Virus Zika, l’Italia è a rischio epidemia? attenzione alla zanzara tigre con l’arrivo dell’estate,dobbiamo temere il virus?

Cresce la paura e l’ansia per la diffusione purtroppo a dismisura del virus Zika in Europa. Il virus Zika sta facendo letteralmente tremare tutto il mondo ed anche quelli italiani visto che il rischio è quello di una probabile diffusione anche nel nostro paese soprattutto con l’arrivo della bella stagione e dunque dei mesi caldi. Per chi non lo sapesse, il virus Zika viene trasmesso da una zanzara, l’Aedes aegypti, ovvero una zanzara che ben presto potrebbe vedere nelle nostre zone, con l’arrivo del caldo;tale zanzara era letteralmente scomparsa da tutta l’Europa da parecchio tempo,ma adesso sembra essere tornata in modo molto aggressivo. La trasmissione come abbiamo avuto modo di apprendere nelle ultime settimane avviene dall’uomo malato alla zanzara che lo punge e viene a sua volta contagiata.

La zanzara portatrice del virus attraverso la puntura infetta un altro uomo e così via. Il virus inevitabilmente provoca: febbre leggera,eruzioni cutanee, dolori articolari, congiuntivite e questi sintomi solitamente durano dai 2 ai 7 giorni. “La zanzara Aedes aegypty ha proliferato per tre secoli lungo le coste del Mediterraneo per questo non è assolutamente escluso che possa tornare, dal momento che ha già dimostrato di potersi adattare al nostro clima”, ha spiegato l‘infettivologo Massimo Galli.

Nel nostro paese in realtà è molto più presente la zanzara tigre, ma al momento non si hanno certezze sul fatto che il virus Zika possa essere trasmesso anche mediante questo tipo di zanzara. “Se il virus di Zika si adatterà meglio a essere trasmesso attraverso la zanzara tigre allora la malattia si potrà diffondere rapidamente anche alle nostre latitudini”, ha aggiunto Galli.

Uno dei problemi principali purtroppo per il nostro paese è dato dal fatto che con l’inizio della bella stagione, queste zanzare potrebbero arrivare nel in Italia e basta che una persona verrà punta dalla zanzara con il virus Zika ecco che questa persona diventerà portatrice e dunque in grado di infettare le persone che pungerà dopo ed anche in seguito.Purtroppo nonostante per tanti non sia considerato particolarmente pericoloso, il virus Zika per le donne in gravidanze potrebbe essere davvero preoccupante perchè si sospetta sia la causa di microcefalie nei feti, ovvero una rara condizione in cui il bambino ha una testa piccola dovuta ad un anomalo sviluppo del cervello nel grembo materno o durante l’infanzia.

Riguardo la preoccupazione per il nostro paese, è intervenuta proprio in questi giorni la consigliera regionale lombardia Maria Teresa Baldini la quale ha dichiarato: “Con impressionante velocità dall’America del Sud sta minacciando l’Europa, tanto che anche in Italia si sono registrati i primi casi di infezione. Proprio per questo ringrazio il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo che ha ben compreso la validità d’urgenza della mia mozione. Trattandosi si un virus che si trasmette tramite la puntura di una zanzara e che compromette in particolar modo le donne incinte, causando casi di microcefalia nei neonati, ritengo sia opportuno che la Regione si attivi prima di giungere ad una vera epidemia“.

Per adesso la zanzara responsabile dell’espansione del virus in Italia non c’è. Questo però non significa che l’allarme sia cessato.tuttavia, c’è la zanzara tigre che, di certo dall’Italia non si è estinta e che successivamente ad alcuni studi potrebbe contagiare, anche se con meno potenza, il virus Zika.

La zanzara tigre di per sé è pure più “cattiva” della cugina aegypti. In Italia è arrivata nel 1997 invadendo tutta la Padania orientale, il basso Lazio, la Maremma e la Liguria. L’Aedes albopictus si è fatta conoscere in Italia nel 2007, quando ha portato nel Ravennate un’epidemia di Chikungunya, grave malattia virale che causa febbre acuta. Fu accertato che la malattia arrivò in Italia a causa di un uomo indiano portatore del virus, venuto a Cervia per trovare la famiglia. L’uomo fu punto da una zanzara tigre che, caricandosi del virus ne diventò vettore. L’epidemia colpì 205 persone tra il 4 luglio al 27 settembre 2007 e si verificò un decesso (un uomo anziano affetto però da altre patologie).

Gli atleti americani sono preoccupati per il virus Zika, il patogeno che ha costretto l’Oms a dichiarare l’emergenza planetaria. Per questo i vertici del Comitato Olimpico degli Stati uniti (Usoc) hanno invitato gli atleti che dovranno volare in Brasile a prendere in considerazione la rinuncia a partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016, in programma dal 5 al 21 agosto. Lo ha confermato al «Time» il portavoce dell’Usoc, Patrick San- dusky: «Stiamo monitorando la situazione», ha annunciato, ribadendo che «gli atleti non dovrebbero andare in Brasile se non se la sentono».

Si tratta di un virus scoperto nel 1947, il cui nome si riferisce al luogo dove è stato identificato per la prima volta, cioè una foresta dell’Uganda. La trasmissione del virus Zika avviene tramite la puntura di zanzare appartenenti al genere Aedes (a cui appartiene anche la zanzara tigre), insetti che trasmettono gli agenti virali della dengue, della chikungunya e della febbre gialla, malattie tipiche delle zone tropicali e sub-tropicali, dove queste zanzare spesso abbondano. In pratica, una zanzara morde una persona infetta e quando ne punge un’altra le inietta il virus. Le prime epidemie preoccupanti sono state registrate nel 2007 in alcune regioni della Micronesia, in Colombia e in Nuova Caledonia. E in questo momento viene segnalata una forte epidemia in Brasile.

Non è un virus cattivo: più del 25% dei casi decorre in modo asintomatico. Negli altri casi, invece, i sintomi sono quelli di una normale influenza, che si manifesta con male alle ossa, eruzioni cutanee e febbre. Può determinare, però, gravi effetti sui nascituri se la mamma incinta dovesse infettarsi. In particolare, può causare la microcefalia del feto, ossia il ridotto sviluppo del cranio con possibili conseguenti problemi cognitivi. Per questa ragione i responsabili della Sanità di Brasilia hanno raccomandato alle donne locali di rimandare eventuali gravidanze.

Non esiste un vaccino per prevenire la malattia e neppure una cura specifica. È possibile solo attenuare i sintomi (come si fa nelle comuni influenze). Per noi non vi sono rischi per ora: il periodo invernale, infatti, non permette la diffusione delle zanzare.

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