Alatri, la rabbia del fratello di Emanuele contro gli amici “Erano in tre con lui, uno solo l’ha difeso”

Si continua ad indagare sulla morte di Emanuele Morganti, il ventenne aggredito fuori da un locale di Alatri, in provincia di Frosinone morto nella giornata di domenica, dopo due giorni di agonia. Al momento sembra siano 9 gli indagati, i quali sono stati convocati nel pomeriggio di ieri in Procura; sembra che alcuni di loro rischino l’arresto, con l’accusa di omicidio. Si tratterebbe di 8 italiani, tra cui padre e figlio ed un cittadino albanese, i quali come abbiamo anticipato sarebbero stati sentiti nel pomeriggio di ieri in Procura; gli inquirenti stanno tentando in queste ore di ricostruire con esattezza i ruoli di ognuno e stabilire chi ha inferto al ragazzo il colpo alla testa che gli ha provocato le lesioni mortali.

Nella giornata di ieri, intanto, la fidanzata di Emanuele ha pubblicato una loro fotografia allegando un lungo post su Facebook nel quale si legge: “Questa è la foto che ti piaceva più di tutte amore mio. Non riesco ancora a realizzare tutto quello che è successo. Non meritavi tutto questo, non hai fatto niente di male. Una morte così. Ricordo uno dei tuoi ultimi messaggi di venerdì pomeriggio: ‘ti amo più di ogni altra cosa’. E continuerò a ricordarlo per sempre, come continuerò a ricordare anche te. Ti amo e lo farò per sempre. Il mio cuore ora sta lì con te. Ci rivedremo presto, ciao amore mio. La tua patata”.

Emanuele è morto in modo davvero assurdo, a causa di una lite nata per difendere la sua fidanzata, la quale pare sia stata oggetto di battute pesanti, da parte di un giovane albanese molto probabilmente ubriaco; una battuta fuori luogo sembra abbia dato origine ad una violenta lite, con un conseguente pestaggio violentissimo avvenuto in strada fuori dal locale, al quale pare abbiano partecipato diverse persone, ai danni del povero Emanuele che ha riportato delle ferite gravissime che lo hanno condotto alla morte.

Una volta soccorso, Emanuele era stato trasportato al Policlinico Umberto I di Roma ma al suo arrivo i medici avevano capito che le sue condizioni di salute fossero ormai piuttosto compromesse ed infatti non sono riusciti a salvarlo.  Nella giornata di ieri, ha anche parlato Francesco ovvero il fratello grande di Emanuele, il quale è stato intervistato proprio sotto la veranda della villetta, dove viveva insieme alla mamma e ad Emanuele, fino alla notte di venerdì.”Hanno portato via un angelo senza un motivo e se esiste una giustizia divina Gesù Cristo deve saperlo”, queste le parole di Francesco, disperato e con gli occhi rossi di chi ha pianto a lungo.“Emanuele era lì con la fidanzata, al bancone del bar. L’hanno provocato, spinto, e poi fuori l’hanno massacrato. I dettagli non li posso conoscere, ho sentito cento versioni, non voglio aggiungere la mia. Credo nella giustizia su questa terra, e non è una frase fatta”, ha aggiunto Francesco, il quale adesso chiede solo giustizia.

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