Appalti, blitz in Regione Abruzzo Indagato il presidente D’Alfonso

E’ stato iscritto nel registro degli indagati il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il quale risulta indagato per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Secondo quanto riferito sembra che il governatore del Pd sia coinvolto insieme ad un’altra quindicina di persone tra funzionari ed imprenditori; nella giornata di ieri sono state eseguite perquisizioni anche domiciliari in diverse città d’Abruzzo, così come negli uffici regionali di Palazzo Silone. I carabinieri nella mattinata di ieri hanno effettuato un blitz al palazzo Silone all’Aquila, sede della Giunta regionale, dove hanno sequestrato documenti relativi alla gara per l’affidamento della ricostruzione di Palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo, resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. “Questa mattina ho appreso che è in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L’Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine”, è questo quanto dichiarato nel corso della giornata di ieri dal governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso, il quale ha aggiunto di avere piena fiducia nell’operato della magistratura, proprio come ha fatto in passato, quando è stata accertata la liceità delle sue condotte amministrative.

Gli investigatori pare abbiano acquisito dei documenti relativi alla gara da 13 milioni di euro per l’affidamento della ricostruzione di Palazzo Centi, inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009 che purtroppo come ricordiamo ha sconvolto l’Abruzzo; l’edificio nello specifico si trova nel centro dell’Aquila, in piazza Santa Giusta, ed è la sede storica delle istituzioni regionali, acquisita al patrimonio della Regione nel 2002 ed è sede della presidenza della Regione dal 2006 ed era stato restaurato a presidenza della giunta regionale. Dopo tanto tempo e dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l’appalto pubblico da 13 milioni di euro è stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia. Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato sono: il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L’Aquila; un intervento non ancora precisato riguardante la città di Penne; interventi che al momento solo quantificati e ipotizzati come priorità a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini – di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara.

Il governatore, nell’ambito dell’inchiesta, è indagato per corruzione, turbativa d’asta ed abuso d’ufficio. Sulla questione, sono intervenuti i deputati del Movimento cinque stelle i quali sul blog di Beppe Grillo hanno scritto: “Nel giorno in cui i consiglieri regionali abruzzesi donano una turbina spalaneve da euro 220mila alla Protezione civile, il Presidente di Regione Luciano D’Alfonso è stato indagato per corruzione e turbativa d’Asta”.

Nell’ambito di un’inchiesta della procura dell’Aquila, portata avanti da carabinieri e polizia, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso (Pd), risulta indagato per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio, insieme a un’altra quindicina di persone tra funzionari e imprenditori.

La Regione in una nota ufficiale ha precisato che D’Alfonso – già presidente della Provincia di Pescara negli anni Novanta, poi sindaco della città dal 2003 al 2009 e per oltre un anno segretario regionale del Pd e da poco anche Commissario delegato a tutte le operazioni di accertamento e risarcimento dei danni causati dal- l’ondatadimaltempo del mese scorso – ha ricevuto due richieste di proroga delle indagini: una riguardante la città di Penne, iscritta nel registro delle notizie di reato il 18 novembre 2015, e una per lavori, solo preventivati, alle case popolari Ater di Pescara (in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia, ndr), iscritta nel registro delle notizie di reato il 8 luglio 2016.

«Contestualmente» – si legge nella nota e viene confermato anche dal vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli – «è stato recapitato un altro documento, “Ordine di esibizione di atti e documenti” con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che è in corso un procedimento penale sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila nei confronti di sette persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste non compare il nome di Luciano D’Alfonso».

Il governatore, insomma, non è indagato per la vicenda dell’appalto da 13 milioni di euro (aggiudicato, dopo un lunghissimo iter ela partecipazione di 29gran- di imprese, alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia con un ribasso del 35%: il cronoprogramma prevede la riconsegna entro aprile 2018, con durata massima dei lavori stabilita in 730 giorni e collaudo nell’ottobre successivo, ma ora le date dovranno essere riviste) per la ristrutturazione di Palazzo Centine del barocco locale (seconda metà del Settecento) in piazza Santa Giusta, monumento nazionale dal 1902 e sede della presidenza della Regione dal 2006 (dopo un restauro durato tre anni) fino al terremoto del 6 aprile 2009 che lo ha seriamente danneggiato. E si dichiara «totalmente estraneo alle vicende» auspicando «una loro rapidissima definizione».

«D’Alfonso di nuovo indagato per corruzione? Déjà vu alla Regione Abruzzo», commenta invece a caldo Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale di Rifondazione comunista, che ricorda come D’Alfonso sia stato «candidato ed eletto, nonostante fosse sotto processo».
A Palazzo Silone, comunque, attuale sede della Giunta regionale, c’è stato un blitz nell’intero settore Patrimonio e ci sono state perquisizioni anche domiciliari in diverse località abruzzesi.

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