Allarme Morbillo, il cartello contro gli antivaccinisti dei genitori di un bimbo ricoverato

Il caso del bimbo di sei mesi ricoverato in gravi condizioni dopo aver contratto il morbillo. I medici se la prendono con i genitori che rifiutano di vaccinare i propri figli: “Così la malattia dilaga”. E sul tema interviene anche il Ministero della Salute (che smentisce i 5 Stelle)

E’ divenuto virale su Facebook un cartello con cui i pediatri dello studio Galilei ringraziano sarcasticamente tutti quei genitori che si rifiutano di vaccinare i propri figli mettendo così a rischio l’incolumità degli altri bambini. “I pediatri dello studio medico “G.Galilei”, il papà, la mamma del piccolo bambino ricoverato all’ospedale “Salesi” in condizioni critiche perché contagiato dal morbillo ringraziano sentitamente i genitori che non vogliono vaccinare i propri figli consentendo il dilagare di una malattia che nel 2017 sarebbe dovuta essere estinta!”, è questo quanto si legge nel cartello appeso nello studio del pediatra.

Nello specifico, il cartello fa riferimento ad un bambino di sei mesi che nei giorni scorsi purtroppo è stato ricoverato in gravi condizioni di salute all’Ospedale Salesi di Ancona dopo aver contratto il morbillo; il piccolo non era stato ancora vaccinato ma le persone con cui è venuto a contatto avrebbero potuto vaccinarsi, e proprio per questo motivo i pediatri hanno deciso di scrivere quel messaggio per dire che dire no ai vaccini non mette in pericolo soltanto la nostra salute o quella dei nostri figli, ma la salute di tutti. Dopo altri controlli e cure, il piccolo è guarito ed è ora fuori pericolo, ma è rimasta la rabbia dei genitori, per i rischi corsi dal bambino. Il post apparso su Facebook nel giro di poche ore ha ottenuto più di 15mila condivisioni suscitando un aspro dibattito tra favorevoli e contrari alle vaccinazioni obbligatorie.

Da qualche settimana è stata lanciato l’allarme morbillo e sembra che su Twitter sia apparso qualche giorno fa un tweet pubblicato dal senatore Bartolomeo Pepe in riferimento alle polemiche di questi giorni, nel quale si leggeva: “Piuttosto che vaccinare 30 bimbi si potrebbero mettere 29 bambini in classe col primo che prende il morbillo o #ètroppogratis?”. Il post ha inevitabilmente scosso l’opinione pubblica ed immediate sono state le reazioni, a cominciare dagli stessi utenti che hanno commentato in questo modo: “Possiamo dire che le sue affermazioni sono antiscientifiche pericolose e propagandistiche?”, “Lei diffonde informazioni pericolose e potenzialmente letali. Si vergogni”, “Possiamo dire che dovrebbe dimettersi e non dare fiato alla bocca o non #ètroppogratis?”.

 A proposito di vaccini, è intervenuto nei giorni scorsi il Professor Piero Valentini, direttore dell‘Unità operativa complessa di Pediatria del Policlinico Gemelli, il quale ha dichiarato: “La obbligatorietà dei vaccini è un tema molto discusso da diverso tempo anche nel mondo scientifico. Noi pediatri preferiamo non parlare di vaccini obbligatori o facoltativi, ma preferiamo parlare di vaccinazione raccomandate. Questo perché gli aggettivi obbligatorio e facoltativo hanno generato spesso l’idea che il vaccino obbligatorio sia un vaccino essenziale è quello facoltativo invece no”. Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un aumento del numero di casi di morbillo che sono più che triplicati; a fronte delle 844 persone colpite dalla patologia nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi.

Il morbillo è causato da un virus della famiglia dei Paramyxovirus. Il morbillo, una delle malattie esantematiche, inizia con congiuntivite, raffreddore e tosse; dopo 3-4 giorni appare la tipica eruzione cutanea. Il morbillo è una delle malattie più contagiose che esistano. Come si contagia: Attraverso un contatto diretto con il muco o la saliva del paziente infetto, oppure con le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando. Il virus penetra attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori o attraverso le congiuntive. Il picco di incidenza si verifica in inverno ed in primavera. Colpisce in genere i bambini tra i 3 e i 10 anni di vita. Incubazione: In genere dopo 8-12 giorni compaiono i primi sintomi mentre in media le manifestazioni cutanee si presentano dopo 14 giorni dal contagio. Contagiosità: Da 1-2 giorni prima dell’inizio dei sintomi (e quindi 3-5 giorni prima della comparsa delle manifestazioni cutanee) fino a 4 giorni dopo la comparsa dell’esantema Come si riconosce il morbillo? Il morbillo inizia con congiuntivite, raffreddore con starnuti e intensa secrezione nasale, tosse secca, malessere generale e febbre elevata, in genere sui 39°-40°C. Sulla mucosa all’interno delle guance possono comparire piccolissime macchie bianche, simili a capocchie di spillo, che prendono il nome di macchie di Köplik.

Dopo 3-4 giorni appare la tipica eruzione cutanea che interessa prima il viso, vicino all’attaccatura dei capelli dietro alle orecchie, e poi, nell’arco di 2-3 giorni, si diffonde verso il basso estendendosi alle braccia, al tronco e alle gambe. Le manifestazioni cutanee hanno l’aspetto di macule-papule, in altre parole appaiono come macchioline di colore rosso, lievemente rilevate al tatto, a margini frastagliati, con tendenza a confluire tra loro assumendo l’aspetto di grosse macchie. L’esantema si attenua in 3-4 giorni lasciando il posto ad una desquamazione cutanea. Il decorso completo del morbillo si svolge solitamente in 8-10 giorni anche se la tosse può persistere più a lungo. Complicazioni del morbillo: Otiti, laringiti, tracheo-bronchiti e broncopolmoniti. Rara è l’encefalite (un caso ogni mille pazienti) che lascia danni permanenti in circa la metà dei casi. Come si cura e come si previene il morbillo? Solitamente è una malattia autolimitantesi e la terapia è solo di supporto. Si somministrano antifebbrili, sedativi della tosse e si cerca di idratare adeguatamente il paziente. Gli antibiotici vengono utilizzati nel caso di complicanze batteriche. La prevenzione si fa con il vaccino anti-morbillo che in genere viene somministrato (di regola associato al vaccino anti-rosolia ed anti-parotite) all’età di 12 mesi con una dose di richiamo verso i 5-6 anni. Astensione scolastica: La legge italiana prevede la riammissione a scuola dopo 5 giorni dalla comparsa delle prime manifestazioni cutanee. Il morbillo rappresenta nei paesi del terzo mondo una delle principali cause di morte tra uno e quattro anni di vita poiché la grave immunodepressione e le complicanze che provoca in un piccolo bambino denutrito e debole, possono essere mortali. Si calcola che ogni anno muoiano in tutto il mondo più di un milione di persone colpite dalla malattia.

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