Villareal – Napoli Streaming Gratis live su smartphone diretta tv Mediaset su Rojadirecta

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Nulla è cambiato dopo la sconfitta di sabato, anzi sì: la consapevolezza. «Contro la Juve non abbiamo guadagnato punti, però ora abbiamo più fiducia nel futuro. Mentalmente abbiamo preso atto che possiamo andare allo Stadium e giocare alla pari con una squadra che ha vinto 4 scudetti di fila, è vice campione di Europa ed è reduce da 15 vittorie.

La sconfitta è del tutto casuale, nel secondo tempo abbiamo fatto 60% del dominio territoriale e ci fa capire che abbiamo intrapreso la strada giusta», la conferenza stampa pre-Villarreal al Madrigal di Maurizio Sarri è l’occasione per esporre un nuovo manifesto sulle qualità del Napoli, soprattutto caratteriali, in risposta a chi pensava che il ko nello scontro diretto avesse provocato uno scollamento dopo 24 giornate di campionato. Nessun dramma, nessuna riunione extra post Juve («Abbiamo parlato 7-8 minuti, non di più a differenza di ciò che ho letto», ha sottolineato Sarri) e la reazione del gruppo è stata di ulteriore coesione, condivisione del progetto che punta ancora allo scudetto e all’Europa League.

Tutti per uno, Reina parla per tutti. «Chi vuole destabilizzare il Napoli non ci riuscirà, siamo forti mentalmente e se hanno qualche dubbio, eccoci. Ora basta, la squadra vuole accanto gente che ci vuole bene e ci sta vicino soprattutto nei momenti difficili, più che in quelli buoni», è un ruggito quello del portiere spagnolo, accolto ieri all’aeroporto di Castellon da un folto gruppo di fan, tra amici e parenti vestiti d’azzurro con la scritta “Forza Napoli, bienvenido Pepe”.

Reina ritrova il suo passato, quel Villarreal dove ha mosso i primi passi per ben tre anni, e lo farà nella notte in cui il Napoli cerca il riscatto attraverso la voglia di quelli che giocano meno. Strinic dovrebbe prendere il posto di Ghoulam, con Chiriches in luogo di uno tra Koulibaly e Albiol. Idem per Lopez a centrocampo: Sarri è ancora indeciso se schierarlo al posto di Allan o Hamsik. In attacco Mertens e Gabbiadini dovrebbero dare un turno di riposo a Insigne e Higuain. «Voglio che chi giochi lo faccia in maniera cattiva e convinta, alla ricerca del risultato e della qualificazione, sapendo che è difficile e accettando le difficoltà che la sfida ci proporrà», Sarri riconosce nell’avversario (quarto in Liga e domenica affronterà l’Atletico secondo in graduatoria) una formazione insidiosa e fatta da individualità di tutto rispetto.

«Hanno calciatori meno noti – spiega – ma di grandissima qualità come Suarez e Dos Santos. Poi, sono ben allenati, quindi di occasioni probabilmente ne concederemo. Ma quando giochiamo il nostro calcio, anche noi siamo in grado di creare delle chance». E’ un piccolo avvertimento al tecnico del sottomarino giallo, Marcelino, che aveva parlato alla Ciudad deportiva. «Il Napoli da anni è ai massimi livelli e l’anno scorso è arrivato in semifinale di Europa League. Dobbiamo rispettarlo – aggiunge – è molto competitivo e ha perso pochissime partite. E’ una delle squadre più forti che ci potesse capitare, ma vogliamo giocarcela. Mi aspetto una partita intensa e dinamica, siamo due squadre che cercano il gol quando sono in possesso di palla e provano a pressare quando non ce l’ha. Abbiamo due stili di gioco differenti, ma l’idea di gioco è abbastanza simile. Chi è in vantaggio? 50 e 50».

Come vederla La partita si potrà vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Juventus-Roma gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

Lo ricordano bene da queste parti. Per le sue qualità, certo, stiamo parlando di un nazionale della Slovacchia. Ma anche e, soprattutto, per le tre reti che ha realizzato al Villarreal nei quattro incontri disputati in precedenza, tra Champions League e Europa League. Marek Hamsik ritorna al Madrigal dopo cinque anni. L’aveva conosciuto nel febbraio 2011, nei sedicesimi di Europa League, ma il suo gol non servì: perdendo 2-1 al ritorno, dopo lo 0-0 del San Paolo, il Napoli venne eliminato. Nello stesso anno, ma nella stagione successiva, in dicembre, il suo gol al Madrigal (0-2, l’altra rete fu di Inler) diede la certezza al Napoli di arrivare secondo nel girone di Champions Lea- gue e di qualificarsi agli ottavi. Hamsik aveva segnato anche nella gara di andata, vinta 2-0.

TRE SU QUATTRO Non ne ha sbagliato una sul piano personale, fin qui, il capitano del Napoli, contro il Villarreal. Su di lui ci sarà l’attenzione di Marcelino, il tecnico degli spagnoli, che non vuole sprecare la possibilità del fattore campo. «Affronteremo un avversario difficile, che abbiamo già incontrato in altre occasioni e le partite sono sempre state tirate. Questo club è tra i migliori della Liga, la conferma arriva dalla classifica: il Villarreal occupa il quarto posto alle spalle delle super favorite, Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid», ha spiegato Hamsik alla vigilia sul suo profilo twitter.

VOGLIA DI RISCATTO A Vila- Real è sbarcato un Napoli voglioso di riscatto, dopo la sconfitta in campionato rimediata, sabato sera, contro la Juve. Una frenata che ha scosso l’ambiente, ma che non ha messo in discussione i progetti del club. Uno è rappresentato proprio dall’Europa League, sfiorata nella passata stagione, dopo aver perso in semifinale col Dnipro. «Sul proprio campo sono molto forti quelli del Villarreal. Ma noi vogliamo ottenere subito un risultato che ci avvicini quanto più possibile al prossimo turno», ha aggiunto il centrocampista.

EMOZIONE FORTE Ad Hamsik è legato pure il ricordo di un grande spavento, vissuto dopo il suo gol che non servì al Napoli per qualificarsi agli ottavi di Europa League (febbraio 2011). L’esultanza dei tifosi napoletani provocò il cedimento della recinzione nel settore loro destinato. L’episodio, per fortuna, non registrò feriti e la gente riuscì ad evitare il peggio.

Il «loro Higuain» ha molta meno fame di gol del Pipita, ma non per questo è meno pericoloso. L’Higuain del Villarreal – ma lui stasera gioca, altroché se gioca – è Roberto Soldado, uno degli ex bambini d’oro del Real Madrid che sotto il tetto della Casa Blanca hanno coltivato più illusioni che sogni. Nel 2007, fu un incrocio breve e non intenso: il Pipita era arrivato dal River Plate da qualche mese, meno di un anno dopo Soldado avrebbe fatto le valigie per sempre. Getafe, Valencia, Tottennham: su, su e poi giù di colpo, mentre in Nazionale la parabola era senza scossoni, anche lui «vittima» dell’Idea, una squadra felice anche senza un vero centravanti. E poi il Villarreal: finalmente, così pare, il tempo dell’equilibrio, della maturità.

NON SOLO GOL Lo scorso agosto Soldado ha (ri)trovato il suo paradiso. Personalmente: una città da cui si è sentito abbracciato, perché dopo aver vissuto male Londra, a Valencia la sua famiglia si è risentita felice. Calcisticamente: una squadra che non lo «obbliga» a segnare. Di solito per un attaccante l’ossessione sono i gol: per lui sono «anche» i gol. Sol- dado non si è mai ritenuto una primadonna e a leggere certi numeri si sente bene, non inadeguato: in questa stagione finora ha regalato più assist (11) che gol (7), e nessuno lo ha rimproverato. Anzi, un pochino il suo allenatore sì, e l’attaccante lo  ha raccontato sabato, dopo aver interrotto contro il Malaga un digiuno di gol lungo due mesi esatti: «Marcelino dice che devo cercare di più la porta». Per Soldado non sarà uno sforzo, ma non lo è neppure non essere più, come in passato, il principale riferimento offensivo. Dunque lasciare a Bakambu
11 compito di fare a sportellate con i difensori avversari, dunque allontanarsi dalla porta per andare incontro alla palla ed essere lui a passarla: è raro che non decifri il momento migliore per tenerla o per darla via.

PRESSING SU VALDIFIORI La sua fortuna è stata anche trovare un allenatore così, che dai suoi attaccanti esige tanto, anche in fase difensiva: stasera non sarà difficile vedere Soldado andare in seconda – a volta anche prima – battuta a fare pressing su Valdifiori, aiutando Trigueros. O Tomàs Pina, se Bruno Soriano non dovesse farcela a zittire il suo adduttore malconcio (e per il Napoli sarebbe un’ottima notizia, ma al Villarreal c’è fiducia nel recupero). Anche questo gli chiede Marcelino, non solo di stare più vicino alla porta. Ed è anche perché ha un attaccante come lui che ieri ha detto «il Napoli è una delle rivali più forti di questa Europa League e non sarà condizionato dalla sconfitta con la Juve, perché è giusto che pensi di non averla meritata, però noi non ci consideriamo inferiori». Anche se ha Soldado e non Higuain: quantomeno non ha avuto nessun dubbio se farlo giocare o no.

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