Addio a Roger Moore. il famoso James Bond aveva 89 anni

L’attore Roger Moore noto per esser stato l’agente 007 negli anni 70 e 80 è deceduto ieri nella sua casa di Cras Montana in Svizzera. Aveva 89 anni essendo nato in Inghilterra nel 1928. In oltre 60 anni di carriera aveva legato il suo nome a serie tv come Il Santo, Ivanhoe e Attenti a quei due, e a film come 14 dell’Oca selvaggia, Vento di tempesta e L’ultima volta che vidi Parigi.

James Bond non può morire. Il Santo Simon Templar non può morire. E nemmeno il cavaliere Ivanhoe creato da Walter Scott. Perché loro sono eroi di carta o di celluloide. Gli attori che li interpretano (benché divi, benchè graziati da una buona salute fino ai 90 anni) sono esseri umani come tutti e destinati presto o tardi a soccombere. Roger Moore che ha dato il suo volto ai tre e a tanti altri (in oltre sessant’anni di carriera) se n’è andato anche lui dopo una vita lunga e felice (mai uno scandalo, mai periodi neri nel lavoro e nel privato). La morte (sullo schermo) l’aveva sfiorato solo una volta, ucciso per disgrazia in un torneo nel drammone storico Diana la cortigiana (1956).

Allora Hollywood era decisa a farne il successore di Errol Flynn (che in quel periodo si stava auto distruggendo con eccessi di bacco, tabacco e venere). Di Flynn, Roger aveva la gran prestanza fisica (stessa altezza, un metro e 86) l’accento inglese (importante per gli impegni che seguirono) il sorriso contagioso. E più di Flynn poteva vantare un onorevole passato militare (a differenza del modello che guerreggiò solo solo sullo schermo). A sedici anni falsificando i documenti Moore s’era arruolato nei commandos e aveva combattutto ad Arnhem e in Normandia. Ci rimase male quando il generale Horrocks mise il suo veto alla scelta di Moore come interprete di Quell’ultimo ponte. Quella fu l’unica volta che i giornalisti videro Roger incavolato come una jena («Ha detto che sono un damerino, ma c’ero anch’io ad Arnhem con le sue truppe»).

Moore non riusci ad essere il nuovo Flynn (non era forse più i tempi, a Hollywood, per i film di cappa e spada), ma riusci a trovare una buona collocazione in tv in serial avventurosi. Dopo il cavaliere Ivanhoe, fu il Santo, il ladro gentiluomo creato da Leslie Charteris (che lo defini il miglior interprete del personaggio). Eppoi con sparring partner Tony Curtis la serie Attenti a quei due. Intanto s’era fatta la capatina d’obbligo nei peplum italiani. Fu durante la lavorazione di Il ratto delle Sabine che Moore conobbe un’attrice italiana Luisa Mattioli destinata a essere sua compagna di vita per più di 30 anni.

All’inizio dei seventies, l’occasione della vita, il premio in fondo giusto dopo un ventennio di serie e disciplinato professionismo. I produttori della serie 007 decidono di sostituire Sean Connery che sta invecchiando e si rivela sempre più esoso. Dopo aver scartato l’idea di uno sconosciuto (è già andata male qualche tempo prima con l’australiano George Lazenby) Saltzman e Broccoli si dirigono su Roger. È un valore sicuro, un volto conosciuto, non può fallire (in fondo che gran differenza c’è tra il Santo Simon Templar e James Bond?). All’epoca Moore ha già 45 anni (due più di Connery) ma se li porta benissimo. La serie riparte bene con Vivi e lascia morire e prosegue per altri sei film (i migliori, L’uomo dalla pistola d’oro e La spia che mi amava). Al settimo film Roger (1985) sembra ancora un giovanotto (duella in piazza san Marco), ma capisce anche lui che è arrivata l’ora della pensione. Lo aspetta un trentennio sereno come la sua vita fuori dallo schermo sulle Alpi Svizzere dove aveva sciato spericolamente anche in un episodio di 007.

I migliori 007 della storia del cinema

“Mi chiamo Bond, James Bond” e subito viene in mente Sean Connery in smoking, in tutto il suo fascino, che si accende la sigaretta. E sì perché, quasi all’unanimità, è considerato il miglior 007 della storia del cinema. La sua figura, incarna esattamente il personaggio che Ian Fleming ha dato vita dalla sua penna: un agente segreto amante della bella vita, quanto delle belle donne, teatrale negli atteggiamenti e a tratti ironico. È vero, è stato il primo, e probabilmente questo lo aiuta a scalare la classifica ma, è grazie a lui, se 007 è diventato un’icona nel mondo. Più difficile è mettersi d’accordo su quale sia la sua migliore interpretazione tra le sei pellicole che lo vedono protagonista, a parte la parentesi George Lazenby, tra il 1962 e il 1971.

George Lazenby, interpretò l’agente segreto più famoso del mondo solo una volta, nel 1968, con il film “Agente 007, al servizio segreto di sua maestà”, sostituendo Sean Connery che, avendo perso interesse nel ruolo, volle prendersi una pausa. I pareri sulla sua interpretazione sono contrastanti. Nonostante non fosse un attore, ma “solo” il modello più famoso d’Inghilterra, ricevette i complimenti della critica. Dal pubblico, però, fu accolto un po’ freddamente. Fatto sta che il povero Lazenby si assunse una bella responsabilità, interpretando 007 dopo il mito di Connery, e, forse, per questo, in molti, lo considerano il peggiore dei Bond. L’attore dopo il film, decise di non proseguire, e Connery, riprese il suo ruolo, per il suo ultimo 007 come protagonista.

Il primo e l’ultimo James Bond della classifica, l’abbiamo già svelato, ma chi sta in mezzo? Subito dopo Sean Connery, in ordine di gradimento, e temporale, c’è Roger Moore che, con il suo fascino e simpatia, ha saputo dare continuità al successo dello 007 di Sean Connery. Roger Moore fu James Bond per ben 12 anni, sfornando la bellezza di 7 film. Seguono, in ordine, Pierce Brosnan, l’attuale Daniel Craig e Timothy Dalton. Dalton, ha fatto il suo dovere ma non ha brillato come Pierce Brosnan cui va il merito di essere riuscito a dare una rinfrescata alla saga più lunga della storia del cinema. L’indiscutibile prestanza fisica e una notevole bravura rendono Pierce Brosnan, uno dei migliori 007 della storia.

Se Brosnan ha modernizzare la saga, Daniel Craig ha rotto completamente col passato, portano il personaggio nel nuovo millennio. Chissà, magari è per questo, che non è trai più amati. Chi ha visto nascere James Bond, affezionandosi a un’icona dalle caratteristiche ben precise, si è sentito un po’ spiazzato guardandolo sorseggiare birra, anziché il caro vecchio Vodka-Martini. Il James Blond (sopranominato così in quanto è il primo James Bond biondo) di Daniel Craig è muscoloso, atletico e cupo come non lo è mai stato. Tuttavia, Craig è bravo e bello ed ha saputo dare una nuova vita agli 007, altrimenti destinati a morire. I suoi film, sempre più ricchi di effetti speciali, attirano anche il pubblico dei giovani che non conoscono lo storico agente segreto, facendo supporre e sperare che la leggenda 007 ci accompagni ancora per molti anni. Infatti, è in uscita.

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