Al Bano: “Non sono ancora al top, ma ho il sostegno di una famiglia splendida”

Uno strappo alla regola. Per permettere al tifosissimo figlio minore Bido, avuto con Loredana Lecciso, di assistere al derby Inter-Milan del 15 aprile, il convalescente Al Bano ha compiuto una lunga trasferta: Cellino San Marco-Milano e ritorno in sole 24 ore. «Glielo avevo promesso prima di stare male, non potevo deluderlo», spiega il cantante a Gente. Poco più di un mese fa, il 19 marzo, mentre si trovava in un centro commerciale in provincia di Chieti per firmare le copie del suo nuovo album Di rose e di spine, Al Bano si era sentito male, non riusciva più a parlare.

Anche se i fan non si erano accorti di nulla, lui ha ammesso di aver avuto molta paura. Ricoverato all’ospedale di Bari, la diagnosi era stata netta: ischemia transitoria. Un mese di stop forzato che, chi lo conosce bene lo sa, gli costa una fatica titanica. In dicembre, invece, durante le prove di uno spettacolo, era stato colpito da un doppio infarto e gli erano stati inseriti due stent aortici. «Sono un miracolato. Al mio caro amico Domenico Modugno [il cantautore, suo conterraneo, scomparso nel 1994 per un infarto, ndr] purtroppo non è andata così bene. Sarà che nella vita ho conosciuto ben tre santi: Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta e Papa Giovanni Paolo II. Forse ho ricevuto protezione. Ma devo ringraziare anche i medici, in particolare il professor Carlo Pappone, che avevo chiamato quando mi sono sentito male e ha coordinato in modo tempestivo i soccorsi».

Il leone che c’è in lui e che gli ha permesso di superare tante dure prove nella vita non è ancora tornato a ruggire, ma l’amore per i figli, che Al Bano non ha mai lesinato, sta curando il suo cuore tanto o addirittura più dei numerosi farmaci che è costretto a prendere ogni giorno. «Mi sento bene anche se non sono ancora tornato al cento per cento. Volevo onorare la promessa fatta a Bido e i medici mi hanno dato l’autorizzazione». Così, accompagnato anche da Romina jr. (nata dal matrimonio con la Power), Al Bano è arrivato a Milano a metà mattina, ha pranzato a casa dell’amico Ernesto Pellegrini, ex presidente dei nerazzurri, e poi via alla volta dello stadio Meazza. «In tribuna c’era Li Yonghong, il nuovo proprietario del Milan», racconta Al Bano.

«Con l’aiuto di un interprete abbiamo potuto scambiare due parole, gli ho dato il benvenuto in Italia. Non posso dire di aver capito che persona sia, ma ne ho avuto una buona impressione. Conosco bene il popolo cinese, perché sono stato tante volte in tournée in quel Paese e ci ritornerò in estate per una serie di concerti. Sono persone serie, dedite al lavoro, molto affidabili».

Bido, tifoso sfegatato dell’Inter, non si è perso un passaggio del derby. «Io sono più sportivo di lui, mi piace il bel gioco, mi accaloro di meno», dice il suo papà. Ma certo, al di là del comportamento appassionato, Bido è ormai un ragazzone di quasi 15 anni, serio e determinato, più alto di suo padre e da cui, almeno fisicamente, il cantante di Cellino si può sentire sostenuto. «Ho dei figli splendidi e ognuno mi è accanto a suo modo.

Anche Loredana si dà molto da fare. Ma sono io che devo aiutare me stesso. Ho ancora quaranta giorni di convalescenza. Devo riposare molto e camminare un’ora e mezza al giorno. Ne approfitto per dedicarmi ai miei terreni e al mio vino». L’agenda dei prossimi impegni, però, è già fitta. Al Bano ritornerà a cantare il 20 maggio, giorno in cui compirà 74 anni, con un concerto in Bulgaria. «Avrei dovuto iniziare il 22 aprile a Zurigo, ma ho dovuto rimandare a settembre. Ho dato retta ai medici che, seppure sorpresi dalla mia ripresa, mi hanno imposto quattro settimane in più di terapia per scongiurare eventuali episodi più gravi e raggiungere uno stato di salute ottimale». Finita la convalescenza, in estate nessuno potrà più fermarlo. «Oltre alle date in Cina, farò quattro concerti con Romina in Italia». Con le mani in mano Al Bano non ci sa proprio stare, la sua mente è in continuo fermento. «Sto preparando anche un docufilm sulla personalità di mia mamma, perché è un personaggio incredibile». Ha quasi 95 anni, ma ancora è lì accanto a lui, come una roccia.

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