Virginia Raggi incontra Papa Francesco e porta in dono un videomessaggi della periferia di Roma

Virginia Raggi incontra Papa Francesco e porta in dono un videomessaggi della periferia di Roma

“Le Olimpiadi a Roma? Abbiamo appena finito di pagare una rata di 90 milioni che riguarda i Mondiali del ‘90 e abbiamo un debito di 13 miliardi di euro: fatevi i conti di quanto pesano sulle spalle dei cittadini questi eventi. Non ci si può indebitare per altri anni”, sono queste le parole della sindaca di Roma, Virginia Raggi intervenuta ai microfoni di Radio Vaticana nella giornata di ieri,in riferimento proprio alla questione della candidatura ai giochi del 2024.

Nella giornata di ieri il sindaco di Roma Virginia Raggi ha incontrato Papa Francesco in occasione delle udienze in Vaticano e sembra gli abbia portato in dono un video raccolta di messaggi appelli inviti e testimonianze delle periferie più in difficoltà della capitale. Al termine dell’incontro, durato circa 20 minuti al quale hanno partecipato anche i genitori ed il figliol della raggi, la stessa ha definito il Pontefice una persona di una manica profonda.

“E’ andato bene. Abbiamo parlato, è una persona di un’umanità profonda”, ha detto la Raggi uscendo dal Vaticano dopo l’udienza. Mi ha fatto gli auguri? “Sì”, ha risposto e a chi le ha chiesto se fosse emozionata ha replicato: “Direi di sì”.Il video che il sindaco di Roma ha portato al Pontefice durante l’incontro, parla delle difficoltà della periferia romana, immagini che il primo cittadino ha mostrato al Pontefice direttamente dal suo tablet; nel video i romani di Ostia, Corviale, San Basilio e Tor Bella Monaca hanno rivolto un pensiero al Santo Padre augurandogli di andare avanti proprio così come sta facendo. Ovviamente anche le richieste rivolta dei cittadini al Pontefice tra cui quella di una giovane trentenne che al Santo Padre ha chiesto di concretizzare gli auspici espressi circa il pagamento dell’ Imu per gli esercizi della Chiesa che svolgono attività commerciale. “Questo è stato il nostro pensiero farci testimoni di quelle voci, con l’auspicio che questo cammino comune rappresenti un sostegno soprattutto per quella parte di città abbandonata, che vuole e deve, tornare a farsi sentire”.

Nel corso del suo intervento a Radio Vaticano, la Raggi ha anche parlato dei rapporti tra la capitale e il Vaticano appunto sostenendo che la Chiesa ha sicuramente un ruolo importantissimo in tutta Italia. “Devo dire che ho apprezzato molto le parole dell’Enciclica Laudato si’, mi sembrano estremamente attuali e moderne; parlano di cambiamenti climatici, di urbanistica come, talvolta, di uno scempio al paesaggio quando viene fatta senza rispettare le regole, dello spirito di comunità, delle persone più fragili. Devo dire che in quella enciclica c’è molto della società romana di oggi”, ha aggiunto il sindaco. Nell’intervista Raggi ha parlato di necessità di un “riscatto morale” di Roma. È “necessario che i romani capiscano che c’è qualcosa che va aldilà del proprio bene: il bene comune, l’interesse generale; è qualcosa che supera il particolarismo e l’egoismo”. 

Si è accomodata compostamente sullo stesso scranno di damasco color avorio sul quale si sono seduti, prima di lei, nello studio pontificio, anche i predecessori Marino e Alemanno. Virginia Raggi, ieri mattina, ha varcato il Tevere per conoscere Papa Bergoglio; lo ha voluto incontrare per presentarsi e per illustrargli l’idea della ‘sua’ Roma. Ha sfoderato ottimismo nonostante abbia evidenziato che le «conseguenze di una cattiva politica e una cattiva programmazione» sono sotto gli occhi di tutti. Una visione che, a suo dire, può solo migliorare. Il colloquio a tu per tu è andato avanti per una ventina di minuti, l’equivalente – nella misurazione del tempo papale – di un formato standard. Neutralità.

Naturalmente nella clessidra d’Oltretevere abbondano paragoni: per esempio il ‘marziano’ Marino venne ricevuto nel palazzo apostolico il 4 luglio del 2013 (presentandosi all’appuntamento in bicicletta e costringendo i gendarmi a scortarlo dentro ai giardini pedalando) fu trattenuto da Papa Bergoglio per quasi cinquanta minuti. Virginia Raggi ai dignitari vaticani che l’hanno vista transitare nelle varie sale che si attraversano, prima di arrivare alla biblioteca, è apparsa un po’ spaesata, sebbene sorridente e risoluta. Più tardi ai microfoni della Radio Vaticana lei stessa ha ammesso di essersi emozionata tantissimo, soprattutto davanti alla «grande umanità» del pontefice. Ha anche parlato con entusiasmo dell’enciclica verde Laudato Sì come della collaborazione che si aspetta dalla Chiesa nelle periferie. Bergoglio le ha fatto gli auguri. «C’è una azione culturale da fare per ripristinare un clima di fiducia tra l’amministrazione e i cittadini. Le amministrazioni devono essere i primi soggetti a ripristinare le regole». Altrimenti ci rimettono solo i deboli. In dono Virginia ha portato al Papa i volti della Roma dimenticata, periferica, sofferente. Il sindaco ha mostrato sul suo tablet un video registrato a Corviale, San Basilio, Tor Bella Monaca.

I VOLTI Per il tramite di Virginia tanta gente ha voluto ringraziare Bergoglio per l’amore chemette nei suoi gesti quotidiani. Una carrellata di volti semplici, provati, tra cui quello di un giovane che esprime un solo desiderio, di far pagare l’Imu agli esercizi della Chiesa che svolgono attività commerciali. Una richiesta avanzata direttamente dal sindaco Raggi anche al cardinale Vallini, la scorsa settimana al Laterano. Forse per un incontro istituzionale tra un sindaco e un Papa il dono è apparso un po’ insolito, ardito, fuori registro. Ma tant’è. Al termine il Papa ha voluto conoscere il figlio della Raggi, Matteo, i genitori e alcuni collaboratori che la hanno accompagnata in Vaticano.

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