Virus Zika, non solo microcefalia ma anche gravi danni per i neonati: prima vittima negli Stati Uniti

Virus Zika, non solo microcefalia ma anche gravi danni per i neonati prima vittima negli Stati Uniti

Proseguono le ricerche sul virus Zika e gli studiosi sembrano ottenere delle nuove risposte in merito a questo nuovo agente patogeno che sta davvero incutendo timore in diverse zone del globo. L’epidemia di Zika è stata dichiarata un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) all’inizio di febbraio.

L’agente patogeno siè originato in alcuni stati dell’America Meridionale, e secondo quanto riferito da uno studio condotto in Brasile, che rappresenta uno dei paesi più colpiti dall’emergenza, il virus Zika oltre a provocare la microcefalia nei neonati potrebbe causare loro anche altri tipi di disturbi neurologici. La microcefalia altro non è che una malformazione neurologica nella quale la circonferenza del cranio è notevolmente più piccola della media per età e sesso.La microcefalia può essere congenita o può svilupparsi nei primi anni di vita, ma può essere anche causata da diverse condizioni che appunto causano una crescita anormale del cervello come ad esempio il virus Vika.

Purtroppo il tasso di contagio in Brasile ha registrato una diminuzione grazie alla prevenzione ed all’informazione sempre più presente.Stando a quanto dichiarato da molti medici sembra che esista realmente un collegamento tra la microcefalia nei neonati ed il virus Zika. Secondo un altro studio,invece,sembra che il 29% delle analisi hanno mostrato anormalità nei bambini in utero, tra cui una ridotta crescita del feto, nelle donne appunto affette dal virus Zika. E’ stato uno studio francese a trovare un collegamento tra il virus e la sindrome di Guillain-Barrè ovvero una malattia che colpisce il sistema nervoso portando alla paralisi ed in alcuni casi alla morte. «Anche se il nostro è un piccolo studio, può fornire la prova che in questo caso il virus ha effetti diversi sul cervello rispetto a quelli finora individuati negli studi in corso», ha sottolineato la dott.ssa. Maria Lucia Brito Ferreira, del Restoration Hospital di Recife in Brasile e principale autrice dello studio.

Il 29% delle analisi hanno mostrato anormalità nei bambini in utero, tra cui ridotta crescita (del feto ndr), nelle donne affette da Zika”, è questo quanto emerso da uno studio citato da Bbc e riportato dal New England Journal od Medicine.Per quanto riguarda le possibili cure, i ricercatori degli Stati Uniti in collaborazione con altre nazione starebbero lavorando ad un vaccino, ma purtroppo non si tratta di una soluzione alla quale si potrà arrivare nel giro di pochissimo tempo, mentre per quanto riguarda un trattamento antivirale contro Zika si stanno partendo praticamente da zero. Intanto negli Stati Uniti è stato dichiarato ufficialmente il primo caso di morte dovuta ad infezione da virus Zika; si tratta di un uomo di 60 anni morto a causa di una reazione autoimmunitaria che ha provocato un’emorragia interna.

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