Viterbo Shock, Trova morta la figlia di 4mesi e la moglie a terra in fin di vita

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ospedale-viterboE’ rientrato in casa ed ha trovato morta la sua bambina di soli 4 mesi, lì vicino la moglie in fin di vita e nell’altra stanza l’altro figlio, un bambino di 5 anni, in stato di shock. La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio ad Orte Scalo, in una palazzina di via Garibaldi.

A dare l’allarme è stato il capofamiglia, un muratore moldavo, che appena rientrato dal lavoro si è trovato di fronte il dramma.L’uomo ha suonato alla porta della sua abitazione, ripetutamente. Ma non rispondeva nessuno, così ha sfondato l’uscio a spallate e si è trovato di fronte il corpicino della sua bambina.L’ipotesi al vaglio dei carabinieri che si occupano del caso è quella dell’omicidio seguito da un tentativo di suicidio. In casa, insieme alla madre coni due figli, fino a poco tempo prima c’era anche la suocera che però – secondo i primi accertamenti – sarebbe stata convinta ad uscire dalla nuora con la scusa di fare delle commissioni. Increduli i vicini di casa: “Una coppia tranquilla e molto riservata”.

Una scena agghiacciante, un urlo straziante. Il corpo esanime della piccola nata solo poche settimana fa in terra, all’ingresso. In un’altra stanza, chiuso e in stato confusionale, il figlio più grande di 5 anni. In salotto la moglie, viva ma gravissima, probabilmente per aver ingerito un mix di farmaci. La tragedia che ha spezzato l’incantesimo di una tranquilla famiglia moldava – moglie e marito trentenni, un figlio piccolo e una bimba arrivata da 4 mesi – è avvenuta ieri pomeriggio.. A dare l’allarme è stato proprio il marito che, rientrato dal lavoro, si è trovato di fronte il dramma. L’uomo ha suonato alla porta della sua abitazione, ripetutamente.Ma non rispondeva nessuno, così ha sfondato l’uscio a spallate e si è trovato di fronte il corpicino della sua bambina. L’ipotesi al vaglio dei carabinieri che si occupano del caso è quella dell’omicidio seguito da un tentativo di suicidio. Una dramma legato – è l’ipotesi investigativa seguita – a uno stato di depressione post parto. Sembra che fino alle 16 in casa con la mamma ci fosse anche la suocera che, nelle ultime settimane, era molto vicina alla giovane. Tuttavia la trentenne avrebbe chiesto alla suocera di andargli a comperare qualcosa.Proprio subito dopo sarebbe avvenuta la tragedia. Tuttavia fino alla tarda serata di ieri le ipotesi investigative restavano tutte aperte. La donna è stata trasportata

d’urgenza, in coma, all’ospedale Belcolle di Viterbo e fino alla tardissima serata di ieri lottava tra la vita e la morte. Le indagini sono scattate immediatamente. Il magistrato  di turno,il sostituto procuratore Franco Pacifici, e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Mauro Conte, hanno effettuato un primo sopralluogo nell’appartamento. L’areaè stata ovviamente delimitata e gli investigatori si sono chiusi in un comprensibile riserbo. In ogni caso, dai pochi dettagli che sono emersi, sembra che i carabinieri abbiamo repertato delle scatole di medicinali. Il nome dei farmaci sarebbe stato poi comunicato ai medici di Belcolle che hanno in cura la giovane mamma. All’ora di cena è iniziato un vertice nella stazione dei carabinieri di Orte con il comandante Conte, il magistrato, il comandante della Compagnia dei carabinieri di Civita Castellana, il maggiore Anna Patrono e il capitano del nucleo investigativo di Viterbo, il capitano Giovanni Martufi.E’ stata raccolta la testimonianza del manovale moldavo, per cercare di ricostruire i primi drammatici momenti del ritrovamento Sempre in serata il corpicino della piccola è stato portato nella caserma di Orte dove si sarebbero svolti i primissimi accertamenti medico legali

“Una famiglia tranquillissima,molto riservati,non hanno mai disturbato nessuno”. I vicini, sconvolti, parlano di quella famiglia moldava che da qualche tempo si era trasferita nella palazzina al centro di via Garibaldi, la lunga strada che attraversa lo Scalo, parallela alla ferrovia. La famiglia, da quello che si è appreso, era molto unita e molto riservata. Dai pochi dettagli che filtrano si tratterebbe di persone benintegrate. Il marito lavora nell’edilizia.

Lei accudiva i bambini, insieme alla suocera che era spesso nella loro abitazione per dare una mano alla nuora alle prese, recentemente, con l’arrivo della secondogenita. Da quello che è emerso sempre dai primissimi accertamenti, sembra che la suocera fosse in casa fino a poco prima della tragedia e che si sia allontanata perché la nuora gli aveva chiesto di andare a fare una commissione. Per adesso sono solo i primi dettagli di questa drammatica vicenda che ha colpito nel profondo la comunità di Orte. Molte le persone che all’arrivo delle forze dell’ordine si sono ammassate in strada vicino ai portici di ingresso al grande complesso di recente costruzione.

Si tratta di una palazzina di dieci piani. Nuovissima, posta proprio al centro di Orte Scalo,esattamente di fronte alla scuola e a pochi passi dal dopolavoro ferroviario. Diversi appartamenti di quel palazzone, da quello che si è appreso, sono abitati da extracomunitari che si sono trasferiti nella cittadina recentemente.Anche famiglie di manovali o lavoratori stranieri che lavorano a Roma e che hanno deciso di abitare a Orte Scalo per la vicinanza con la stazione ferroviaria. Ora si cerca di capire anche se la trentenne avesse manifestati dei problemi di natura depressiva dopo il parto. Tuttavia, come già accennato,la famiglia si era trasferita da poco in quel condominio, anche se era integrata nella zona già da tempo. La coppia era piuttosto riservati e nessuno, almeno sembra, aveva notato anomalie nel comportamento della giovane mamma.

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