Abertis, Benetton trova socio in Spagna. Pronto il rilancio della famiglia

Forse ci vorranno più di tre mesi per sapere come andrà davvero a finire la partita per il controllo della spagnola Abertis dopo l’affondo di Hochtief, la controllata tedesca dell’Acs di Fiorentino Perez. Ma intanto Atlantia ha segnato un doppio punto ieri nemmeno a 24 ore dalla contro Opa. A dispetto dei timori sulle possibili pressioni politiche il primo azionista con il 22,2% della società delle autostrade spagnole, Criteria Caixa, si è schierato dalla parte della famiglia Benetton e dunque si è detto pronto ad aderire allo scambio proposto da Atlantia (il concambio ai prezzi attuali valorizza Abertis a quasi 19 euro). Ma anche il cda della stessa Abertis ha dichiarato all’unanimità di gradire decisamente il progetto.

Un’offerta da valutare «in maniera positiva e attraente da un punto di vista industriale», ha fatto sapere il consiglio, che tuttavia giudica «migliorabile» il valore effettivo» della proposta, cioè la parte in contanti, anche considerando quotazioni ieri del 14% sopra il prezzo dell’Opa Atlantia (Abertis ha chiuso a 18,77 euro). Nello stesso tempo la mossa italiana è giudicata finanziariamente «equa» in tutti e tre i pareri indipendenti chiesti da Abertis.

Che succede ora? Ad oggi Atlantia sembra essersi assicurata l’adesione di quasi il 30% del capitale di Abertis, considerato che già nei giorni scorsi si erano fatti avanti anche il fondo Tci (con il 2,7%), la famiglia spagnola Villar Mir (1,7%) e Capital Research (circa 2,8%). Dunque rimane da convincere un altro 20% del capitale (in alternativa all’offerta di 16,5 euro in contanti Atlantia propone 0,697 azioni speciali del gruppo italiano). Da parte sua Perez ha offerto 18,76 euro in contanti per ciascuna azione Abertis, o in alternativa 0,1281 proprie nuove azioni, fino a un massimo di 193,5 milioni di azioni. Ma il bello arriverà dopo il via libera della Cnmv, la Consob spagnola, al’Opas di Hochtief. Solo allora (tra qualche mese) partiranno le due offerte concorrenti. E solo allora Atlantia potrà giocare anche l’opzione rilancio. Un’opzione scontata per il mercato, che vede una nuova offerta cash oltre 18 euro. Dal punto di vista patrimoniale, fino a 19 euro, Atlantia riuscirebbe comunque a rientrare nei limiti delle agenzie di rating, anche senza cessione di Cellnex. L’affare sarebbe conveniente per azionisti Atlantia anche con un’offerta in contanti a 19,50 euro e il 50% in titoli per Banca Akros. In ogni caso per Equita l’offerta di Perez è «meno interessante», troppe le dismissioni necessarie per renderla sostenibile (7-9 miliardi). Tra l’altro Hochtief punta al delisting di Abertis.

Atlantia non reagisce quasi in borsa al lancio di una controfferta da parte di Hochtief (gruppo tedesco controllato al 71,72% dalla spagnola Acs) su Abertis da18,58 miliardi di euro ad un prezzo di 18,76 euro per azione contro i 16,50 in contanti offerti da Atlantia, che però propone anche uno scambio azionario con un concambio di 0,697 (che implica ai prezzi odierni una valutazione di Abertis pari a 18,75 euro per azione), con la parte in contanti pari al 77% del controvalore complessivo e lo scambio azionario al 23%.

Nella contro-Opa sono previste anche possibili cessioni di Cellnex Telecom (controllata al 34% da Abertis) e Hispasat (controllata al 57% da Abertis). Hochtief ha già fatto sapere di aver ottenuto un finanziamento da Jp Morgan per circa 15 miliardi per poter garantire il corrispettivo in contanti nel caso di adesione superiore al 50% delle azioni Abertis e di una quantità minima di adesione all’alternativa in azioni pari a 24,791 milioni di nuove azioni Hochtief (ossia il 19,5% del capitale Abertis, 193,53 milioni azioni), entrambe condizioni di efficacia dell’offerta.

Come il mercato, anche gli analisti italiani non sembrano prevedere un lunga e “sanguinosa” (per le finanze di Atlantia, che per prima aveva lanciato a maggio un’Opa del valore di 16,34 miliardi) guerra a colpi di rilancio per Abertis: una riproposizione dell’offerta italiana che arrivi a pagare, per il 100% di Abertis, 18 euro per azione solo in contanti (o 19 euro mantenendo l’attuale mix contanti/azioni) è secondo molti possibile e non eccessivamente penalizzante, visto che la formulazione originale avrebbe garantito a regime un incremento degli utili per azione del nuovo gruppo Atlantia-Abertis del 20%-25% circa. Banca Akros, ad esempio, parla di un possibile rilancio a 19,5 euro in contanti in parallelo a un incremento al 50% della parte pagata in azioni, mentre Natixis è più prudente e pur dicendosi certa che Atlantia rilancerà non fornisce indicazioni puntuali sull’eventuale nuova offerta.

Convinti della fattibilità e convenienza di un rilancio italiano anche gli esperti di Equita Sim, che notano poi come la contro-offerta spagnola sia stata “più aggressiva del previsto”, ma con una componente in azioni “meno interessante (rispetto a quella offerta da Atlantia, ndr) perché stimiamo che Hochtief debba effettuare rilevanti dismissioni (7-9 miliardi) o altre misure per rispettare il target di debito/Ebitda di 3,7 volte nel 2019 e contemporaneamente alzare sensibilmente il dividendo per azione”.

E forse proprio gli aspetti industriali dell’operazione e dunque la componente azionaria potrebbe essere quella che farà pendere la bilancia a favore della società dei Benetton, che ha trovato un alleato spagnolo “a sorpresa” in Criteria Caixa, ossia il primo azionista di Abertis (col 22,25% complessivo) che ha già fatto sapere di essere orientato ad accettare la proposta di Atlantia aderendo alla componente tutta in scambio proprio sulla base delle “considerazioni industriali del progetto”.

Anche il Cda di Abertis (che possiede il 7,958% di azioni proprie) per ora sembra orientato a sostenere la proposta italiana, anche se deve ancora valutare la contro-offerta di Hochtief/Acs. Il Cda ha infatti ufficialmente definito l’offerta di Atlantia “positiva e attrattiva da un punto di vista industriale” pur ritenendo che “la parte in contanti abbia margini di miglioramento”: in altre parole se i Benetton apriranno ancora un poco il portafoglio, oltre il 28% del capitale di Abertis sarà già dalla sua parte e visto che, anche per Banca Imi, la forza finanziaria non manca certo al gruppo italiano, tanto più mettendo in conto la cessione delle partecipazioni in Cellnex o anche Hispasat, non resta che attendere un nuovo rilancio.

L’unica vera incognita, ancora una volta, è l’atteggiamento della politica: il governo spagnolo, notano gli analisti di Banca Imi, sembra preferire “pilotare” Abertis in mani spagnole, ma dal punto di vista di Abertis l’offerta di Atlantia “è più amichevole, dal momento che mantiene la società quotata senza effettuare break-up”, al contrario della proposta di Hochtief, che anche dal punto di vista degli investitori implicherebbe “investire in un gruppo altamente indebitato”, con una minore visibilità sulle sinergie, il rischio di un aumento di capitale e nonostante tutto “alcuni dubbi sulla capacità del gruppo di rifinanziare il prestito ponte al 2%”. Insomma: se son rose fioriranno, ma per qualche giorno sul titolo Atlantia potrebbe esserci una certa volatilità.

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