Agrigento shock: ultraleggero precipita sulla Statale 640 morto il pilota Scannella

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Una tragedia quella avvenuta nella giornata di ieri a Favara in provincia di Agrigento, in Sicilia, dove un aereo ultraleggero della Guardia Costiera ausiliaria è precipitato nei pressi della strada che collega appunto Agrigento a Favara e nell’ incidente purtroppo è morto il pilota, il 55enne Salvatore Scannella. Da quanto appreso dalle prime ricostruzioni sembra che Salvatore Scannella, il pilota alla guida dell’ultraleggero è morto praticamente sul colpo; il corpo del 55enne  è stato tirato fuori dal veicolo dai vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento intervenuti immediatamente subito dopo aver ricevuto l’allarme.

L’incidente sembra essere avvenuto intorno alle ore 9:30 di ieri mattina, lungo la statale 640 per Agrigento e Favara ma in territorio di quest’ultima, all’altezza del chilometro 15; quando l’aereo è precipitato il pilota stava effettuando alcune manovre per scattare foto per conti dell’Anas, ma non è ancora chiaro quale possa essere stata la causa dell’incidente. Ciò che è certo è che il velivolo schiantatosi contro il suolo era un modello Tecnam Ultra 2000 Rg utilizzato dalla guardia costiera ausiliaria, ed era stato acquistato dall’uomo morto nell’incidente ovvero Salvatore Scannella, originario di Campofranco in provincia di Caltanissetta.

Fortunatamente al momento dello schianto sulla strada non vi erano auto in transito e questo ha fatto sì che nessun’ altra persona sia rimaste vittima dell’incidente; un testimone avrebbe visto la scena e dunque lo schianto del velivolo raccontando che l’ultraleggero stava volando a bassa quota per effettuare delle riprese televisive, quando ad un certo punto pare sia finito contro i cavi ad alta tensione di un elettrodo, precipitando poi sulla strada statale 640, che attualmente è chiusa al traffico per i lavori di raddoppio della carreggiata. Il testimone in questione ha anche raccontato di aver cercato di soccorrere il pilota, ma purtroppo per lui non c’era più nulla da fare perché  Scannella era già morto sul colpo.

Intervenuti sul luogo dell’incidente i vigili del fuoco, diverse auto della polizia e dei carabinieri e nello specifico, la polizia stradale di Agrigento in compagnia del vice questore aggiunto Andrea Monreale, per cercare di ricostruire la dinamica dell’incidente. Hanno collaborato anche i Carabinieri della Tenenza di Favara, quelli della compagnia di Agrigento e quelli della compagnia di Canicattini ok i militari dell’Arma della stazione di Aragona.

Come già anticipato il pilota era un ex dipendente di Anas, il quale avrebbe continuato a collaborare con la società per le strade per lavori di questo tipo ed infatti anche in questo caso, pare stesse sorvolando la statale 640 per scattare alcune foto aeree di lavori ed in particolare relative al viadotto Petrusa. Sul luogo dell’incidente è anche intervenuto il figlio della vittima, mentre la salma è stata portata all’obitorio del cimitero di Favara.

Biplano precipita sulla Ss 640 il pilota muore nello schianto

Agrigento. Con un aereo ultraleggero volava a bassa quota, per effettuare delle videoriprese lungo il tratto del raddoppio della strada statale 640, Agrigento-Caltanissetta, che come annunciato giorni fa da Anas, sarà aperto alla circolazione il prossimo lunedì. Forse perché accecato dai raggi del sole, non si è accorto della presenza di due cavi elettrici, penzolanti dai tralicci, e toccandone uno, il velivolo è rimasto impigliato, schiantandosi sul manto stradale, ancora fresco di bitumatura. Per il pilota non c’è stato nulla da fare. A perdere la vita Salvatore Scannella, Totò per tutti, 55 anni, di Campofranco, dipendente di Anas, considerato da chi lo conosceva un pilota esperto, prudente e scrupoloso. Era suo il biplano modello “Tecnam Ultra 2000 Rg” di colore giallo, che aveva acquistato, anni fa, dalla Guardia costiera ausiliaria. E questo spiega il motivo della scritta stampata sul velivolo. L’incidente aereo si è verificato ieri verso le 9,30 circa, fra Agrigento e Favara, all’altezza del chilometro 15. Quella porzione di tracciato, nel senso di marcia, che collega Agrigento con Canicattì, per fortuna, era chiusa.«Ho alzato gli occhi e ho visto un piccolo aereo giallo, che volava troppo basso, poi è stato un attimo, ha toccato i fili ed è precipitato». A parlare un ispettore della Polizia di Stato, libero dal servizio, che abita in una villetta della zona, testimone oculare del terribile incidente. Ha graffi e escoriazioni dappertutto: nelle braccia, ad una mano, alle gambe. Il poliziotto s’è ferito scivolando dal muro di contenimento di cemento armato, alto circa sei metri, che divide la campagna con la strada, per prestare i primi soccorsi. Subito ha dato l’allarme. Quando i vigili del fuoco hanno tirato fuori dal velivolo accartocciato, il corpo del nisseno, la tragedia si era già consumata. La salma dell’uomo è stata caricata sull’ambulanza del 118, e praticamente inutili sono stati tutti i tentativi per rianimarlo.
Gli agenti della Stradale di Agrigento, con in testa il vice questore aggiunto Andrea Giuseppe Morreale, si sono subito messi al lavoro per cercare di ricostruire la dinamica, e con loro anche i carabinieri della Compagnia di Agrigento e della Tenenza di Favara.
Così come confermato da più parti, Scannella era un dipendente dell’Anas, e stava sorvolando la zona per fare delle riprese, proprio quando l’urto con il cavo lo ha ucciso. L’aereo non ha una scatola nera essendo un velivolo leggero, ma gli inquirenti hanno recuperato la telecamera, che l’uomo stava utilizzando. A fare luce sull’accaduto sarà l’inchiesta aperta dalla Procura di Agrigento, per omicidio colposo, naturalmente a carico di ignoti. A coordinarla, il sostituto procuratore Salvatore Velia, che ha disposto il sequestro del velivolo e ha assegnato alla Polizia Stradale 30 giorni di tempo per accertare le cause dell’incidente aereo, ma anche per chiarire se Scannella, ieri mattina, fosse in servizio o meno. Gli inquirenti hanno anche sequestrato anche tutta la documentazione per verificare lo stato manutentivo in cui si trovava l’ultraleggero, decollato poco prima della tragedia dal campo volo del Villaggio Mosè. Scannella lascia la moglie e due figli.

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