Washington, sparatoria alla Casa Bianca: ferito e arrestato l’aggressore, nessun pericolo per Obama che non era li

Washington, sparatoria alla Casa Bianca ferito e arrestato l'aggressore, nessun pericolo per Obama

Allarme alla Casa Bianca nella giornata di ieri o meglio in serata, dove per diverse ore vari settori della residenza presidenziale sono rimasti on lockdown perchè ci sarebbe stata una sparatoria proprio nelle vicinanze della residenza del Presidente degli Stati Unti, Barack Obama dove l’aggressore si è avvicinato brandendo una pistola ad uno degli ingressi della residenza di 1600 Pennsylvania Avenue, all’altezza del West Executive Drive, da dove si accede agli uffici governativi.

La sparatoria nello specifico sarebbe avvenuta nella 17esima strada, fuori dalla zona protetta della Casa Bianca e dalle prime informazioni pervenute sembra che un uomo di mezza età, bianco sia stato ferito al petto da un colpo di pistola e poi trasferito al George Washingon University Hospital accompagnato da un elicottero.

Il sospetto sembrava avere circa 25 anni e solo dopo poche ore è stato identificato, e si tratterebbe di Peter Williams.Lo ha raccontato un testimone, il 26enne Brett Polivka, che si trovava sul posto insieme alla fidanzata. L’uomo purtroppo versava in condizioni davvero piuttosto gravi. Fortunatamente il Presidente Barack Obama non si trovava nella residenza ma alla Andrew Air Force Base in Maryland.Per fortuna non ha corso nessun pericolo la famiglia presidenziale, grazie all’immediato intervento delle forze di sicurezza Con un’arma in mano,l’uomo si è avvicinato alla postazione delle guardie della Casa Bianca e gli sarebbe stato ordinato di deporre l’arma ma lui non avrebbe obbedito e così le guardie hanno cominciato a fare fuoco, colpendolo all’addome.

Una volta cessato l’allarme, la Casa Bianca non è stata più in lockdown quasi 50 minuti dopo che era stato imposto, che ha portato all’arresto di una persona ed al ferimento di un’altra, è questo quanto dichiarato dalla Casa Bianca; l’allarme nello specifico sarebbe cessato quando investigatori e forze dell’ordine hanno avuto la certezza che l’aggressore aveva agito da solo.Sono in corso, comunque, delle indagini che dovranno appurare ora il perché di tale gesto, se frutto o meno di una persona con disturbi mentali.Non è di certo la prima volta che uomini armai tentato di invadere la Casa bianca e molti di questi nel corso degli anni hanno messo in serio pericolo i vertici.

Washington Ancora un allarme alla Casa Bianca. Nel pomeriggio di ieri, il Secret Service ha sparato e ferito un uomo che si era avvicinato ad uno degli ingressi impugnando una pistola. L’individuo è stato fronteggiato dagli agenti nei pressi del West Executive Drive, gli hanno intimato di deporre l’arma e quando ha rifiutato hanno aperto il fuoco. Le sue condizioni sono state definite critiche.L’intero complesso è stato isolato ed è stata dichiarata l’emergenza. Sui tetti sono comparsi i tiratori scelti e un elicottero della polizia ha volteggiato a lungo sulla zona. Al momento della sparatoria all’interno della residenza c’era solo il vice presidente John Biden, mentre Barak Obama era fuori. Non per impegni istituzionali, ma per una partita a golf.
Da tempo le misure di sicurezza attorno alla Casa Bianca sono state rafforzate. È stata aggiunta una barriera esterna, è aumentato il numero di agenti in divisa e in borghese che hanno creato un cerchio di vigilanza supplementare. Provvedimenti resi necessari da una serie di episodi con persone che hanno cercato di scavalcare la recinzione o sono state protagoniste di gesti dimostrativi. Uno è anche riuscito a superare la palizzata, ad attraversare il parco per poi infilarsi dentro uno dei saloni dell’edificio. Solo allora è stato bloccato dalle guardie. Un incidente che ha svelato carenze nel sistema di sorveglianza del Secret Service e portato a cambiamenti radicali nell’apparato spesso al centro di polemiche.

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