Video Highlights Milan – Juventus 1-0: Sintesi, gol e pagelle

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milan-juventus-streaming-in-attesa-motogpViene annullato un gol regolare alla Juventus e il Milan segna un gol con l’unico tiro nello specchio effettuato in novanta minuti, accorciando in classifica a -2 dai campioni d’Italia. Ma i bianconeri non possono appendere a questi due inequivocabili fatti tutte le motivazioni della sconfitta: sarebbe legittimo, ma non del tutto onesto con se stessi e con il Milan. Il Milan ha, infatti, vinto perché ha giocato la partita che doveva giocare, accettando come un dato di fatto l’inferiorità iniziale, senza quindi preoccuparsi di essere bello, ma concentrandosi sulla difesa e sulla concretezza. Il Milan è stato premiato dalla sciocchezza di Rizzoli, ma la fase difensiva rossonera non ha sofferto la presenza di Higuain e degli altri fuoriclasse bianconeri. Il Milan, soprattutto, ha vinto con un gol di un diciottenne, il già solido Locatelli, e con un diciassettenne in porta, il salvifico Donnarumma che proprio all’ultimo secondo salva il risultato su Khedira. Montella, insomma, annulla con i giovani e l’umiltà della squadra tutto il disavanzo fra i due fatturati (oltre 180 milioni): e questo non può non essere un merito, al netto di Rizzoli.

La Juventus perde la seconda partita in campionato (era dal 2009-10 che non soccombeva due volte a San Siro) senza comprometterne in modo sostanziale il suo dominio, ma evidenziando ancora dei difetti di costruzione che meriterebbero un ripensamento profondo di alcuni elementi del gioco e di alcune scelte tattiche. Si colgono piccoli segnali di miglioramento rispetto a Lione, ma gli stessi problemi: la Juventus è troppo orizzontale, non cerca abbastanza Higuain e non emergono le qualità dei singoli, da Dybala (finché è stato in campo) a Pjanic. E’ una squadra in cui i potenziali fenomeni fanno benino le cose normali. Non si è vista, insomma, quella che Allegri ha battezzato l’«incoscienza», ma un possesso palla che, per quanto più aggressivo rispetto a Lione, rimane scolastico e poco incisivo.

Ci sono due ordini di problemi nella Juventus attuale. Il primo sembra di carattere atletico e si denota in una scarsa brillantezza generale e in una mancanza di spunto in quelli che dovrebbero attaccare. Il secondo è legato a Higuain: averlo in campo e non trasformarlo nel principale terminale offensivo non solo è uno spreco, ma rende la sua presenza perfino ingombrante per Dybala e i centrocampisti che provano a inserirsi. Considerato anche il peso dell’investimento, c’è qualcosa da regolare nella manovra offensiva, in modo che il Pipita ne diventi un interprete più attivo. Altrimenti quei soldi era meglio spenderli per un grande centrocampista (che manca) e continuare con Mandzukic e Dybala.

Poi ci sono gli episodi che hanno dato forma alla partita, modificandone un andamento che vedeva più Juventus che Milan nel conto delle azioni pericolose. Il primo è quello in cui Rizzoli si rende protagonista di un errore gravissimo, amplificato dalla ridicola modalità con cui ha annullato il gol, buono, di Pjanic per l’inesistente fuorigioco di Bonucci o quello ininfluente di Benatia, dopo un conclave con gli improvvidi Cariolato e Massa. Quel gol al 36′ del primo tempo avrebbe cambiato l’inerzia della gara, scrivendone una storia diversa. Il secondo è il gol di Locatelli: bellissima e coraggiosa rete nella quale incide il rinculare colpevole di Alex Sandro in una difesa mal piazzata. E’ l’unica grande occasione del Milan.

La Juventus, in compenso, manca di un’autentica reazione e Cuadrado è l’unico a dimostrare una certa vivacità offensiva, ma si fa prendere la mano un po’ troppo dall’idea di poterla risolvere da solo come a Lione. Troppo poco per la differenza di potenziale che c’era in campo e che si evidenziava nella lettura delle formazioni. Il nocciolo della questione bianconera, a questo punto della stagione, è come sfruttare meglio quell’oggettiva superiorità, portandola dalla carta al campo. Non solo quando perde come ieri sera, ma anche quando vince con eccessiva fatica.

MILAN – DONNARUMMA 7  Sicuro fin dalle prime battute, quando la parata più complicata la compie su Alex Sandro in fuorigioco. Spettacolare all’ultimo minuto, in volo plastico su Khedira. ABATE 6.5 Grande determinazione: da capitano dà l’esempio a tutta la squadra di come si debba affrontare la Juventus. PALETTA 6.5 Molto attento a intuire le incursioni dei centrocampisti, una delle armi migliori della Juventus. ROMAGNOLI 6 E’ lui a prendere, almeno in prima battuta, Higuain. E forse sarà anche grazie al suo “francobollare” che l’argentino non tocca palla per un tempo.  DE SCIGLIO 6.5 Contro la squadra che lo ha lungamente inseguito in estate, azzecca una delle sue migliori prestazioni stagionali. Limita Dani Alves e riesce anche a proporsi in chiave offensiva. KUCKA 6.5 Tanta pressione sui portatori di palla avversari. Tanta presenza a centrocampo, quando Donnarumma è costretto a lanciare lungo e lui prende posizione per “spizzare” di testa o raccogliere e ripartire.  LOCATELLI 7.5 Che altro si può chiedere ad un ragazzino di 18 anni che alla sua sesta presenza stagionale realizza un gol pazzesco alla Juventus, il secondo in serie A? E’ evidentemente un predestinato. Gran destro da dentro l’area, dopo aver segnato di sinistro al Sassuolo soltanto 20 giorni fa. C’è tanta qualità e tanta personalità, in questo ragazzino che sta sostituendo splendidamente Montolivo. Gustavo Gomez (36′ st) ng. BONAVENTURA 7 Recita nel suo ruolo di giornata con intelligenza. Montella lo mette dietro le punte e lui sa spesso inserirsi negli spazi per ricevere e impostare la ripartenza.  SUSO 6 Tiro a giro che Buffon devia in angolo dopo dieci minuti. E’ lo squillo in una serata di grande intensità, nella quale il Milan si affida spesso all’estro dello spagnolo, per cercare l’uno contro uno. BACCA 6 Torna dopo l’esclusione di Verona. Non tocca troppi palloni, Bonucci fa buona guardia. Montella lo vorrebbe più partecipe, lui preferisce stare in agguato. Ma i compagni non riescono a supportarlo. Nella ripresa, con più spazio, non riesce a mettere in moto le sue leve. Lapadula (48′ st) ng. NIANG 6.5 Grande impatto sul match, con una generosità fin eccessiva, che finisce col pagare in fase di proposizione. Troppe volte rincula fin dentro l’area rossonera, per aiutare la squadra, e così gli manca lo spunto per andar via a Barzagli, che almeno a livello di rapidità potrebbe concedergli qualcosa. Poli (24′ st) 6 Garantisce sostanza, ovvero ciò di cui il Milan aveva bisogno in quel momento. ALL. MONTELLA 7.5  Si accettano querele, ma nel Milan di ieri sera si sono visti sprazzi della prima Juve di Conte. Squadra feroce, cattiva, con molti interventi al limite. E con quel cinismo fortunoso che ti permette di vincere anche grazie a un errore arbitrale.

JUVENTUS BUFFON 6  Una sola parata nel primo tempo, su un beffardo tiro di Suso sul palo più lontano. Nulla può su Locatelli. BARZAGLI 6 Mette tutte l’esperienza che possiede per evitare a Niang di prenderlo sul tempo. Fermato il primo allungo, infatti, il gioco è fatto. BONUCCI 6 Sfortunato e involontario protagonista nell’episodio del gol annullato alla Juventus, appare meno preciso del solito quando gli tocca rilanciare il gioco. BENATIA 6.5 E’ lui ad essere in fuorigioco, non Bonucci, e a non partecipare all’azione incriminata. Dopo Lione, altri minuti per perfezionare il pieno recupero. Mandzukic (31′ st) ng. DANI ALVES 6 Patisce il gioco aggressivo del Milan e se ne lamenta anche con Rizzoli, inutilmente. Alla fine capisce che è meglio rispondere con la stessa moneta. KHEDIRA 5.5 Si perde per il campo, senza concretezza e senza le sue famose e spesso decisive incursioni. Proprio allo scadere azzecca un gran tiro, respinto da Donnarumma HERNANES 5 Allegri preferisce dare un po’ di riposo a Lemina, ma il “profeta”, con la sua prestazione incolore, sembra quasi voler dare ragione a chi dice che in questa squadra lui non ci azzecca nulla. Sturaro (41′ st) ng. PJANIC 6 Prova a piazzare la bomba su punizione. E finisce alta. Prova a piazzare (e basta) la punizione e fa gol, ma al termine di un conciliabolo abbastanza singolare, Rizzoli torna sui suoi passi e gli annulla il gol. Il meno peggio tra i centrocampisti. ALEX SANDRO 5 Parte con grande dinamismo e discreta pericolosità, tanto da presentarsi in area un paio di volte. Si affloscia come un soufflè con il passare dei minuti. E non è scusabile la lentezza con la quale (non) va a chiudere su Locatelli. DYBALA 6 Uno dei primi tiri in porta della partita è suo: ma la girata non è né potente, né precisa e termina tra le braccia di Donnarumma. Si fa male cercando di sorprendere il portiere del Milan con un tiro da 40 metri. Cuadrado (32′ pt) 6 L’eroe di Lione dà un po’ di vivacità alla lenta manovra juventina.  HIGUAIN 5.5 Uno dei primi palloni toccati, al 2′ della ripresa, crea subito un brivido per Donnarumma. Certo, se la squadra non gioca per lui, è difficile che lui giochi per la squadra. E così la serata trascorre anonima. ALL. ALLEGRI 5.5 San Siro gli è di nuovo indigesto. Altro ko dopo quello con l’Inter. Al di là degli episodi, è una Juve che non riesce a mettere in campo il suo indubbio tasso tecnico. E che a centrocampo paga spesso dazio agli avversari.

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ARBITRO RIZZOLI 4.5 L’errore, visto che è millimetrico, ci può stare. Quello che non ci può stare è che arrivi dopo un conciliabolo a tre, durato alcuni minuti. Allora l’errore si trasforma in beffa.

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