Alunno lancia il cestino contro l’insegnante VIDEO SHOCK

Lo riferisce l’ex consigliere comunale della Lega Nord di Mirandola che ha pubblicato lunedì 30 ottobre il video, registrato da un compagno di classe, in cui si vede un ragazzo prendere il cestino e lanciarlo verso il volto dell’insegnante.

Lo studente che ha ripreso l’aggressione è stato denunciato per diffamazione aggravata, gli altri due per violenza a pubblico ufficiale (perchè in quel momento l’insegnante stava scrivendo una nota sul registro) e per interruzione di pubblico servizio. L’insegnante, probabilmente esterrefatta ed incredula, non ha neppure reagito alla provocazione ritenendo probabilmente che persino arrabbiarsi sarebbe stato controproducente e comunque inutile. Senonchè l’ennesima bravata di un problematico studente, nato nel 2002, albanese, in una prima dell’istituto professionale Galilei, è stata filmata da un suo compagno di classe, non è chiaro fino a che punto occasionalmente. L’episodio è ben presto finito all’attenzione dei Carabinieri, che ora hanno chiamato due studenti a rispondere, appunto, del lancio dei cestino, in primis, e anche di una matita sempre contro la professoressa – quest’ultimo episodio però non è nel video circolato in rete – ed un terzo, responsabile invece di aver diffuso il video sul Web. “Dell’episodio e del video siamo stati informati con grandissima preoccupazione – spiegano dalla direzione del Galilei – La questione verrà presa in esame con gli strumenti a disposizione delle istituzioni scolastiche”.

Intanto, a scuola, è stato convocato un consiglio di istituto straordinario. Il tutto sarà materia di riflessione nel Consiglio, per tentare di salvaguardare la scuola, l’insegnamento, l’incolumità delle persone, e indurre il ragazzino a dare un senso spendibile alla sua vita.

IL BULLISMO TRA DIFFICOLTÀ DEL SINGOLO E RINFORZO SOCIALE

Il bullismo non è un fenomeno riconducibile alla sola condotta dei singoli, ma riguarda l’insieme dei pari. È facilitato in contesti ove esista una tacita accettazione o sottovalutazione del fenomeno. Nel bullismo si identificano diversi ruoli significativi. Oltre alla vittima e al bullo ci sono i sostenitori del bullo, coloro che difendono la vittima e gli spettatori che sembrano distanziarsi dal gioco perverso che si esplicita sotto i loro occhi. Le dinamiche relazionali distorte rafforzano i comportamenti disfunzionali dei diversi attori. Il bullo subisce una pressione dal gruppo: deve proteggere l’immagine da duro che si è costruita.

La vittima umiliata, spaventata e insicura si vergogna di chiedere aiuto, finché la sofferenza e l’isolamento possono esitare in azioni distruttive. Alla base dei comportamenti aggressivi si riscontra soprattutto l’atteggiamento anaffettivo (mancanza di calore) delle persone che precocemente si sono prese cura del bambino, rinforzato da comportamenti che possono essere indifferentemente troppo permissivi o punitivi. Al contrario non si è dimostrata significativa l’appartenenza ad una particolare classe sociale.

La recente ricerca connessa alla prevenzione dei rischi inerenti lo sviluppo dei comportamenti anti-sociali tra i giovani, ha identificato nel continuum caratterizzato dai due poli aggressività- prosocialità, la modalità attraverso cui si esprime il comportamento sociale di un individuo. L’azione educativa della scuola, nel promuovere comportamenti antitetici al bullismo, ovvero prosociali, favorisce non solo il successo scolastico ma promuove anche lo sviluppo dell’autostima, della socialità.

Per favorire ciò gli insegnanti devono mirare a rafforzare alcune abilità individuali e interpersonali, quali la capacità di riconoscere le proprie emozioni, l’empatia, il problem solving e l’autoefficacia personale. Sono dunque chiamati a ricoprire il ruolo di facilitatori delle dinamiche relazionali di gruppo, integrando la funzione formativa ed educativa ad attività che incoraggino atteggiamenti collaborativi e cooperativi, al fine di creare un clima che favorisca l’apprendimento ed il benessere psicofisico degli alunni. Per fronteggiare il fenomeno non va comunque persa di vista la funzione rieducativa, e non punitiva, dell’istituzione scolastica, sottolineata anche al livello ministeriale attraverso le linee di indirizzo generali per la prevenzione e la lotta al bullismo del 2007.

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