Violenze su anziani in una casa di riposo di Nuoro: sei operatori arrestati, direttrice agli arresti domiciliari

Violenze su anziani in una casa di riposo di Nuoro sei operatori arrestati, direttrice agli arresti domiciliari

Ancora violenza in Italia ancora una volta all’interno di una casa di riposo di Nuoro, dove gli anziani venivano insultati, strattonati, presi a schiaffi e talvolta chiusi in delle stanze durante la notte per non disturbare gli operatori.

E’ questo quanto venuto alla luce in questi giorni a Nuoro, dove sei persone sono state raggiunte da altrettante misure cautelari, e nello specifico due sono finiti in carcere, uno agli arresti domiciliari e tre con obbligo di dimora, misure eseguite all’alba di ieri dalla Squadra Mobile di Nuoro; tutte e sei le persone sono accusate di maltrattamenti e abusi nei confronti di anziani ricoverati all’interno della casa di riposo. Tra le persone arrestate, ci sarebbe anche la direttrice della casa di cura, ovvero Rosanna Serra 55enne di Nuovo, la quale è però finita agli arresti domiciliari. In carcere a Badu ‘e Carros, sono finiti invece due operatori sanitari, Gianluca Porcu, 38 anni, e Ignazio Poggiu, 55 anni, entrambi nuoresi, mentre l’obbligo di dimora è scattato per Maria Laura Cadau, 46 anni di Macomer (Nuoro), Luciano Mulas, infermiere 39enne di Ittiri (Sassari) e Genci Nikaj, albanese di 46 anni.

Gli anzani,ospiti della casa di riposo di Nuoro, “L’accoglienza” secondo quanto emerso sarebbero stati presi a schiaffi, malmenati, presi a schiaffi ed insultati, il tutto ripreso dalle telecamere che non hanno lasciato adito all’immaginazione. Come già anticipato molto spesso gli anziani della struttura venivano legati e chiusi all’interno di una stanza soprattutto la notte per evitare che gli operatori venissero disturbati, poi al mattino venivano preparati e lasciati messi in disparte ed anche al freddo. Dalle indagini,inoltre, è emerso che gli operatori spesso non lavavano gli anziani e somministravano loro delle quantità di farmaci che non corrispondevano alla dose reale, ma talvolta esageravano dandone il doppio o anche il triplo. Presi di mira maggiormente, e con maggiore crudeltà, i disabili che invece avrebbero richiesto attenzioni ancora più amorevoli. «Un’anziana si era suicidata perché all’interno dell’ospizio si sentiva abbandonata – sottolinea la portavoce della polizia – Altri episodi, comprese le verifiche sulle condizioni igieniche, avevano spinto i colleghi della Squadra mobile a insistere con gli accertamenti. E dalle indagini si è scoperto che i sospetti iniziali erano fondati».

Ci sono voluti sei mesi di indagini, condotte dal procuratore di Nuoro, Giorgio Bocciarelli, per documentare le prove e grazie alle intercettazioni ambientali ed ai filmati ricavati dall’installazione delle telecamere all’interno della struttura si è riusciti a smascherare gli operatori della struttura. La struttura non è stata al momento sequestrata, ed al suo interno risultano esserci ben 26 ospiti. Il capo della Squadra Mobile di Nuoro, Paolo Guiso, ha tenuto a precisare che nella casa di riposo ci sono operatori sanitari “che sanno fare il loro dovere con professionalità e umanità.La cosa fondamentale – ha aggiunto – era bloccare gli operatori violenti e tutelare gli anziani ospiti”.  La struttura era già stata sottoposta a sequestro preventivo dalla polizia l’8 giugno del 2015 in relazione a una serie di gravi carenze igienico sanitarie, poi parzialmente eliminate.

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