Dieci casi accertati: il virus Zika è in Italia

C’è chi sostiene che il virus Zika sia sopravvalutato. Che nelle ultime settimane si stia facendo troppo allarmismo per un qualcosa che difficilmente si trasformerà in una pandemia. Nel frattempo, però, nella serata di ieri dalla Colombia è arrivata la notizia che sono 3 le persone morte dopo aver contratto il virus e per aver sviluppato una rara sindrome che colpisce il sistema nervoso, la Guillain-Barre.

APPELLO DELL’ONU E dopo essersi diffuso già in circa 30 Paesi,il virus si è saputo ieri che fatto capolino pure in Italia: già una decina i casi di contagio accertati. In più ad incrementare l’angoscia collettiva (se mai ce ne fosse stato bisogno) nelle scorse ore è arrivato anche l’appello dell’Onu che ha esortato i Paesi caraibici e dell’America Latina -dove oggi il virus trasmesso dalle zanzare del tipo Aedes aegypi è particolarmente diffuso – ad assicurare alle donne l’accesso alla contraccezione e all’aborto. «Le leggi e le politiche che limitano l’accesso a questi servizi» ha scritto in una nota ZeidRa’ad AlHussein,alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, «dovrebbero essere urgentemente riesaminate in conformità coi diritti umani per garantire il diritto alla salute per tutti».

I CASI DI MICROCEFALIA Già contraccezione e aborto, perchè la categoria in assoluto più a rischio Zika è quella delle donne in gravidanza. In Brasile, il paese finora più colpito con oltre 1,5 milioni di colpiti, negli ultimi mesi si sono verificati quasi 5mila casi di difetti neurologici in bimbiappenanati (microcefalie). «Le autorità sanitarie mondiali»hanno spiegato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Osm),«sono d’accordo nel sostenere chela relazione causale tra l’infezione del virus Zika in gravidanza e la microcefalia è fortemente sospetta,anche se non è ancora scientificamente provata».

Nonostante la grande preoccupazione,il governo brasiliano ha confermato che le Olimpiadi,previste a Rio de Janeiro il prossimo agosto, si svolgeranno regolarmente. Il mondo globalizzato, i viaggi sempre più frequenti, un numero sempre maggiore di persone nel pianeta tutto questo fa sì che Zika si espanda a macchia d’olio.

IN ITALIA E così ieri sono stati diagnosticati, anche in Italia, i primi casi del virus. Una decina, o poco più: tutti fortunatamente già guariti. Tra questi, uno risale allo scorso dicembre e riguarda una donna proveniente dal Venezuela, curata a Treviso presso l’Ospedale Ca’ Foncello e dimessa dopo qualche giorno di degenza. Complessivamente,in Veneto si sono registrati ben 5 casi:a Treviso, Vicenza e Padova. L’ultimo registratoin ordine di tempo riguarda un’italiana che ha soggiornatoin Brasile nella seconda metà del mese di gennaio.Al suo rientro ha manifestato insorgenza di cosiddetto rash cutaneo, senza febbre o altri sintomi. Dopo 2 giorni si è presentata all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma dove è stata visitata e curata.

«Anche se non c’è ancora alcuna prova conclusiva su un nesso di causalità tra la microcefalia e il virus Zika, vi è abbastanza preoccupazione per giustificare un’azione immediata», ha affermato Heather Papowitz, senior advisor dell’Unicef.

Continua a preoccupare la diffusione del virus Zika, dopo che i medici hanno tra l’altro confermato che è possibile una trasmissione dello stesso per via sessuale. Ad aggravare la situazione è anche il fatto che nella giornata di ieri le autorità sanitarie spagnole hanno confermato il primo caso di donna incinta contagiata dal virus Zika; si tratta di una donna spagnola incinta, alla tredicesima settimana di gestazione, la quale da recente ha effettuato un viaggio in Colombia che da quanto emerso sembra essere una delle zone più colpite dal virus. La donna, residente in Spagna, da quanto riferito dal Ministero della Sanità risulta essere stata inserita in una lista dei sette casi importanti, ovvero di tutte quelle persone che purtroppo hanno contratto il virus all’estero, ma poi questo è stato diagnosticato nei paesi d’origine.

Le condizioni di salute al momento non sembrano essere preoccupanti e non è stato nemmeno considerato necessario un ricovero presso la struttura ospedaliera, certo però dovrà essere monitorata dai medici, vista la particolare condizioni nella quale si trova. Come abbiamo più volte sottolineato, purtroppo questo virus risulta particolarmente pericoloso per le donne incinta, e la donna in questione come già detto si trova alla tredicesima settimana di gravidanza.

 Al momento solo in Spagna sono stati registrati sei casi di Virus Zika, si tratta di due donne e quattro uomini; per tutti e sei i pazienti, il contagio sembra essere avvenuto all’estero. Il rischio di contagio nel nostro paese, stando a quanto dichiarato dal Ministro Lorenzin non deve essere motivo di preoccupazione. “Dobbiamo applicare tutte le misure previste e che stiamo già applicando“, ha spiegato il Ministro Lorenzin nella giornata di ieri al termine della presentazione del progetto della Fondazione Telecom sulla dislessia.

“L’Italia è molto attenta. Sull’esperienza di Ebola abbiamo messo a punto un sistema di sorveglianza molto forte, di disinfestazione di aeroporti e porti, dove ci potrebbe essere una veicolazione del virus. Si tratta di un virus non particolarmente aggressivo. C’è la preoccupazione ovviamente per le donne incinte o in fase pregestazionale. Consigliamo a chi si reca nei Paesi a rischio di proteggersi dalla zanzara, con i normali accorgimenti.

E a chi sta programmando una gravidanza di evitare i Paesi a rischio”, ha aggiunto il Ministro della Salute.Per affrontare l’allarme alcune compagnie, come Alitalia hanno deciso di offrire alle donne che si trovano in stato di gravidanza ed anche ai loro accompagnatori in possesso di biglietto verso le destinazioni affette dallo Zika viurs, come Brasile, America Latina e Caraibi, la possibilità di cambiare senza pagare alcuna penale le date del loro viaggio oppure di annullare i biglietti ricevendo il rimborso totale. Per poter fare ciò i clienti dovranno presentare oltre ai biglietti anche un certificato medico nel quale dovrà essere specificato il rischio di infezione da zika virus.

Un nuovo allarme che arriverebbe dopo i vari allarmi per il virus dell’infezione aviaria, il famoso H1N1, nonché il virus della febbre Dengue, il virus Chikungunyae il più recente Ebola. Nessuno di questi virus ha indotto catastrofi nel nostro Paese e anche quando si è diffuso, come nel caso dell’H1N1 si è trattato di una forma di influenza relativamente tenue. Occorre ricordare che quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un allarme si rivolge a tutto il mondo e spesso non tanto ai Paesi industrializzati, quanto a tutti i Paesi cosiddetti in via di sviluppo che sono i Paesi più poveri, spesso sprovvisti delle più semplici strutture e precauzioni che assicurino le forme più elementari di igiene. In Italia, come anche in tanti altri Paesi per fortuna abbiamo molteplici forme di difesa rispetto alle possibilità di contagio. Detto questo, è comunque utile avere un minimo di informazioni sul virus Zika, anche solo come forma di cultura generale.

Una prima notizia da tener presente è che questo virus non si diffonde per via aerea, il che rappresenta già un elemento positivo, ma attraverso una zanzara, come ad esempio nel caso della malaria. La zanzara che veicola il virus Zika è diversa dalle zanzare di casa nostra. Si chiama Aedes Aegypti, forse perché è originaria dell’Africa, è lunga circa due terzi di un centimetro, è dotata di piccole macchie bianche sulle zampette e oltre al virus Zika può trasmettere altri agenti virali. Questa zanzara vive più facilmente nei Paesi tropicali e quindi non ha molte possibilità di proliferare in Italia perché, almeno per ora, abbiamo un inverno con basse temperature rispetto a quelle tropicali.

Coloro che sono infettati dal virus Zika, in generale, non hanno manifestazioni particolarmente severe. Si tratta di febbre lieve, mal di testa, dolori muscolari ed articolari, congiuntivite e, in qualche caso, eruzioni cutanee con un senso generale di malessere. I sintomi in linea generale durano solo pochi giorni più o meno come nel caso dell’influenza. Il virus Zika può diventare invece più pericoloso nel caso delle donne in gravidanza perché può causare malformazioni e anche la morte del feto. Qualche dato indicherebbe che nel caso non avvenga la morte del feto si possano produrre danni sullo sviluppo cerebrale che inducono microcefalia. Si tratta tuttavia di impressioni, perché non esistono prove certe che indichino un rapporto di causa ed effetto. È stato dato ampio rilievo a un caso in cui si sarebbe avuta la trasmissione del virus per via sessuale.

Tuttavia, gli esperti ritengono che si tratti di casi eccezionali anche perché il virus rimane nell’organismo solo per pochi giorni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel lanciare il suo allarme non ha tuttavia proposto alcuna misura di restrizione che riguardi i viaggi e il commercio internazionale delle merci nei confronti dei Paesi (El Salvador, Brasile, Capo Verde) in cui sono stati segnalati parecchi casi di infezione.

Il nostro Ministero della Sanità ha diffuso alcuni ovvii consigli per chi farà viaggi nelle zone interessate dal virus Zika. Si tratta di difendersi dalla puntura della zanzara attraverso l’uso di repellenti contro gli insetti, l’impiego di vestiti chiari che lascino scoperte solo poche parti del corpo. È anche importante evitare zone umide e la presenza di contenitori d’acqua all’interno delle abitazioni. Ciò vale naturalmente solo per le donne in gravidanza, per cui come si è già detto esiste una piccola probabilità di avere problemi. Intanto sono partiti in vari Paesi studi per iniziare a preparare un vaccino che potrà in ogni caso essere protettivo dove ce ne sia reale necessità.

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