Acqua minerale contaminata ad batterio killer: ecco i lotti ritirati

Il Ministero della Salute ha richiamato otto lotti di acqua minerale della ditta Curtolo Rionero e Blues per avvenuta contaminazione dal batterio Pseudomonas Aeruginosa, un batterio killer resistente agli antibiotici: cosa fare con i lotti richiamati di liquido infetto.

Numero LR7248C con scadenza 05-09-2018; LR7249C con scadenza 06-09-2018; LR7250C con scadenza 07-09-2018; LR7251C con scadenza 08-09-2018; LR7252C con scadenza 09-09-2018; LR7253C con scadenza 10-09-2018; LR7254C con scadenza 11-09-2018; LR7255C con scadenza 12-09-2018. I lotti interessati dal richiamo sono stati distribuiti solo nel sud Italia, nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Il batterio Pseudomonas Aeruginosa è Gram-negativo. Forse, all’inizio di settembre, il Ministero della Salute riteneva che il rischio non fosse elevato, e quindi l’eventuale allerta, in Italia, sarebbe stata eccessiva.

A seguito dell’allarme del RASFF, il 7 settembre l’eurodeputato Pedicini, che è il responsabile del M5S per la sicurezza alimentare al Parlamento europeo, aveva presentato un’interrogazione prioritaria in cui chiedeva alla Commissione Ue di spiegare quali marchi di acqua fossero interessati e perché la notizia non fosse stata comunicata ai consumatori italiani. Gli ambienti che ne facilitano la trasmissione sono quelli caratterizzati da un alto tasso di umidità e da una presenza elevata di batteri e microbi.

Come si legge in un approfondimento dell’Istituto Superiore di Sanità sulla resistenza agli antibiotici, la Pseudomonas aeruginosa, il batterio riscontrato nei lotti richiamati, è assieme allo Staphilococcus aureus e all’Escherichia Coli “uno dei batteri killer, i più diffusi e pericolosi per la nostra salute umana, colpevoli di causare oltre la metà delle infezioni gravi che si registrano negli ospedali”. Non è escluso, comunque, che infetti il meato urinario. In alcuni casi il soggetto sviluppa ascessi e noduli sottocutanei. In modo particolare, al momento, diversi lotti delle bottiglie Effervescente Naturale Cutolo Rionero e Acqua Effervescente Naturale Blues vendite da Volture Srl Fonte Cutulo Rionero. Per assicurarvi che non stiate bevendo dell’acqua potenzialmente dannosa per la vostra salute, assicuratevi che il codice identificativo riportato alla confezione non sia tra quelli riportati nell’elenco qui sopra.

Purtroppo non si tratta dell’unico avviso del genere, visto che ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1000 prodotti alimentari e nel 10- 20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori e nella maggior parte dei casi purtroppo questi ritiri interessano anche grandi aziende e catene di supermercati che commercializzano migliaia di prodotti con i loro marchi tra i quali Esselunga, Coop, Carrefour, Auchan, Conad, Lidl ed Eurospin ma anche piccole e medie imprese.

A volte tuttavia se infetta il meato urinario può provocare infezioni estese, che possono causare la morte dei tessuti e il decesso per setticemia. Il New England Journal of Medicine ha spiegato quanto poco si sappia di questa sindrome, nonostante sia la decima causa di morte negli Stati Uniti. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione ormai punto di riferimento per la sicurezza alimentare in Italia, invita a chiunque abbia acquistato l’acqua interessata dal richiamo a non consumarla e restituirla al punto vendita. L’avviso di richiamo è stato pubblicato sul nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute nella sezione “Avvisi di sicurezza”.

INFEZIONI DA PSEUDOMONAS
Lo Pseudomonas aeruginosa, bacillo mobile gram -, è un patogeno opportunista che frequentemente provoca infezioni nosocomiali.

Gli Pseudomonas sono ubiquitari e preferiscono gli ambienti umidi. Nell’uomo la specie più comune è lo P. aeruginosa. Altre specie che talora possono provocare infezioni umane sono le seguenti: P. paucimobilis, P. putida, P. fluorescens e P. acidovorans. Lo P. aeruginosa si può ritrovare occasionalmente nelle regioni ascellare e anogenitale di una cute normale ma solo di rado nelle feci, a meno che non sia stata somministrata una terapia antibiotica. Il microrganismo è spesso un contaminante di lesioni popolate da microrganismi più virulenti, ma talvolta provoca infezione in tessuti esposti all’ambiente esterno. Le infezioni da Pseudomonas di solito si verificano negli ospedali, dove i microrganismi si ritrovano di frequente nei lavandini, nelle soluzioni antisettiche e nei recipienti per urine. Si può verificare la trasmissione ai pazienti da parte del personale sanitario sano, soprattutto nel caso degli ustionati e nei reparti di terapia intensiva neonatale. Altre specie,
precedentemente classificate come Pseudomonas, sono importanti patogeni nosocomiali, quali la Burkholderia cepacia e lo Stenotrophomonas maltophilia.
La maggior parte delle infezioni provocate dallo P. aeruginosa si verifica in pazienti ospedalizzati debilitati o immunocompromessi. Lo P. aeruginosa è la seconda causa più frequente di infezioni nei reparti di terapia intensiva e una frequente causa di polmoniti associate ai ventilatori. Oltre ad acquisire infezioni in ambito ospedaliero, i pazienti con infezione da HIV sono a rischio di acquisire in comunità infezioni da P. aeruginosa e spesso, quando contraggono l’infezione, presentano segni di infezione da HIV avanzata.
Le infezioni da Pseudomonas possono presentarsi in molte sedi anatomiche come cute, tessuti sottocutanei, ossa, orecchie, occhi, tratto urinario e valvole cardiache. La sede varia a seconda della porta d’ingresso e della vulnerabilità del paziente. Negli ustionati la regione al di sotto dell’escara si può infiltrare in modo abbondante con i microrganismi e servire da focolaio per una successiva batteriemia, rappresentando una complicanza delle ustioni spesso letale. Una batteriemia senza un focolaio urinario evidenziabile, soprattutto se dovuta a specie di Pseudomonas diverse dallo P. aeruginosa, deve far pensare alla possibilità di un’avvenuta contaminazione EV dei liquidi, dei farmaci o degli antisettici usati per l’applicazione di cateteri EV. Nei pazienti con infezione da HIV, lo Pseudomonas determina più frequentemente polmonite o sinusite.

Sintomi e segni
Il quadro clinico dipende dalla sede interessata. Nei pazienti ricoverati in ospedale si può verificare un’infezione polmonare associata a intubazione endotracheale, tracheotomia o
trattamento RPPI quando lo Pseudomonas si sia unito ad altri bacilli gram – a colonizzare l’orofaringe. La bronchite da Pseudomonas è frequente nel decorso tardivo della fibrosi cistica; i germi isolati presentano una caratteristica morfologia mucoide delle colonie.
L’isolamento dello Pseudomonas nel sangue è frequente nelle ustioni e nei pazienti con tumori maligni. La presentazione clinica è quella di una sepsi da gram -, talvolta con l’aggiunta di ecthyma gangrenosum, caratterizzato da aree nero-violacee, di circa 1 cm di diametro, con centro ulcerato ed eritema circostante che generalmente si rinviene nelle zone ascellari o anogenitali.
Lo Pseudomonas è causa frequente di IVU, specialmente in pazienti sottoposti a manipolazioni urologiche, affetti da uropatie ostruttive o che abbiano ricevuto antibiotici ad ampio spettro. La forma più frequente di infezione auricolare dovuta allo Pseudomonas è l’otite esterna con secrezione purulenta che si riscontra spesso nei climi tropicali. Una forma più grave, chiamata otite esterna maligna, può svilupparsi nei diabetici; si manifesta con un dolore acuto all’orecchio, spesso con paralisi unilaterale del nervo cranico e richiede una terapia parenterale. Un interessamento dell’occhio da parte dello Pseudomonas spesso si presenta come un’ulcerazione corneale conseguente a traumi, ma in alcuni casi la contaminazione si ha anche a partire da lenti a contatto o dai liquidi utilizzati per il loro uso.Il microrganismo può essere rinvenuto in fistole secernenti, specie dopo traumi o ferite da punta profonde ai piedi. Il liquido di drenaggio spesso ha un dolce odore di frutta. Molte di queste ferite da punta esitano in cellulite e osteomielite da P. aeruginosa e possono richiedere, in aggiunta agli antibiotici, una tempestiva toletta chirurgica. Di rado lo Pseudomonas provoca endocardite: ciò avviene su protesi valvolari oppure nei pazienti che abbiano subito un intervento chirurgico a cuore aperto o anche sulle valvole naturali in chi fa uso di droghe EV. L’endocardite destra può essere curata con terapia medica, ma se l’infezione interessa la mitrale, le valvole aortiche o valvole protesiche, si dovrà spesso procedere all’asportazione della valvola infetta.

Terapia
Quando l’infezione è localizzata ed esterna, è efficace un trattamento con irrigazioni di acido acetico all’1% o con agenti topici, come polimixina B o colistina. Il tessuto necrotico deve essere eliminato e gli ascessi drenati. Quando invece è necessaria terapia parenterale la tobramicina o la gentamicina sono in grado di curare la maggior parte delle specie di Pseudomonas.. Il dosaggio va anche ridotto in caso di insufficienza renale. Nella terapia di infezioni da Pseudomonas che presentino resistenza enzimatica alla tobramicina e alla gentamicina si dovrà usare l’amikacina. Molti esperti raccomandano di trattare le infezioni gravi da Pseudomonas con un aminoglicoside associato a un antibiotico b-lattamico. Diverse penicilline, tra cui ticarcillina, piperacillina, mezlocillina e azlocillina, sono efficaci nei confronti dello Pseudomonas. Altri farmaci dotati di un’eccellente attività sono il ceftazidime, il cefepime, l’aztreonam, l’imipenem, il meropenem e la ciprofloxacina.
Nelle infezioni sistemiche, o nei pazienti granulocitopenici, a una delle penicilline efficaci si dovrà associare un aminoglicoside attivo contro lo Pseudomonas. Nei pazienti neutropenici, con funzionalità renale al limite, sono ugualmente adeguate combinazioni terapeutiche senza aminoglicosidi, quali doppio b-lattamico o un b- lattamico insieme a un fluorochinolonico. Le IVU possono essere trattate con indanil-carbenecillina PO o con ciprofloxacina o altri fluorochinolonici. Tuttavia, i fluorochinolonici non devono essere somministrati ai bambini per via dei potenziali effetti sulla cartilagine. Quando vengono utilizzati due farmaci antipseudomonas, durante il trattamento è più rara la comparsa di ceppi resistenti.

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