Allarme bomba al tribunale di Torino, buste esplosive per due magistrati

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Allarme bomba nella giornata di ieri a Torino e nello specifico in tribunale, scattato poco prima delle ore 13:00 quando all’ufficio poste del Palazzo di giustizia pare siano arrivate due buste indirizzate ai pm Roberto Sparagna e Antonio Rinaudo con all’interno un ordigno artigianale che poteva esplodere.  Una volta lanciato l’allarme sono accorsi immediatamente i vigili del fuoco e gli artificieri dei carabinieri,  i quali hanno provveduto a transennare tutta la zona e isolare la zona di ingresso principale e del Grande Punto Verde centrale della struttura.  Immediatamente gli ingressi dell’edificio sono stati chiusi, le udienze in corso sono spese e i pochi presenti all’interno del tribunale sono stati allontanati dal cortile dove è stato parcheggiato il furgone degli artificieri al cui interno sono state introdotte le buste.

Una volta messe in sicurezza le buste l’allarme è rientrato,  e via via è cominciato il ritorno alla normalità. Secondo quanto emerso sembra che all’interno delle buste vi fossero fili elettrici, polvere da sparo e una batteria, ordini artigianali ma che potevano esplodere come hanno appurato gli stessi militari dell’Arma. Visto l’accaduto, la Procura di Milano competente per reati commessi ai danni di magistrati di Torino ha aperto un’indagine,  al fine di individuare i responsabili e soprattutto conoscere il motivo di questo oggetto

Sparagna e Rinaudo sono i pubblici ministeri che si sono occupati di inchieste su fenomeni eversivi o di rilievo politico e nello specifico il primo pare abbia condotto l’indagine Scripta manent su una serie di attentati dinamitardi della Fai, ovvero la Federazione anarchica informale, mentre il secondo è titolare dei fascicoli delle indagini sui No Tav. Non si conosce ancora la matrice del gesto ma nei giorni scorsi Sparagna, che sostiene l’accusa nel procedimento contro 17 anarchici delle Fai-Fri, era stato destinatario di insulti e minacce al corteo degli antagonisti davanti all’aula bunker delle Vallette. Ed ancora proprio nei giorni scorsi la Digos aveva acquisito un documento dalla Federazione anarchica informale che alla luce di quanto accaduto nella giornata di ieri potrebbe apparire come una rivendicazione visto che nel documento si legge: “È una vera gioia vedere saltare in aria caserme, tribunali, rappresentanti del potere…il sistema e le sue strutture non sono astratte e i responsabili hanno nomi e cognomi sono facilmente individuabili…”.

Gli artificieri hanno comunque lavorato parecchio nel cortile dell’edificio dove è stata scaricata tutta la strumentazione necessaria per procedere al disinnesco.“Non ci sono elementi allo stato per fare ipotesi su chi possano essere gli autori, certo non è un bel segnale perché le buste erano indirizzate a due magistrati che si occupano di due aree separate ma contigue del mondo anarchico. Dopo i primi accertamenti sarà la procura di Milano a condurre le indagini. Vedremo”,  è questo quanto dichiarato dal procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo.

Allarme bomba al tribunale di Torino, ieri mattina. Sono state infatti scoperte due buste con polvere “sospetta” e materiale elettrico indirizzate ai pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Roberto Sparagna. I due pm indagano, rispettivamente, sul movimento No Tav e i movimenti antagonisti, e sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri e i vigili del fuoco. I due ordigni sono stati prelevati dagli artificieri e portati in un’area sicura nel cortile del palazzo dove sono stati fatti brillare. È stato poi appurato che nelle buste c’erano effettivamente degli ordigni artigianali, che comunque potevano esplodere.

La matrice più accreditata dell’attentato è quella anarchica. Più che un’ipotesi, visto un documento – che riletto ora appare quasi come un’indiretta rivendicazione – era stato acquisito dalla Digos poco tempo fa: «È una vera gioia vedere saltare in aria caserme, tribunali, rappresentanti del potere…il sistema e le sue strutture non sono astratte e i responsabili hanno nomi e cognomi sono facilmente individuabili…».

Firmato: Federazione anarhica informale, insieme di cellule eversive anarco- insurrezionaliste, i cui fondatori (l’organizzazione ha il suo nucleo principale proprio a Torino) sono stati arrestati dalla Digos di Torino nel settembre del 2016, sempre con l’accusa di avere pianificato e attuato attentati con l’uso di esplosivi. Lunedì scorso si è svolta la prima udienza, con eccezionali misure di sicurezza nell’aula bunker del carcere delle Vallette. La seconda è invece prevista fra pochi giorni. Sono tre i torinesi alla sbarra: Alfredo Cospito, Anna Beniamino e Nicola Gai.

Ci sono poi Danilo Cremonese, Valentina Speziale, Marco Bisesti e Alessandro Mercogliano, imputati residenti però a Milano e nel Centro- Sud. È stato poi accertato che le due buste esplosive hanno un timbro postale di Genova. Come mittente sono stati indicati i nomi di presunti avvocati e un prestigioso studio che ha sede nel centro del capoluogo piemontese. Gli avvocati esistono realmente, ma si tratta ovviamente di un espediente per tentare di eludere i controlli. L’ultimo clamoroso attentato degli anarchici insurrezionalisti, che contano su una stretta collaborazione fra i nuclei italiani e quelli greci, è stato quello che per l’appunto ha preso di mira, il 25 maggio scorso, il premier greco Lucas Papademos, rimasto ferito al volto, a cui sono poi seguiti ordigni a Roma a Parigi, Destinatari figure istituzionali e altre persone nel mirino della Fai.

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