miglior difesa (7) della A, è la squadra che tira di più nello specchio della porta (66) ed è quella che concede meno conclusioni agli avversari (71 totali); che la Juventus è pure la formazione priva di pareggi da più tempo in A (22 gare) con un parziale di 19 vittorie e 3 sconfitte, senza dimenticare che l’arbitro ha già fischiato 2 volte Juventus-Napoli in A, con il successo dei bianconeri in entrambe le partite (1-0 e 3-0). Che facciamo, cancelliamo il volo per Torino ed evitiamo di giocare il match-clou di questa giornata? Proprio per niente. Allora si va, senza paura si va. Partenza nel pomeriggio di ieri con il charter che ha portato il Napoli a Torino, scortato da un nugolo di fan che hanno chiesto di tornare a casa con i 3 punti. I tifosi non potranno seguire la squadra, essendo la trasferta allo Juventus Stadium vietata per motivi di ordine pubblico.

Gli ultras si stanno organizzando con l’allestimento di un maxischermo all’esterno della curva B del San Paolo. Il presidente Aurelio De Laurentiis seguirà la partita a Ischia: «Resto qui per solidarietà con i nostri sostenitori». Ma De Laurentiis avrà parlato con Sarri? Il coach azzurro ha rispettato il silenzio anche per questa vigilia e cerca di estraniarsi per individuare la formazione migliore. La lunga assenza di Milik per infortunio, la squalifica di Gabbiadini e il mancato recupero di Albiol (non è partito per Torino) costringono il Napoli all’emergenza che verrà risolta con il ritorno di Maksimovic in difesa e la conferma di Mertens nel ruolo di falso nueve. L’unico dubbio verrà sciolto stamattina nella rifinitura: chi mettere davanti alla difesa tra Jorginho e Diawara? Sarri è molto combattuto e non è escluso che possa prediligere la freschezza atletica dell’ex Bologna in una gara che si annuncia atletica ed equilibrata. I precedenti allo Stadium fanno paura: 5 sconfitte su 5 e appena un gol segnato reclamano un repentino cambio di rotta.

JUVENTUS – NAPOLI STREAMING GRATIS ROJADIRECTA – Per vedere la partita fra Juventus – Napoli basta cercare su Google la parola chiave Streaming Gratis ci saranno molti siti che vi spiegheranno come seguire la Diretta Live Tv, anche Smartphone e Tablet. Lo Streaming Gratis si può vedere con molte piattaforme, sia Android che iOS.

Come vedere la partita si potrà in diretta vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Juventus – Napoli gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

Juventus – Napoli DIRETTA TV La partita inizierà stasera alle 20.45, ma sia Sky sia Mediaset Premium inizieranno il loro collegamento, con un ampio prepartita.

Su Sky si potrà vedere Juventus – Napoli sui canali Sky Sport 1 HD (canale 201), Sky Calcio 1 HD (canale 251), Sky Supercalcio HD (canale 206). Mediaset trasmetterà la gara su Premium Calcio e Premium Calcio HD.

Juventus – Napoli STREAMING GRATIS – Juventus – Napoli può essere vista anche in streaming su tablet e smartphone grazie alle applicazioni Sky Go e Premium Play. Chi non è abbonato né a Sky né a Premium può seguire la partita in diretta streaming su PC tramite SkyGoOnline al costo di 9,90 euro.

La Juventus continua la marcia di avvicinamento verso l’attesa gara contro il Napoli e stasera la squadra sarà in ritiro. Domani mattina sarà di nuovo in campo per limare gli ultimi dettagli. Massimiliano Allegri per non scoprirsi si affiderà al rodato 3-5-2. In porta ci sarà Buffon. La retroguardia sarà formata dai titolarissimi Barzagli, Bonucci e Chiellini. La corsia destra sarà affidata a Lichtsteiner, mentre sulla sinistra agirà Alex Sandro. A centrocampo con Marchisio che potrebbe partire dalla panchina per ricoprire il suo ruolo c’è ballottaggio tra Hernanes e Lemina. Il reparto sarà completato da Khedira sul centro destra e Pjanic sul centro sinistra. In attacco spazio al tandem HiguainMandzukic.

Juventus-Napoli, 11.a giornata Serie A, diretta 29 ottobre 2016. Non sarà decisiva per lo scudetto come ha detto Allegri nella conferenza stampa della vigilia, ma come sempre Juve-Napoli ha un altissimo valore in termini di autostima e morale per il prosieguo del campionato. La scorsa stagione, la sfida dello Stadium fu decisiva in questo senso per i campioni d’Italia: il gol di Zaza proiettò i bianconeri verso il quinto scudetto consecutivo.

Questa volta le squadre si affrontano con la Juventus in testa alla classifica e quattro punti di vantaggio sul Napoli, terzo alle spalle della Roma di Luciano Spalletti. Per i bianconeri, una vittoria equivarrebbe a ricacciare indietro di ben sette punti una potenziale rivale per il tricolore, mentre un colpaccio degli azzurri riaprirebbe sostanzialmente il campionato.

Alla partita, entrambe le squadre vi arrivano con alcuni assenti: alla Juve mancheranno Dybala e Pjaca, ma è stato recuperato in extremis Evra. I partenopei dovranno rinunciare ancora una volta ad Albiol e al lungodegente Milik. Praticamente fatta la formazione di Allegri, con Buffon e Barzagli che rientrano dopo aver riposato contro la Samp. Sarà 3-5-2 con Lichtsteiner in vantaggio su Dani Alves ed Hernanes che sarà preferito con ogni probabilità a Marchisio. Il ‘Principino’ sarà preservato in chiave Champions. In avanti la coppia Higuain-Mandzukic.

Assente Gabbiadini per squalifica, Sarri conferma il 4-3-3 con il ‘falso nueve’ al centro dell’attacco: Mertens sarà supportato da Insigne e Callejon. Maksimovic più di Chiriches per sostituire Albiol.

Juventus-Napoli: diretta TV e streaming

Juventus-Napoli, big match dell’11.a giornata di Serie A, sarà trasmesso in diretta TV alle 20:45 su Sky Sport 1 HD e Premium Sport HD. Gli abbonati all’emittente di Murdoch, potranno guardare la partita anche in Super HD con la qualità del 4K sul canale 209. In streaming live, invece, il match dello Stadium sarà visibile tramite computer, tablet e smartphone grazie alle app Sky Go e Premium Play.

Juventus-Napoli probabili formazioni

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Khedira, Hernanes, Pjanic, Alex Sandro; Higuain, Mandzukic.
A disp.: Neto, Audero, Dani Alves, Rugani, Evra, Benatia, Asamoah, Sturaro, Marchisio, Lemina, Cuadrado, Kean. All.: Allegri
Squalificati: –
Indisponibili: Mandragora, Pjaca, Dybala

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, L. Insigne.
A disp.: Rafael, Sepe, Chiriches, Tonelli, Maggio, Strinic, Zielinski, Giaccherini, Rog, Diawara, El Kaddouri, R. Insigne. All.: Sarri
Squalificati: Gabbiadini (1)
Indisponibili: Milik, Albiol

Ci ha pensato la signora Reina a spargere un po’ di… Pepe sulla super sfida. E’ un super classico dello scudetto ormai, Juventus-Napoli. Ma è anche una sfida sulle tribune tra bellezze che non perdono occasione per ribadire il proprio amore nei confronti del rispettivo consorte e della squadra di appartenenza. Questione di cuore a tutto tondo, come appunto per la splendida Yolanda Ruiz, dolce metà del portierone azzurro. Per il marito così come per lei Napoli è diventata una seconda casa e pure una seconda pelle. E se Pepe difende la porta partenopea, Yolanda difende a sua volta l’orgoglio napoletano postando su Instagram la scritta sulla vetrina di un’attività commerciale “Non si accettano clienti juventini, Napoli sempre nel cuore”, aggiungendo un «Ci siamo capiti» che serve ad alzare la temperatura della sfida. Anche questo è Juventus-Napoli, perché la tensione di una sfida diretta che già profuma di scudetto porta quell’adrenalina ai calciatori che contagia tutta la famiglia, quote rosa comprese. Nell’era social è più facile stuzzicare l’ambiente alla vigilia oppure parteggiare in maniera esplicita, ma non per tutti, anzi per tutte, è così. Prendete come esempio la signora di Sky, Ilaria D’Amico, compagna del capitano bianconero Gigi Buffon: ruolo e professionalità le impongono un totale fair play e soprattutto un rigoroso silenzio mediatico, nel rispetto di una doverosa imparzialità.

Donne forti e coraggiose, come Martina Maccari, consorte di Leonardo Bonucci. Al fianco del marito ha affrontato la sfida più grande: la malattia del piccolo Matteo. Compagne di vita famose, in certi ambienti, quanto i calciatori e a volte anche di più, perché nel caso di lady Dani Alves, Joana Sanz, un’istituzione nel mondo delle passerelle di tutto il mondo, si parla di una modella molto quotata a livello internazionale. E non è una rarità, tra un impegno e l’altro, trovarla allo Stadium. Come le bellissime Michela Persico, Federica Pignotti e Antonella Cavalieri, rispettivamente fidanzate di Daniele Rugani, Stefano Sturaro e Paulo Dybala: erano allo Stadium tutte insieme mercoledì sera per la sfida con la Samp ed è scattato il più classico dei selfie. Ma sono da competizione anche le bellezze del Napoli. Come Marta Ponsati, lady Callejon. Oppure Jenny Darone, la signora Insigne, e Kat Kerkhofs, dolce metà del belga Mertens. E non sono da meno le new entry: il fascino di Jessica Ziolek, compagna dello sfortunato Milik, è mozzafiato.

Donne in tribuna a “soffrire” e donne in campo per mandare un messaggio forte, perché il calcio è un gioco, ma la vita delle donne no: è lo slogan che accompagnerà tutti i campi della serie A a cominciare da questa sera, quando sul terreno di gioco dello Stadium ad accompagnare i capitani Buffon e Hamsik ci saranno la star tv Michelle Hunziker e l’avvocato Giulia Bongiorno, per promuovere la campagna della onlus Doppia Difesa “La tua vita non è un gioco”. Le donne saranno protagoniste per dire stop al femminicidio rompendo un tabù che da sempre vede il calcio come qualcosa di prettamente maschile: le mascotte che accompagneranno i calciatori in campo saranno tutte “al femminile” e verrà lanciato un appello per raccogliere fondi utili all’associazione che da dieci anni è a fianco delle donne contro la brutalità e l’ignoranza. E contro ogni forma di violenza.

Tutti i riflettori del calcio italiano, e non solo, sono puntati sullo Juventus Stadium. Già, finalmente in campo. Dopo tanto parlare, numerose polemiche, botta e risposta continui, adesso Juve e Napoli dovranno incontrarsi faccia a faccia. In questo caso le parole non serviranno a niente perchè vincerà la squadra più forte o meglio quella che sfrutterà meglio i novanta minuti. Lo spettacolo, almeno sulla carta, è garantito. Perchè in campo, da una parte e dall’altra, ci sono campioni di assoluta grandezza. Non c’è solo Higuain anche se l’argentino, per un’infinità di motivi, è l’attrazione principale. E su di lui, da luglio, si è parlato tanto, forse troppo. Ma il bello del calcio è anche questo. Far discutere, naturalmente in maniera costruttiva. Cosa che però, proprio sul suo conto, non sempre è successa.

E’ stata un’estate molto calda. L’apice della discussione (definiamola così….) si è avuta quando Beppe Marotta ha sfruttato la clausola rescissoria di 90 milioni per portare il Pipita a Torino. Apriti cielo. Aurelio De Laurentiis è andato giù duro: «Mi aspettavo più signorilità da parte della Juventus, non pensavo arrivassero a tanto». Puntuale la replica dell’amministratore delegato Beppe Marotta: «Tutto si è svolto alla luce del sole. Abbiamo avvisato per tempo il presidente del Napoli sulla nostra intenzione di esercitare la clausola rescissoria di 90 milioni. Dopodichè lo abbiamo fatto seguendo tutte le norme del regolamento. Capisco De Laurentiis, un presidente passionale, ma noi non possiamo farci niente visto che abbiamo agito nel pieno delle regole». In mezzo a tutto questo tante altre battute. Sarri, per esempio, ha parlato di fatturato mentre a Torino hanno ricordato che il fatturato non scende in campo. Eppoi come dimenticare le stilettate di De Laurentiis a Higuain e le risposte del campione argentino nel giorno della conferenza stampa di presentazione allo Stadium. Poi i giocatori del Napoli: tutti, più o meno, contro la decisione del Pipita di raggiungere Torino. Anche se l’argentino si è sempre sentito con i suoi ex il rapporto, per una serie di circostanze, si è incrinato un po’.

E adesso in campo, nel segno della sportività. Perchè un conto sono le polemiche fuori dal campo e un altro la partita vera e propria. Sotto questo punto di vista tutti sono pronti a scommettere sulla grande sportività dei giocatori. Perchè si tratta di campioni assoluti che sono in grado di regalare emozioni forti. Quindi è arrivato il momento di sdrammatizzare anche se la partita è importante. Soprattutto per il Napoli: perchè se gli azzurri dovessero perdere scivolerebbero a sette punti dai bianconeri e per loro la situazione si complicherebbe. Dal canto loro i bianconeri hanno la possibilità di staccare, in maniera molto sensibile, gli azzurri dalla corsa al titolo. Almeno per ora, s’intende. La vigilia è passata senza sussulti particolari da parte dei diretti interessati, Massimiliano Allegri ha portato serenità all’appuntamento.

Nel mondo di Sarri predomina il collettivo. I singoli devono adeguarsi al copione e recitarlo rispettando le linee guida. Se i giocatori hanno le caratteristiche adatte ai suoi concetti di gioco si esaltano nell’applicazione pratica, altrimenti sono guai. I nuovi arrivati sono costretti ad un lungo apprendistato che non sempre va a buon fine. Ne sanno qualcosa Grassi e Regini presi a gennaio l’anno scorso e scaricati a giugno senza aver mai visto il campo e i vari Rog, Giaccherini, Tonelli che sono ancora ai box. L’esempio più clamoroso è Diawara che ha fatto a Crotone la sua prima partita da titolare assomigliando nello stile di gioco (posizione, passaggi corti e di prima, tipologia di recupero palla), più a Jorginho che a se stesso (usando per la comparazione i suoi dati della scorsa stagione a Bologna).
E’ facile immaginare che se avrà il sopravvento la qualità dei singoli vincerà la Juve. Il Napoli potrà avere delle chance solo con una super prestazione di squadra.
Cosa non da escludere visto il trend prestativo che è, dal down registrato a Bergamo, in lenta ma costante ripresa. Sarri da allora ha cambiato qualcosa nella gestione delle risorse. Nelle ultime gare ha fatto rifiatare i suoi titolari, in particolare i centrocampisti e i terzini, cioè i giocatori più stressati dal punto di vista fisico. Questo dovrebbe consentirgli di averli al top questa sera.
Di contro i bianconeri al di là della sconfitta con il Milan non stanno dando il meglio. La squadra ha avuto un calo mentale prima che fisico. Il recupero di giocatori importanti e le nuove soluzioni tattiche viste con la Samp dovrebbero consentirgli di tornare al livello prestativo di qualche settimana fa.

Contro la Samp ha funzionato l’uscita da dietro con palla bassa sull’asse Dani Alves-Cuadrado. Chiaro che se stasera la catena diventasse Barzagli-Lichtsteiner le cose cambierebbero e sarebbe un peccato perché in fase di costruzione ci sarebbe sempre il “2 contro 1” con Mertens che metterà più cura nel tamponare Bonucci. In quella situazione Sarri dovrà decidere se far uscire la mezzala di parte o l’esterno. In entrambi i casi salterebbero delle coperture nelle retrovie. Sarà interessante vedere, da una parte, se Allegri sarà conservativo o intraprendente nella scelta degli uomini e, dall’altra, quale strategia difensiva adotterà di conseguenza il Napoli.

Il meccanismo fisiologico del Napoli sarebbe quello di far uscire Hamsik sul portatore di palla stringendo con gli altri centrocampisti e con l’esterno opposto. Callejon sarebbe quindi costretto a chiudere sul terzo centrocampista bianconero lasciando completamente libero Alex Sandro alle sue spalle. I bianconeri dovranno avere la tranquillità di non andare nel panico sul primo pressing e di cercare il cambio gioco non appena possibile.

Se il pressing del Napoli dovesse andare a buon fine cercherà di trasformarlo immediatamente in una opportunità di attacco verticale. Hamsik, Jorginho, Ghoulam hanno l’obbligo di cercare gli attaccanti col primo passaggio per dare sfogo all’azione sul lato opposto alla zona del recupero palla. Il più bravo a dettare il passaggio veloce nello spazio è Callejon: lo spagnolo crea almeno un paio di palle-gol a partita con questo movimento. L’ex Real è il giocatore più bravo della Serie A a dare al tempo stesso sia la soluzione in ampiezza (all’esterno del terzino avversario), sia quella in profondità (oltre la linea difensiva).

Il Napoli cerca, come principi di tattica difensiva, di accorciare sempre in avanti salendo ogni qualvolta la palla è “coperta”. Sicuramente la Juve si sarà allenata in questi giorni per trasformare questo punto di forza dei partenopei in una debolezza. Non devono essere gli attaccanti ad andare sul “lungo” perché partendo da una posizione troppo avanzata andrebbero in fuorigioco. Sul lancio di Bonucci dovranno andare i due interni come ha già fatto benissimo Pjanic contro la Samp. Higuain potrà arrivare a rimorchio, magari a contendersi la seconda palla. Soprattutto se dovesse giocare in quella zona Jorginho (io fossi Sarri penserei piuttosto a Diawara) sarebbe una strategia assolutamente praticabile.

Ho iniziato a seguire Maurizio Sarri quando allenava la Sangiovannese in C2. Era già un allenatore di successo avendo vinto tantissimo nelle categorie dilettantistiche. Racconta Fabrizio Ferrari, il suo biografo non ufficiale: «Maurizio ha cominciato ad allenare a 31 anni e fin dall’inizio trasportò nel calcio la meticolosità che l’aveva portato a far carriera in banca». Curava nel dettaglio tutte le fasi di gioco, mettendoci dentro anche della fantasia: «Alle punizioni venivano dati dei nomi propri e ai calci d’angolo dei numeri. Ricordo che in una partita il battitore urlò lo schema “Loris” così che il collega avversario cominciò a intimare ai suoi giocatori di marcare Loris. La risposta fu: “Mister, non c’è nessuno che si chiama così nella loro squadra”. Neanche a dirlo, lo schema Loris portò al gol». Nella sostanza i principi di gioco sono rimasti gli stessi.

Il primo è il controllo della partita: tenere il pallone a terra più degli altri. Il presupposto funzionale è avere tanti giocatori in zona palla per creare tanti triangoli nel dinamismo del gioco, al fine di alimentare un fraseggio corto e veloce. Altrettanto importanti sono ampiezza e profondità, come dimostra Callejon. I suoi movimenti senza palla offrono quasi sempre entrambe le soluzioni al portatore di palla. La più facile è il cambio gioco in diagonale ad allargare il campo. L’ampiezza dello spagnolo non è quasi mai assoluta, cioè riferita alla linea laterale del campo, ma relativa al posizionamento del reparto difensivo avversario. Partendo da un allargamento parziale gli risulta facile tagliare alle spalle del difensore per attaccare la profondità. E le transizioni? Per avere tanto possesso palla occorre anche rubarla prima possibile. Per farlo serve il coraggio di accorciare in avanti con tutti e 3 i reparti. Gli attaccanti iniziano già dal limite dell’area di rigore avversaria a direzionare il flusso di gioco sulle fasce inibendo il giro palla o il cambio gioco (pressing a invito) per poi andare decisi alla riconquista e alla successiva verticalizzazione.

La linea difensiva è guidata dalla posizione della palla rispetto alla propria porta e al fatto che sia scoperta (calciabile in avanti dall’avversario) o coperta. L’allenamento è tutto mirato a migliorare la lettura di queste situazioni attraverso codifiche prestabilite che inducono i difensori a ripiegare o salire, allargarsi o stringersi, orientarsi col corpo a destra o a sinistra. Un agire sincrono che necessita di concentrazione massimale per tutta la gara.
L’aneddoto sui calci piazzati raccontato da Ferrari esprime una verità: ogni calcio piazzatoha più modalità esecutive. Le varianti sono tante. In generale almeno 2 ruotano intorno al battitore, 5 vanno a saltare (con attacchi distribuiti nello spazio ma anche nel tempo), 3 danno copertura ma stando comunque alti per recuperare eventuali rimbalzi. In fase difensiva i giocatori sono sempre disposti a zona e la responsabilità è sempre collettiva.

Conferma, rilancio, turn over. Il giochino “scegli tre parole” è utile per dare un senso al turno infrasettimanale di campionato ed evitare che venga vissuto quasi come un fastidio se all’orizzonte hai Torino e Istanbul, trasferte simili ad un bivio della stagione. La sfida contro l’Empoli avrà, allora, il senso della “conferma” che a Crotone si è chiusa la crisi cominciata con la Roma ed il Besiktas, proprio al San Paolo che questa sera potrebbe toccare un punto molto basso nel conto delle presenze stagionali: previsti al massimo 15mila spettatori.

Saranno 90 minuti da vivere tutti d’un fiato, come una pratica da sbrigare in fretta e con l’unico obiettivo di conquistare altri 3 punti che diano il senso del definitivo “rilancio” del Napoli verso i piani alti della classifica. L’avversario non è di quelli che ti fanno tremare i polsi. Una vittoria e 3 pareggi per l’Empoli, che ha segnato solo due gol (il peggior rendimento nell’Europa che conta) e non segna 6 partite di fila. Tutto lascerebbe prevedere una partita a senso unico, sempre che il Napoli non si produca nuovamente in quello scadimento nervoso che gli ha fatto perdere punti e partite. La concentrazione ritrovata (per larghi tratti) domenica in Calabria ci sarà anche stasera? Ma soprattutto: bisognerà affidarsi ai “titolarissimi” oppure sarebbe preferibile il “turn over” per mettere in campo uomini con maggiore appetito? La via di mezzo potrebbe essere la giusta opzione di Sarri.

Tra squalifiche ed infortuni il tecnico dovrà fare a meno di tre elementi importanti, tanto da immaginare nuovamente la linea d’attacco per i due turni di stop a Gabbiadini (il Napoli non farà ricorso). Sarà Mertens a sostenere il peso offensivo, stasera e sabato contro la Juve, affiancato nuovamente da Insigne, che si giocherà una chance importante a Fuorigrotta, dopo i fischi di mercoledì per il rigore fallito con il Besiktas. Il Magnifico vuole ricostruire il feeling con il San Paolo e chiederà il permesso all’Empoli, squadra a cui rifilò due belle reti nello scorso campionato, per sbloccarsi anche nella graduatoria dei marcatori. A destra non è immaginabile uno diverso da Callejon, magari titolare da subito per poi risparmiargli gli ultimi 30 minuti della partita: Giaccherini è pronto a subentrargli.

A centrocampo i dubbi più forti: Diawara o Jorginho? Allan, Zielinski o Hamsik? Poco cambia, uno può essere utile quanto un altro, per poi modificare le facce sabato a Torino. La difesa dovrebbe ritrovare Maggio e Chiriches, in campo contro il Besiktas, con gli immancabili Koulibaly e Ghoulam, con Reina a fare da guida. Napoli-Empoli da vivere tutta d’un fiato, raccogliendo punti ed evitando incidenti o affaticamenti: Sarri non ha fatto svolgere il ritiro prepartita. Proseguono il lavoro differenziato per Albiol, in forte dubbio anche per Torino, e l’attività di recupero di Milik, ritratto mentre osserva, voglioso, da bordo campo i compagni che si allenano. Il bomber in convalescenza ha ricevuto in questi giorni la visita del ct dell’Under 21 polacca, Marcin Dorna, per convincere lui, Zielinski e Lasicki, ad aggregarsi alla selezione Under 21 per il prossimo Europeo. Richiesta non bene accetta dalla dirigenza partenopea.

EMPOLI. «Ditemi pure che sono pazzo, ma noi andiamo a Napoli per vincere». Martusciello non cede all’emozione di ritrovare il maestro Sarri e suona la carica. «Mi assumo le responsabilità del momento – dice – ma dobbiamo esaltare gli aspetti positivi e guardare avanti con fiducia». Dal punto di vista della formazione è annunciato un ampio turn over. Assenti Laurini e Gilardino per infortunio, davanti toccherà ancora a Maccarone, mentre a centrocampo potrebbe esserci una chance per Tello e forse anche per Buchel. In difesa confermato Veseli, dubbio a sinistra tra Pasqual e Dimarco.

INVIATO A CASTEL VOLTURNO Ciò che i fratini non dicono e nel libro bianco d’un allenatore che non ha una sola partita a cui pensare: l’Empoli stasera, chiaro, però anche il Crotone di domenica scorsa e la Juventus di sabato prossimo. Ciò che le casacchine nonpossono mai spiegare è la strategia del pensiero nascosto, le riflessioni intime d’un tecnico che deve scegliere, capire e trasmettere, ma fino ad un certo punto, perché altrimenti s’imbatte nel rischio di demotivare: si gioca, ormai ogni tre giorni, e si combatte mica solo dentro gli schemi, ma anche con l’acido lattico, un nemico da considerare. Sembrava una mini-rivoluzione, lino a ieri, invece può essere un altro Napoli davvero rispetto a Crotone, con cinque avvicendamenti.
FUORI. Albiol non c’è e a questo punto è complicato che ci
sia anche contro la Juventus: con i muscoli non si scherza e l’infortunio del 29 settembre, con il Benfica, ha lasciato tracce evidentemente ancora visibili. Ma il turnover, nel cuore della difesa, è il più piccolo dei problemi, perché il chilometraggio di Maksimovic e di Koulibaly è nettamente inferiore a quello degli altri: però va tenuto presente, chiaramente, e così, la coppia Maksimovic- Koulibaly dovrebbe comunque essere aggiornata, con l’inserimento di Chiriches al fianco del senegalese. Rispetto a Crotone, dovrebbe variare qualcosa: uno dei due esterni, sicuramente, ma Ghoulam, che ha riposato, «sente» il ruolo e va scaldato, aspettando la Juve; toccherà ad Hysaj, che è ancora un filino distante da se stesso e che ha alle sue spalle un Maggio assai propositivo.
OH CAPITANO. Il dubbio più avvolgente riguarda Hamsik: è quello che ha messo assieme, dall’inizio della stagione, il maggior numero di partite, perché quando la Patria chiama lui risponde. C’è stato sempre, sarà costretto ad esserci anche in futuro e per lui la sosta che verrà non vorrà significare riposo, anzi: dunque, stavolta può essere un’occasione. E’ vero che a Crotone, non a caso, gli è stata sottratta l’ultima mezz’ora di partita: la tentazione di farlo riposare è statisticamente elevata, anche se a Sarri il Napoli senza Hamsik sembra vagamente inespressivo in certe proprie rappresentazioni. Va a finire che allora giochi Zielinski al posto del capitano, in un centrocampo nel quale c’è ancora Diawara in mezzo al campo ed Allan a garantire le due fasi di gioco. Poi, e sarà la sfida a deciderlo, si penserà alle staffette eventuali.
INAMOVIBILI. L’attacco è quello, lo scandiscono i fatti: da destra a sinistra, Callejon, Mer- tens ed Insigne, con Giacche- rini che ha la possibilità di essere considerato, sin quando la formazione non verrà ufficialmente svelata, una possibilità, e Rog che aspetta il suo (piccolo o grande) momento. Ma varie altre cose potrebbero capitare a match in corso: perché nel calcio del Terzo Millennio, certe opzioni, arrivano a sorpresa.

Dove vedere Juventus-Napoli, big match dell’11a giornata di Serie A, in diretta tv e streaming gratis? Vediamo tutte le soluzioni.

Juventus-Napoli è il big match di questa giornata, l’11a della Serie A 2016-17. La Juventus ospita il Napoli allo Stadium per cercare l’allungo definitivo sulla Roma, a soli due punti di distanza. Una partita che sa di decisivo, ma è ancora troppo presto per definire le gerarchie della Serie A all’undicedima giornata del campionato. La formazione di Maurizio Sarri prenderà di petto questa sfida, sicuramente, visto la presenza di un grande ex come Higuain. Il Napoli è pronto a lottare fino all’ultimo contro i cinque volte campioni d’Italia per conquistare i tre punti decisivi per agganciare la Roma al secondo posto.

Streaming a pagamento e gratis: dove vedere Juventus-Napoli?

Per vedere il match Juventus-Napoli in streaming ci sono due soluzioni: a pagamento o gratis.
Streaming gratis: come vedere gratis Juventus-Napoli?

Per vedere la partita Juventus-Napoli in streaming basterà accedere al proprio browser e cercare tramite Google le seguenti parole chiave: “Juventus-Napoli Serie A Rojadirecta” e cliccare sul tasto cerca. Una volta cliccato basterà scegliere il primo link che riporterà al sito di Rojadirecta e cercare il link più adatto alla propria connessione internet tra quelli proposti sul sito.

Attenzione: Si tratta di un metodo alternativo alle pay tv che sconsigliamo. Alcuni dei link potrebbero non essere conformi alle leggi italiane. Il nostro è un articolo solo a scopo informativo e non ci assumiamo nessuna responsabilità. Ricordiamo che la visione su Rojadirecta potrebbe non essere legale. Per questo ci teniamo ad informare tutti che il nostro è solo un articolo informativo.

Dolcetto o scherzetto, per tenere viva la tradizione celtica che cade in questo periodo dell’anno. Dolcetto o scherzetto perché Juventus-Napoli sia sempre un match di tradizione che esalta il gioco del calcio. Il dolce a chi vince, lo scherzetto a chi sarà costretto a riprovarci nella gara di ritorno. Mai come quest’anno Juventus-Napoli sarà preceduta da un clima di particolare attesa, sprovvista delle acrimonie esplose nel ritorno congiunto in serie A. E un uomo su tutti è diventato contemporaneamente simbolo di attrito e di congiunzione: Gonzalo Higuain è passato dal ruolo di grande traditore a quello del vecchio compagno a cui fargliela pagare. Sportivamente sono pronti a dargli una lezione (sul campo) il suo ex allenatore ed i compagni di squadra che con lui hanno condiviso abbracci ed amarezze dentro e fuori dal terreno di gioco. Dare una lezione al Pipita ed essere di esempio anche per chi, arso dal dolore, ha augurato al transfugo le peggiori disavventure. «Quando lo rivedrò, lo saluterò come un figlio che mi ha fatto prendere un’incazzatura feroce, ma resta sempre un figlio e con me ha fatto benissimo”, la risposta di Maurizio Sarri che con una battuta ha smorzato gli animi. Non lo ha dimenticato, probabilmente sente anche un po’ sua quella ritrovata vena realizzativa del Pipita che gli ha permesso di  essere il capocannoniere della serie A con 36 gol e di avere una candidatura per il Pallone d’oro. Ha tirato fuori il meglio da Higuain, come riesce a fare nella  maggior parte dei casi con gli attaccanti che ha a disposizione e pure se a fatica, tutto il Napoli ha imparato a convivere con la sua assenza. Anche il presidente De Laurentiis che dalla sua cessione ha trovato la forza economica per costruire una rosa più lunga e tale da sopportare gli infortuni di una stagione ricca di impegni. 

 Il patron azzurro dopo una breve assenza dagli spalti del San Paolo è tornato a sedere in tribuna autorità, ma domani non assisterà alla sfida dello Stadium: «Non saluterò Higuain perché non sarò a Torino, non posso andarci, sono solidale con i tifosi che non sono stati ammessi. Rispetto le decisioni delle autorità costituite e finché non si riuscirà a combinare con intelligenza il rapporto tra sport e tifo non si va da nessuna parte». Ritrovare Higuain da avversario stimola l’orgoglio di chi lo affronterà e sarà una bella sfida per chi dovrà dimostrare di essere più forte del passato. Per Dries Mertens, ad esempio, che si è trovato a ricoprire proprio il ruolo del Pipita e che, a dir la verità, gli calza anche molto bene. «Uno scherzo ad Higuain? Al massimo gli daremo uno schiaffo: in campo non ci sono amici, noi vogliamo vincere perché la gara con la Juventus è troppo importante», il belga stuzzica il suo ex compagno di squadra e delinea quello che sarà il leitmotiv di Juve-Napoli: sfottò prima e dopo, ma avversari acerrimi in quei 90 minuti che rappresentano la sfida più attesa non solo per Napoli e Juventus, ma anche per chi insegue. Rendere la Vecchia Signora vulnerabile in casa propria non sarà un compito semplice, ma nella grande sfilata dello Stadium, Sarri sta pensando ad uno sgambetto. Con grande probabilità si affiderà al tridente leggero, ai tre “Puffi” che gli garantiscono velocità tra gli spazi e tolgono punti di riferimento ai difensori avversari. Mertens falso nueve, con Insigne e Callejon sulle fasce non è più un esperimento, così come Diawara, tenuto a riposo contro l’Empoli, ma ad oggi preferito a Jorginho in un centrocampo completato da Allan e Hamsik. Il capitano del Napoli è uno dei più attesi. «Andremo a Torino per fare risultato», ha detto a poche ore del grande match il protagonista dell’ultimo successo partenopeo in casa Juve. Era il 2009, il 31 ottobre, Halloween. Dolcetto o scherzetto?

C’è sempre un “eppure”. La Juventus continua a vincere, a rialzarsi anche dopo le sconfitte. Otto vittorie in 10 giornate, primo posto in campionato e nel girone di Champions. Eppure, la sensazione è che ci sia ancora tanto da lavorare. In fase di possesso palla, non tanto per quel che riguarda un gioco che continua a non soddisfare gli esteti del calcio più accaniti, quanto per quel palleggio iniziale che sta portando a troppi palloni regalati agli avversari in zone a rischio. Eppure, la sensazione è che ci sia tanto da lavorare anche in fase di non possesso. Perché in una Juve che aveva abituato a non subire mai gol, a non subire quasi mai un tiro nei giorni migliori, i risultati stanno arrivando a dispetto di una porta tutt’altro che inviolata e inviolabile. Possesso e non possesso palla, due fasi unite da un filo rosso che ha bisogno di una maggiore cattiveria per fare in modo che la nuova Juve non perda le sane vecchie abitudini. 

 Tre le partite consecutive in campionato che hanno visto la Juve subire gol. Non capitava da un anno esatto, l’ultimo trittico è rappresentato dalla famosa sconfitta di Sassuolo dello scorso 28 ottobre, seguita dalle vittorie con Torino ed Empoli. Da lì in poi pochissime le reti subite, mai per più di due gare consecutive in serie A prima che si arrivasse agli ultimi dieci giorni: Jankto, Locatelli e Schick gli autori delle reti che per merito e fortuna sono costate solo una sconfitta su tre.

Se le reti subite in avvio di stagione hanno visto la Juve pagare qualche distrazione di troppo sulle palle inattive, ecco che almeno due dei tre gol in questione sono figli di autentici regali in fase di disimpegno. Ed è questa la situazione che più preoccupa, o meglio fa arrabbiare Allegri. Un’eccessiva leggerezza che rischia di costare cara se dovesse diventare un elemento consolidato, al di là del gol è infatti capitato contro la Sampdoria di perdere palla in uscita dai blocchi: «La superficialità l’abbiamo avuta nel primo tempo quando abbiamo concesso quel tiro in porta in diagonale e abbiamo sbagliato 3-4 situazioni abbastanza facili. In quei momenti bisogna avere la capacità e la cattiveria nella gestione della palla, perché se hai la palla tu devi essere agonisticamente cattivo e dare intensità al gioco».

 Ecco che contro il Napoli, quindi, si potrebbe tornare al passato e alle solide certezze per evitare questi eccessi di leggerezza. Di cui Dani Alves, nel bene e nel male dell’essere il campione che è, rimane ancora un simbolo: da esterno-regista o da atipico terzo centrale, il suo gigioneggiare in Italia è un rischio continuo. Domani sera allo Stadium potrebbe quindi tornare la rabbia e la concretezza di Lichtsteiner sulla fascia destra, concedendo un turno di riposo al brasiliano in vista Champions. Ecco poi che anche il trio di centrali dovrebbe riportare la BBC originale davanti a Buffon: servirà prima di tutto non subire gol contro il Napoli, che si tratti di difendere o far ripartire l’azione, nessuno al mondo sa come fare quanto l’asse composto da Barzagli, Bonucci e Chiellini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *