Acquasanta Terme, camminano a piedi per ore sulla neve per l’ultimo saluto al padre: la bellissima storia di Romolo

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Rischio slavina lungo la strada all’altezza di Cagnano, ovvero la frazione di Acquasanta Terme e proprio a tal riguardo nella giornata di ieri pare sia iniziata l’evacuazione della vicina frazione di Pomaro, i cui abitanti pare rischierebbero di rimanere bloccati. E’ stato il sindaco Sante Stangoni ad avvisare gli abitanti ed a farli trasferire in alberghi della costa a Porto d’Ascoli. Giusto nella notte di lunedì era stata recuperata dopo interi giorni di totale isolamento una famiglia di quattro persone in località San Gregorio, sempre nel comune di Acquasanta Terme,il più colpito sul versante marchigiano dell’emergenza neve. La famiglia è stata accompagnata intorno alle 3 di notte nella caserma dei vigili del fuoco di Ascoli, dove è stata rifocillata con bevande e cibo caldi e dove è stata poi raggiunta da parenti. A Pozza di Acquasanta la neve ha purtroppo superato i due metri mentre a Castelli dove oggi dovrebbero arrivare i soccorsi dal Canton Ticino il livello è arrivato a tre metri e il paese risulta ancora isolato.

“Sul Monte Corno c’è una frana in atto. Si deve intervenire subito, altrimenti rischiamo di perdere la frazione di Ortolano” è stato l‘allarme lanciato ieri dal sindaco di Campotosto (L’aquila), Luigi Cannavicci.In questa particolare situazione angosciante, vogliamo raccontarvi una storia incredibile ovvero quella di Romolo Nespeca che ha dell’incredibile e che rappresenta la testimonianza di come l’amore a volte può far superare le peggiori avversità. Romolo ha percorso oltre due chilometri sulla neve per poter dare l’ultimo abbraccio al proprio caro. “La mattina di venerdì, quando ho saputo che le condizioni di mio padre, ricoverato in ospedale in seguito a una grave malattia, si stavano aggravando, non ci ho pensato su e sono andato a cercare di recuperare mia madre a Venamartello, frazione di Acquasanta. La strada era completamente ostruita, c’erano le ruspe al lavoro ma ho capito che non ce l’avrebbero fatta a liberarla in tempo. Così ho deciso di avviarmi a piedi. Ho camminato per due chilometri, anche gattonando sulla neve, e dopo due ore e mezza ho raggiunto mia madre”, ha raccontato Romolo il quale ha raccontato di aver sperato fino all’ultimo in n intervento dell’elicottero ma visto che non vi erano più le condizioni per valore lui e la madre si sono incamminati.

Romolo ha raccontato, che dopo aver camminato per almeno due ore, finalmente hanno raggiunto la ruspa e finalmente il ruspista li ha accompagnati fino alla macchina e così hanno potuto raggiungere l’ospedale intorno alle ore nove di sera, giusto in tempo per consentire ai genitori di darsi un ultimo abbraccio. Purtroppo dopo la mezzanotte l padre di Romolo è deceduto.”Se la ruspa fosse stata poco più distante, forse non ce l’avrei fatta. Quando sono giunto ero allo stremo delle forze. Ma a mio padre glielo dovevo”, ha dichiarato Romolo il quale ha raccontato la storia con la voce rotta dalla commozione.

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