Wanna Marchi: “Non mi hanno piegata e non sono pentita”

oche settimane fa è tornata a condurre un programma su alcune televisioni regionali assieme alla figlia Stefania Nobile, una trasmissione che già dal titolo, Ora parlo io, racconta una nuova Wanna Marchi, pronta a ricominciare e a lasciarsi alle spalle lo tsunami giudiziario che l’ha travolta nel 2001 con la condanna del 2006, confermata in via definitiva dalla Cassazione nel 2009, a 9 anni e 6 mesi di carcere di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata. allo specchio vedo tutti i miei anni, eppure nello spirito mi sento assolutamente giovane. Anzi, io sono giovane. Con gli anziani non ci voglio stare, non li posso proprio sopportare. Parlano solo di malanni».

Lo scorso ottobre ha finito di scontare la sua pena. Con quale spirito è tornata in Tv? «Da quando ho ripreso sono rinata. Pensi che ho iniziato nel 1978 su una Tv commerciale vendendo cosmetici eppure oggi provo ancora emozione». Anche stavolta accanto a lei c’è sua figlia Stefania. «Siamo madre e figlia, ma in un certo senso io e Stefania ci sentiamo anche sorelle. Anzi,,, negli ultimi anni è lei che ha sviluppato un forte senso di protezione nei miei confronti. La gente non lo percepisce, ma anch’io ogni tanto ho le mie debolezze, e Stefania è molto più forte di me».
Siete anche molto attive sui social network.

Che riscontro avete? «All’inizio pensavo che avrei trovato un bel po’ di persone pronte a criticare e ad attaccarci, e invece ho scoperto che c’è tanta gente che ci vuole bene. E la cosa che più mi sorprende è l’affetto dei giovani. Già quando lavoravo al bar, durante il regime di semilibertà, erano tanti i ragazzi che venivano a conoscermi e a parlare con me. Io ho 73 anni e sono vecchia, ogni mattina quando mi guardo Tempo fa dichiarò che, una volta scontata la sua pena, avrebbe abbandonato l’Italia. Come mai ha cambiato idea?

«Ero delusa dall’Italia e volevo andarmene, per cercare nuove strade, nuovi mercati. Era tutto programmato, mi sarei trasferita a Panama, anche perché parlo bene lo spagnolo e c’erano stati dei contatti con alcune televisioni. Poi l’affetto delle persone mi ha convinta a restare qui. Però chissà: magari fra uno o due anni potrei anche partire». La vicenda giudiziaria delle teletruffe è il passato. Va detto però che lei e sua figlia la pena l’avete scontata tutta.

«Io non ho avuto sconti né patteggiamenti. Dico solo che nella vita bisogna affrontare tutto e per farlo ci vogliono gli attributi. Mia figlia ed io li abbiamo, doppi. L’esperienza in carcere è stata dura, eppure anche lì abbiamo trovato delle persone meravigliose. Oggi però non ne voglio più parlare, desidero solo voltare pagina». C’è qualcuno cui Wanna Marchi deve chiedere scusa?
«Assolutamente no. Oggi non devo chiedere scusa a nessuno. Anche perché io odio i pentiti».E a chi deve dire grazie? «A mia figlia Stefania dico “Grazie di esistere”, perché per me è tutto. Per il futuro mi auguro che lei stia bene e che si possa finalmente trovare una cura per la sua malattia, l’artrite reumatoide. Oggi è questo il mio sogno, per lei e per tutte le persone che soffrono di questo terribile male».

One comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.