Allarme peste suina in Sardegna, 10 i suini abbattuti e verifiche su 200 allevamenti

E’ allarme in Sardegna a causa del dilagarsi della peste suina africana che ha colpito diversi allevamenti. Ebbene si, nei giorni scorsi il servizio di sanità animale della Assl di Lanusei ha accertato un caso di peste suina africana in un suino, il quale sembra trovarsi in un’azienda di Talana che ha reso necessaria l’attivazione dell’unità di crisi locale per scongiurare il diffondersi della patologia attraverso le misure di sicurezza previste dalla normativa. Effettuati gli esami, questi hanno confermato la presenza dell’infezione sui dieci capi abbattuti presenti nell’allevamento; immediatamente è stato predisposto l’abbattimento, lo smaltimento delle carcasse dei maiale e l’attivazione delle misure di disinfezione, ed ancora è stata istituita una zona di protezione nel raggio di tre chilometri dal focolaio, ed una sorveglianza nel raggio di 10 chilometri, dove sono presenti crca 200 allevamenti.

Effettuati controlli su altre aziende presenti nella zona di protezione, sembra che questi abbiano totalmente escluso la presenza del virus; a distanza di 40 giorni verranno effettuati ulteriori esami clinici e di laboratorio sugli allevamenti, i quali verranno effettuati da operatori di pulizia e disinfezione dell’azienda dove è stato riscontrato il caso e soltanto a quel punto, qualora non verranno rilevati nuovi focolaio, cesserà l’applicazione delle misure di sorveglianza.

Alessandro De Martini, ovvero il responsabile dell’unità di progetto per l’eradicazione della peste suina africana della Regione, è intervenuto nei giorni scorsi per ricordare l’importanza di alcune regole che è importante seguire, e nello specifico ha dichiarato: “Chi non le rispetta, chi non segue le norme di protezione e di igiene, chi non emerge dall’illegalità perseverando nell’allevamento brado, oltre a danneggiare se stesso, mette a repentaglio e danneggia il lavoro di chi si sforza ogni giorno per mantenere gli allevamenti in sicurezza e contribuire a debellare definitivamente il virus in Sardegna”.

Lo stesso ha poi aggiunto che sono previsti diversi incentivi per chi opera nella legalità e investe in allevamenti protetti e di qualità. Secondo quanto è emerso, sembra che gli allevatori dovranno alzare il livello di guardia in presenza di focolai sospetti o confermati ed ancora i suini dovranno essere sottoposti ai controlli sierologici ogni volta che i veterinari lo ritengano opportuno.Sarà fondamentale anche seguire alcune norme igieniche, come ad esempio la periodica disinfezione dei locali di stabulazione, che devono rispettare le norme di benessere animale, delle aree perimetrali e dei mezzi di trasporto del bestiame.Non è la prima volta che in Sardegna scatta l’allarme per la peste suina, visto che lo scorso venerdì 31 gennaio, è stata diagnostica nelle campagne di Villacidro, in un piccolo allevamento a carattere familiare composto da 1 suino adulto e da 8 suinetti, in seguito alla morte della morte dell’unico capo adulto presente. Lanciato l’allarme, il giorno successivo il sindaco di Villacidro attraverso un’ordinanza ha provveduto all’abbattimento ed al sotterramento in loco degli 8 suini ed ancora alla disinfezione del sito aziendale per evitare la diffusione del virus.

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