Vincenzo De Luca: “Raggi bambolina imbambolata”. Scoppia la bufera, Il PD prende le distanze

imageHo visto Virginia Raggi affacciata al balcone del Campidoglio, una bambolina imbambolata, mi sono intenerito… Apprendiamo che la giunta è in via di composizione. M5S propone all’Italia una grande innovazione politica: il Web-Cencelli. E non si è ancora insediata la giunta, guardo con terrore a quando metteranno le mani sui quartieri… Mi spiace per Roma, ma questa è la conferma – lo dico a Giachetti – che dio c’è». Lo ha detto il presidente – » della Campania Vincenzo De Luca in direzione Pd. Parole che però non sono piaciute a più d’uno. «Raggi non è una bambolina, ma il sindaco di Roma e merita rispetto come avversario, sindaco e donna», dice Gianni Cuperlo. Di «parole irriguardose» parla anche la forzista Elvira Savino. «Lui e il Pd si scusino», le fa eco Renata Polverini. E infatti lo stesso Renzi prende le distanze: «Le auguriamo buon lavoro».

«Cara Virginia, ora devi chiudere la giunta. Bisogna fare in fretta». Alla fine, da Milano, si muove anche Davide Casaleggio, figlio del fondatore del Movimento che, dopo l’intervento di Beppe Grillo, richiama all’ordine la sindaca di Roma. La falsa partenza della Raggi, tra nomine contestate, discussioni col minidirettorio e difficoltà nel comporre la squadra di governo, ha allertato i vertici di M5S che notano la netta differenza tra Virginia Raggi e Chiara Appendino. Così, per tutto il giorno, Raggi porta avanti una serie di colloqui: vede la senatrice Paola Taverna, riunisce una forma ristretta di minidirettorio (presente, oltre alla Taverna, il consigliere regionale Gianluca Perilli; mancano Roberta Lombardi e l’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo, impegnato all’estero), si consulta con l’inseparabile Daniele Frongia, incontra l’altro consigliere Enrico Stefàno che potrebbe anche andare ai Trasporti. Assessorato chiave, non ancora coperto. C’è anche l’ipotesi che la delega vada ad una donna, affiancata però da una cabina di regia.

Nella stretta finale per la giunta, la guerra tra «correnti», definizione che i Cinque Stelle rifiutano, è per il momento sopita anche perché con la contestatissima scelta di Raffaele Marra a vicecapo di gabinetto (ora saltata), la Raggi è riuscita a compattare quasi tutto il fronte contro di sé. A sostenerla, e non è poco, è rimasto Luigi Di Maio, consapevole di quanto le sue ambizioni da futuro premier passino anche per Roma. Per ironia della sorte, in mezzo alla bufera sulla giunta, ieri Raggi è stata difesa da una larga parte del Pd, a cominciare dal premier Matteo Renzi,
da Maria Elena Boschi, dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti che hanno preso nettamente le distanze dalla frase che il presidente della Campania Vincenzo De Luca ha pronunciato durante la direzione dem: «Ho visto Virginia Raggi affacciata al balcone del Campidoglio, una bambolina imbambolata, mi sono intenerito…». Mezzo Pd è insorto. Ecco Renzi: «Non condivido le parole di De Luca. Raggi è la sindaca di Roma e merita il nostro augurio di buon lavoro».

E Boschi: «Enzo De Luca ha utilizzato parole sbagliate e ingiuste verso Virginia Raggi. Che è una donna, una professionista ed è la sindaca di tutti i romani, avendo vinto le elezioni». Ma altri interventi, bi- partisan, sono giunti anche da Gianni Cuperlo, Renata Polverini, Mara Carfagna. Sul Campidoglio, però, alla fine della giornata la giunta ancora non c’è («ci prendiamo altre 24-48 ore di tempo», dicono i Cinque Stelle) e il punto sono proprio le «quote rosa». Raggi è ferma a quattro donne: se stessa, Paola Muraro all’Ambiente, Laura Baldassare al Sociale, Flavia Marzano alla Smart city. Cinque gli uomini: Daniele Frongia vicesindaco, Paolo Berdini all’Urbanistica, Luca Bergamo alla Cultura, Andrea Lo Cicero allo Sport. E, novità dell’ultima ora, Adriano Meloni, ex amministratore delegato di Expedia, al Commercio e Turismo.

Manca la casella del Bilancio dove Lombardi-De Vito spingono per Daniela Morgan- te, il magistrato della Corte dei conti che potrebbe fare il capo di gabinetto. Due alternative: Marcello Minenna (in lizza come Ragioniere generale) oppure Daniele Frongia. Altra voce: fuori Lo Cicero, dentro una donna allo Sport. Ultima possibilità, che la Raggi tenga per sé il Bilancio. Sarebbe, però, l’extrema ratio.

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