Zanzibar, è allarme colera sono 3mila le persone ricoverate e 45 i morti: a rischio il settore turistico

Zanzibar, è allarme colera sono 3mila le persone ricoverate e 45 i morti a rischio il settore turistico

Gravissima epidemia di colera sta colpendo lo Zanzibar, e purtroppo le notizie arrivate negli ultimi giorni non sono per nulla incoraggianti. Al momento sarebbero circa 45 le persone morte a causa della malattia che ha colpito il paese ormai da diverse settimane, un’epidemia che sta causando parecchi disagi, preoccupazioni e problemi soprattutto per quel che riguarda il turismo, visto che lo Zanzibar è meta ogni anno di centinaia di migliaia di turisti provenienti dall’Europa, molti dei quali dall’Italia.

“L’epidemia di colera è minaccia per l’industria del turismo – spiegano fonti del ministero – soprattutto in questi mesi quando la stagione turistica entra nel vivo”.  Il governo ha anche installato diversi campi nelle isole di Unguja e Pemba per isolare i pazienti affetti da colera. La notizia è stata confermata nei giorni scorsi dall’Alto funzionario della sanità, dell’arcipelago all’Agenzia Ap che attraverso un comunicato ha dichiarato: “Oggi sono circa 3.000 le persone ricoverate in ospedale con i sintomi del colera”.

Muhammad Dahoma, ovvero il responsabile della prevenzione delle malattie e di controllo presso il Ministero della salute ha confermato appunto l’epidemia di colera che sta colpendo lo Zanzibar, che  è stato costretto a misure d’emergenza per arginare l’epidemia, tra cui il divieto di vendita di cibo e succhi di frutta in aree aperte, incluse le spiagge e l’installazione di diversi campi nelle isole di Unguja e Pemba, come già dichiarato, per isolare i pazienti affetti da colera. “L’epidemia di colera è minaccia per l’industria del turismo soprattutto in questi mesi quando la stagione turistica entra nel vivo”, spiegano le fonti istituzionali. Gli ospedali purtroppo non riescono a gestire le diverse centinaia di malati che necessitano un ricovero. Il morbo non sembra essere rallentato, come hanno dichiarato nei giorni scorsi piuttosto la situazione sembra essere peggiorata. Al fine di arginare il contagio le autorità hanno pensato di spostare i pazienti da accudire all’interno di campi appositi allestiti sulle vicine isole minori in una quarantena improvvisata per evitare di fare ammalare i cittadini ancora sani ed i turisti giunti nell’Isola.

Il colera per chi non lo sapesse altro non è un’infezione intestinale causata da un batterio specifico, ovvero il vibrio cholerae spesso definito vibrione. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione mondiale della sanità si tratta di una patologia che se non trattata sul breve termine è in grado nella sua variante fulminante di uccidere una persona in poche ore. L’infezione può essere curata attraverso l’ingestione o per via endovenosa ed un ciclo di antibiotici per debellare il batterio. Il sintomo classico è la diarrea profusa, completata con acidosi, ipokaliemia, crampi muscolari e vomito, che dura soltanto un paio di giorni; talvolta la diarrea può essere tanto grave che può portare alla disidratazione e squilibrio elettrolitico nel giro di poche ore.

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