Volo Egyptair, è giallo sulla causa della tragedia: da autopia emerge esplosione a bordo

Volo Egyptair, è giallo sulla causa della tragedia Da autopia emerge esplosione a bordo

Spunta ancora una volta l’ipotesi esplosione a bordo del volo Egyptair 320 precipitato nel Mediterraneo lo scorso 19 maggio, causando purtroppo la morte di ben 66 persone che si trovano a bordo dell’aereo.

Sarebbe stata dunque un’esplosione a provocare questa grande tragedia,lo ha sostenuto ieri mattina il medico legale egiziano del team investigativo che ha esaminato i resti umani trovati nel punto in cui l’aereo è caduto ed ha affermato che non è stata ritrovata parte di corpo più grande di un braccio, motivo che fa pensare ad un’esplosione avvenuta appunto a bordo. Sarebbero, infatti, le dimensioni delle parti recuperate a far propendere gli esperti verso questa ipotesi. Purtroppo però dal‘Egitto, nel pomeriggio di ieri sono arrivate delle notizie differenti, ovvero un portavoce del ministero della Giustizia egiziano dopo le indiscrezioni giunti nella mattinata di ieri che confermavano l’esplosione avvenuta a bordo, ha smentito queste notizie.

“Tutto quello che è stato pubblicato riguardo la questione non ha fondamento di verità. Si tratta solo di ipotesi non emesse dall’istituto di medicina legale o da qualunque altro medico del suo personale“, questo il comunicato emesso dal capo dell’Istituto di medicina legale, Hisham Abdel Hamid che anche a capo del team investigativo che indaga sulla tragedia, rilanciato con un post su telegram dalla tv satellitare Al Arabiya. Altro giallo anche sulle tracce di esplosivo che non sarebbero state ritrovate sui resti umani; anche in questo caso, notizie contraddittorie, visto che secondo la Bbc nei tessuti umani delle vittime sarebbero state trovate tracce di esplosivo,ma un portavoce del Ministero della giustizia egiziano ha esplicitamente smentito la notizia.Quanto all’esplosione, quando cade un aereo, fanno notare gli esperti, c’è sempre un’esplosione prima o dopo: in aria, come risultato di un’avaria o di un atto criminale; o quando il velivolo si schianta in mare dopo una picchiata di migliaia di metri.

Investigatori francesi hanno detto che l’aereo, prima di scomparire dai radar, ha inviato una serie di allerta indicando del fumo a bordo, oltre a possibili problemi ai computer di bordo. Il fatto certo è che a cinque giorni dal disastro le autorità non sono ancora riusciti a capire se la tragedia è stata causata da un atto terroristico o da un’avaria. A rilanciare l’ipotesi di un attentato lunedì erano state anche le affermazioni del presidente della Compagnia nazionale per i servizi di navigazione aerea egiziana, Ehab Azmi, il quale aveva negato che l’Airbus avesse compiuto una brusca virata prima di schiantarsi, come era stato sostenuto. Intanto nella giornata di ieri al Cairo sono arrivati alcuni familiari delle vittime, per il prelevamento del Dna che finalmente potrà aiutare gli inquirenti ad identificare i resti. Per avere notizie certe e dunque per confermare o meno l’avvenuta esplosione a bordo dell’aereo bisognerà attendere il ritrovamento delle scatole nere che ad oggi si trovano a ben 3.000 metri di profondità nel Mar Mediterraneo.

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