Allarme Meningite allo Spallanzani di Roma, quattro ricoveri nelle ultime 48 ore : è allerta

Continuano a crescere i dismisura i casi di contagio di meningite nel nostro paese, e dopo aver segnalato nella giornata di ieri, un nuovo caso a Napoli, oggi siamo qui per segnalarvene altri quattro, tutti nella regione Lazio e nello specifico nella città di Roma. Si tratterebbe di due persone, ovvero una ragazza di 21 anni di Anzio ed un uomo di Albano Laziale, i quali al momento si trovano ricoverati presso l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e secondo quanto è emerso, i due pazienti sarebbero affetti entrambi da meningite. La giovane 21enne d Anzio, pare sia stata accompagnata in ospedale accusando una serie di disturbi tipici della meningite tra i quali febbre molto alta; i medici dell’ospedale della sua città, vista la situazione, considerata piuttosto preoccupante hanno diagnosticato una meningite pneummococcica, che abbiamo imparato a conoscere come la più grave tra i vari tipi esistenti e per questo motivo hanno predisposto il ricovero immediato presso l’Istituto Spallanzani di Roma.

“Nessuna profilassi antibiotica necessaria per i contatti stretti del caso, trattandosi di una forma batterica sostenuta dal Pneumococco Pneumioniae – si legge nella relazione della Asl 6 – così come previsto dai protocolli e le specifiche linee guida nazionali”.Stessa storia per l’uomo di Albano Laziale, il quale sarebbe giunto in ospedale in condizioni piuttosto critiche ed al momento è ricoverato nel reparto di rianimazione e secondo quanto riferito dai medici, la meningite da lui contratta sarebbe del tipo trasmissibile da persona a persona. L’uomo avrebbe cominciato a sentirsi male lo scorso sabato, cominciando ad accusare alcuni sintomi tra i quali febbre alta e mal d’orecchio, poi le sue condizioni sembrano essere peggiorate di ora in ora e per questo motivo i familiari hanno preferito accompagnarlo in ospedale, dove l’uomo sembra essere giunto in stato confuzionale, ed infatti subito dopo ha perso completamente conoscenza; i medici lo avrebbero, dunque, sottoposto ad alcuni esami specifici che hanno chiarito tutti i dubbi, l’uomo è affetto da meningite.

Si tratta di “un caso di meningite pneumococcica” spiega la Asl aggiungendo che “nessuna profilassi antibiotica è necessaria per i contatti stretti del caso. Per estrema cautela, il servizio osserverà nei confronti dei contatti stretti la sorveglianza sanitaria attiva”. Nonostante le rassicurazioni giunte dai sanitari, tra i residenti della Capitale e dintorni, è ormai psicosi e sono in tanti ad essere preoccupati per il diffondersi del virus della meningite nelle ultime settimane. In tanti negli ultimi giorni hanno anche affollato il centralino di prenotazione unica dei vaccini e tanti sono gli appuntamenti presi, tanto che per alcuni il tempo utile sarà per la prossima estate. Altri due pazienti, uno di sesso maschile ed uno di sesso femminile nella giornata di ieri sono stati ricoverati presso l’Istituto Nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Definizione La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali. Il periodo di incubazione della malattia può variare a seconda del microorganismo causale. Nel caso della meningite virale va dai 3 ai 6 giorni, per la forma batterica dai 2 ai 10 giorni. La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio. In Italia dal 1996 è attivo un sistema di sorveglianza dedicato alle meningiti batteriche che negli anni successivi si è ampliato a includere tutte le malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo. Cause e agenti patogeni I batteri che sono più frequente causa di meningite sono tre: • Neisseria meningitidis (meningococco) è un ospite frequente delle prime vie respiratorie. È stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Dal 2 al 30% della popolazione sana alberga meningococchi nel naso e nella gola senza presentare alcun sintomo, e questa presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. La trasmissione del germe avviene per via respiratoria, e il rischio di sviluppare la malattia sembra essere maggiore in persone che hanno acquisito l’infezione da poco, rispetto a chi invece è portatore da più tempo. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo 5 (denominati A, B, C, W 135 e Y) causano meningite e altre malattie gravi. In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. Altra misura da adottare sui contatti è la sorveglianza degli stessi; tale misura costituisce fondamentale importanza per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. • Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è, dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della meningite. Oltre alla meningite, può causare polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria e può trovarsi nelle prime vie respiratorie senza causare alcuna malattia. Esistono molti tipi diversi di pneumococco. Le meningiti da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica di chi è stato in contatto con un caso. • Haemophilus influenzae tipo b (emofilo o Hib) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In caso di meningite da Hib, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

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