Yara Gambirasio choc: Sangue sulle calze!

Fonte: Settimanale Oggi di Giangavino Sulas – Sangue sui piedi. «Due campionamenti hanno evidenziato tracce di sangue fra le calze e le scarpe». Come se Yara avesse camminato scalza nel campo dove è stata trovata priva di vita. L’ultima scoperta è sconvolgente. La rivelazione l’ha fatta il genetista Marzio Capra nell’udienza del 3 febbraio scorso. «Mi sapete spiegare da dove provengono quelle tracce di sangue trovate sotto le calze di Yara? Le avete analizzate? A chi appartengono?», ha chiesto.

«Ma era positiva al sangue anche la traccia che Silvia Brena ha lasciato sul polsino del giubbotto di Yara», ha ricordato Capra, «una traccia “esplorata” il 4 aprile 2011, un mese e mezzo dopo il ritrovamento del corpo, e riesplorata il 31 dicembre 2012. Perché? Forse qualche dubbio l’aveva fatto sorgere agli analisti del Ris».

Ezio Denti, il detective consulente della difesa di Massimo Bossetti, che su incarico degli avvocati Salvagni e Camporini ha ricostruito la scena del crimine, annuncia in esclusiva a Oggi: «Due video in 3D dimostreranno che la ragazza non è stata uccisa a Chignolo, che il suo corpo non è rimasto fra quelle sterpaglie per tre mesi. È stato abbandonato pochi giorni prima del ritrovamento. E dimostreremo che Yara è stata spogliata, legata, ferita e poi rivestita, e soprattutto che il crimine non può essere stato commesso da una sola persona. A custodire il corpo di Yara e poi a trasportarlo nel campo sono stati almeno in due».

Prosegue Denti: «La scena è completamente diversa da quella proposta dall’Accusa». Ora sarà la Corte a decidere se i due video potranno essere mostrati in aula. Quindi un’altra verità per Yara? Abbiamo chiesto a Ezio Denti in base a quali elementi ha raggiunto queste certezze. «L’ultimo elemento ce lo ha dato Marzio Capra», spiega. «Nessuno sapeva che sotto le calze di Yara c’erano tracce di sangue. Allora mi chiedo: ha camminato scalza nel campo di Chignolo?

E l’assassino, quando l’ha raggiunta, ha avuto il tempo di rimetterle le scarpe? Un altro elemento che nessuno ha saputo spiegare lo ha fornito il medico legale Dalila Ranalletta quando ha rivelato che tutte le ferite di Yara sono piene di fibre che non provengono dai suoi abiti. Nessuno ha saputo indicarne la provenienza. Che Yara sia stata spogliata, tenuta avvolta forse in una coperta e rivestita lo dimostrano anche i capelli e i peli di provenienza umana che sono stati trovati “incastrati” fra il giubbotto, la felpa e la maglietta. Chi li ha persi stava rivestendo la ragazza. Ecco come si spiega la mancanza di tracce genetiche dei familiari di Yara.

Ma tutto questo non è stato fatto certo nel campo pieno di fango e rovi», continua Denti. «Inoltre, le ferite ai polsi non sono state provocate da un coltello ma dal filo di ferro con il quale è stata immobilizzata. Neanche un chirurgo avrebbe saputo fare due tagli così. Misurano entrambi 4 centimetri e 3 millimetri», aggiunge. E conclude: «Per essere trascinata nel campo Yara è stata afferrata da almeno due persone. Una l’ha presa per le braccia e l’altra per le gambe. Lo dimostra anche la posizione del cadavere con le braccia e le gambe aperte e l’ecchimosi sotto la testa».

I due video sono stati realizzati certamente usando le scoperte e le osservazioni di Marzio Capra, che in aula ha elencato una serie di quelle che lui definisce «anomalie» o «errori ai quali non è stata data una spiegazione». Come può infatti il Ris giustificare, in una inchiesta così delicata, l’uso di kit scaduti da un anno e mezzo e di provette già usate? «Io faccio domande e attendo risposte», ha detto Capra. «Come mai sul campione G20, dove è stato trovato il Dna di Bossetti, quando il test è stato ripetuto per la seconda volta non ha dato alcun risultato?». L’attacco al Ris, del quale è stato vicecomandante – e che ora è guidato da Giampietro Lago – è diventato duro quando ha detto, riferendosi sempre a quella traccia: «Hanno impiegato un mese e mezzo per scoprire che mancava qualcosa e che 1.400 campioni erano stati gettati alla rinfusa in un unico calderone.

Un profilo genetico talmente chiaro e abbondante, quello di Bossetti, che Giuffrida, un funzionario di Polizia, ha definito “stupefacente”, e poi non siete riusciti a stabilirne la natura biologica. Era sperma o sangue? Prima era un profilo misto, poi è diventato singolo. Un profilo nel quale i picchi una volta arrivavano a 10, poi a 500. Non basta sentir dire che è inspiegabile l’assenza del Dna mitocondriale di Bossetti. La verità è che il nucleare di Bossetti è solo “un pezzo” di Dna. Ma tutto il resto dov’è? Ecco perché non riuscite a spiegare la seconda misteriosa traccia di mitocondriale. “È di uno sconosciuto”, dite. Quindi c’è un Ignoto 2. Perché non vi interessa scoprirlo? Infine vi chiedo: Yara si è difesa? Quanto Dna avete recuperato sotto le sue unghie?».

One comment

  1. F Gregg Meagher

    5+ anni dopo e un altra volta arrivano i genie al punto in quale avevo dichiarato dal inizio ed finora. Non devono usare l’inglese “Detective” qui! Siccome non esiste nessuna paragona cone CHI è un “Detective” sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti.

    Sono davvero stanco della patetico fallimento da parte del coloro coinvolto finora nel caso di Yara e Massimo Bossetti!

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