Amazon, comprare senza carta di credito: ecco come funziona pagare in contanti

Per effettuare gli acquisti Amazon non sarà più necessario esclusivamente avere una carta di credito; anche in Italiainfatti è stato lanciato il servizio Ricarica in Cassa con il quale pagare in contanti presso alcuni punti venditaautorizzati.

Molti clietnti apprezzano Amazon principalmente per poter effettuare comodamente acquisti senza spostarsi di casa ma, nonostante tutto, c’è chi non si trova bene a pagare con carta di credito e preferisce il caro, vecchio contante.

Siamo entusiasti di mettere al servizio della popolazione italiana la nostra rete di negozi per offrire il nuovo servizio Amazon Ricarica in Cassa.

Una vera e propria garanzia di acquisto da parte dei clienti Amazon, che sicuramente con il nuovo metodo il gigante in assoluto di Amazon, acquisirà nuovi clienti.

Con “Ricarica in cassa” Amazon consente di fare acquisti senza carte di credito

Per ottenere un esperienza migliore si potrà collegare un codice a barre all’account di Amazon Ricarica in Cassaevitando di generarne uno ad ogni ricarica. Dopo aver scanzionato il codice l’importo sarà immediatamente disponibile per acquistare sul sito.

Per aumentare il livello di sicurezza delle operazioni, il sistema prevede, per ogni ricarica, l’utilizzo di un codice a barreche viene generato direttamente dall’app di Amazon. Il servizio di Amazon ricarica in cassa è un modo rapido e inoltre è senza commissioni un metodo comodo e veloce per utilizzare contanti destinati gli acquisti di Amazon.

Garantire un’esperienza d’acquisto sempre più comoda per i nostri clienti. Ma come funziona di preciso?

Il lancio di un nuovo servizio di Amazon, denominato Amazon Go ha offerto ai commentatori
l’occasione di confrontarsi di nuovo con il tema del lavoro del futuro. È ciò che ha fatto Tim
Dunlop, autore di The Future is Workless (qui una intervista a proposito del libro), con un articolo
apparso sul giornale The Guardian dal titolo Amazon Go means more than just job losses, it will
restructure the economy.
Amazon Go è il servizio di Amazon, per ora disponibile solo per i dipendenti (l’implementazione
sul mercato pubblico è attesa per inizio 2017) che consente di effettuare la spesa senza necessità di
passare dalla cassa, grazie all’uso di tecnologie che consentono di verificare quali prodotti siano
stati presi dal consumatore, così da addebitargli direttamente sul conto una volta lasciato il negozio
l’ammontare della spesa.
Si tratta di un servizio che, insieme ad altre trasformazioni tecnologiche in atto, si prevede avrà
effetti diretti e indiretti su lavoro e società di grande rilievo.
Il ragionamento che l’autore segue, pur non essendo particolarmente originale, risulta interessante
perché ripercorre alcuni topoi della narrativa riguardante il futuro del lavoro.
In sintesi la riflessione ruota intorno ad alcuni punti fondamentali:
Il primo riguarda l’effetto di sostituzione del lavoro dovuto all’automazione, con il rischio di alti
tassi di disoccupazione tecnologica. Si tratta di una tematica classica a livello economico, che
accompagna la riflessione dottrinale da ormai due secoli: ancora prima di Keynes, era stato David
Ricardo ad inizio Ottocento ad esprimersi in tale direzione. Nonostante le previsioni di
disoccupazione tecnologica di massa si siano rivelate infondate rispetto alle precedenti ondate di
innovazione tecnologica – grazie al cd. capitalization effect, per cui il progresso tecnologico porta
ad una aumentata domanda di beni e servizi producendo altri lavori – timori in questo senso sono
tornati alla ribalta, anche in forza di alcuni studi predittivi che hanno sottolineato un elevato rischio
di computerizzazione del lavoro (il più famoso resta quello ad opera di Frey ed Osborne, datato
2013).
In secondo luogo, l’innovazione tecnologica avrebbe portato ad una modificazione del rapporto
tra lavoratore e attività produttive: ad aziende che impiegano i propri lavoratori a tempo pieno e
per tutta la vita, tipiche di un mondo a vocazione manifatturiera, si sostituiscono i giganti
tecnologici leader di un mondo interconnesso, i cui lavoratori sono per natura contingenti e
precari, trattandosi di business che procedono secondo una prospettiva project based.
Da ciò deriverebbe un diverso ruolo dei governi, che più che regolatori dell’attività produttiva ai
fini di un patto sociale che abiliti il sistema economico garantendo alcuni diritti ai lavoratori (è la
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duplice anima del diritto del lavoro, che è diritto di tutela del lavoratore e diritto della produzione),
si dovranno concentrare sulla redistribuzione della ricchezza generata, sempre più nelle mani dei
pochi giganti tecnologici. Anche la promozione di formazione e innovazione sembrerebbe, infatti,
risultare poco efficace di fronte a questi sconvolgimenti. Si giunge così ad un terzo topos, quello
della necessità di un reddito di base incondizionato, che assicuri la sussistenza di tutta la
popolazione e permetta ai lavoratori di muoversi nel mercato con maggiore libertà, senza le
pressioni dovute dalla connessione sussistenza/lavoro. È una prospettiva questa che acquisisce un
favore crescente tanto nel mondo politico quanti in quello dottrinale.
Benché entrati nella discussione comune in maniera dirompente, occorre sottolineare come tali
ricostruzioni ed argomentazioni non trovino il favore di tutti gli osservatori e come esistano diverse
narrative e soluzioni.
Quanto alla disoccupazione tecnologica di massa, non solo risulta allo stato indimostrato che la
trasformazione tecnologica sia qualitativamente diversa, quanto ad effetti, rispetto alle precedenti,
ma le stesse predizioni sul tasso di sostituibilità sono altamente dibattute, come dimostra l’analisi di
Arntz et al., The Risk of Automation for Jobs in OECD Countries, il quale, inoltre, sottolinea
opportunamente come una equazione tra rischio di automazione ed effettiva perdita di lavori
sia concettualmente errata. Essa, infatti, non tiene conto di 3 fattori in particolare: il già
richiamato effetto di capitalizzazione; l’interfacciarsi del fenomeno di trasformazione con fattori di
tipo sociale, economico e legale; il possibile re-skilling della forza lavoro.
Una altra equazione su cui occorre riflettere è quella tra nuove modalità di lavoro e precarietà: la
precarietà del lavoro non è connaturata alle modalità di lavoro date dalle nuove tecnologie.
Tanto le scelte imprenditoriali, quanto quelle legislative influiscono sugli esiti della nuova
trasformazione tecnologica. Da un lato, infatti, esistono aziende tecnologicamente avanzate
all’interno della gig/on-demand economy che hanno fatto la scelta di assicurare ai propri lavoratori
condizioni di stabilità e sicurezza (es. Managed by Q). Dall’altro resta compito dei governi, come
sottolinea efficacemente una Costituzione lavoristica come quella italiana, assicurarsi che
«l’iniziativa economica privata» seppur libera, non si svolga «in contrasto con l’utilità sociale» (art.
41 Cost.).
I governi sono, quindi, chiamati ad attivarsi per creare il giusto sistema di regole per ottenere un
lavoro sostenibile e abilitare gli operatori che devono occuparsi di integrare tale regolazione nei
diversi settori.
Non solo. Contro i rischi di esclusione sociale dovuti ad obsolescenza o carenza delle competenze,
ancora più importante può diventare il ruolo dei legislatori, che devono creare il giusto ecosistema
normativo, tramite politiche attive e sistemi formativi aggiornati, per garantire che i soggetti
possano operare transizioni tra diversi lavori senza pregiudizi. La tecnologia incide sulla
possibilità di costruire una carriera all’interno di una azienda o un settore, ma non su quella di
costruire percorsi professionali coerenti con le aspirazioni dei singoli.
Nonostante si ritengano importanti interventi atti ad assicura la sussistenza di tutte le persone,
soprattutto quando non siano in grado di provvedere al proprio mantenimento perché impossibilitate
alla partecipazione al mercato del lavoro, esistono, quindi, alternative ad un reddito di cittadinanza
che permettano di rispondere alle sfide della trasformazione tecnologica del lavoro che prendano in
considerazione le differenti dimensioni del lavoro nella nostra società. Esso, infatti, non è solo
fonte di reddito (dimensione strumentale del lavoro), ma è anche avvertito come un dovere dai
soggetti al fine di una attiva partecipazione alla società (etica del dovere) e come una forma di
espressione di sé (dimensione espressiva del lavoro) (si veda D. Méda, The future of work: The
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meaning and value of work in Europe).
Il lavoro ha, quindi, un fondamentale ruolo nella costruzione dell’identità dell’essere umano:
una riflessione seria sull’opportunità di un reddito di base deve tener conto anche di questo.
Infine, che si aderisca ad uno scenario sul futuro del lavoro piuttosto che ad un altro, è sempre
fondamentale ricordare come tecnica e tecnologia, al pari del diritto, non sono fattori che si
autodeterminano, ma sono frutto della cultura di una società. Essa non è quindi meramente
soggetta agli input che riceve da questi, ma concorre e deve concorrere a costruire le regole e ad
orientare le tecnologie verso i propri migliori interessi.

Amazon annuncia che i propri clienti italiani possono ora scegliere di ricevere i prodotti ordinati su Amazon.it presso un Pick-up Point in più di 10.000 uffici postali in tutta Italia. I clienti potranno selezionare direttamente su Amazon.it il Pick-up Point con posizione e orari di apertura più adeguati alle proprie esigenze. Il nuovo servizio è disponibile senza costi aggiuntivi.
”Amazon implementa costantemente i propri sistemi di consegna affinché il cliente riceva quello che ha ordinato nel modo più semplice e veloce”, afferma Xavier Garambois, Vice President Amazon Europe Retail. ”Siamo felici di mettere a disposizione dei nostri clienti in Italia la possibilità di ricevere i prodotti presso i Pick-up Point, l’ultima novità in fatto di logistica”.
”Siamo lieti di poter dare ai nostri clienti l’opportunità di ordinare su Amazon.it e di avere i propri ordini consegnati nel punto di ritiro più vicino a loro”, afferma Martin Angioni, Presidente di Amazon Italia Services Srl ”I clienti italiani che non sono a casa nel corso della giornata o che non hanno alcuna persona che possa ricevere la spedizione al loro posto, possono ora programmare di ritirare il prodotto negli orari e nel Pick-up Point più comodi per loro”.
I clienti potranno cercare i Pick-up Point presso gli uffici postali più vicini in base al proprio indirizzo, a un codice postale o a un punto di interesse, scegliendo tra 10.000 punti di ritiro dislocati sul territorio nazionale.
L’opzione di consegna presso un Pick-up Point offre diversi vantaggi: un addetto sarà sempre disponibile al momento della consegna degli ordini fatti su Amazon.it; i clienti potranno pianificare il momento migliore in cui ritirare il proprio ordine nel periodo di tempo disponibile, anche nel corso del weekend. Gli orari di apertura sono segnalati su Amazon.it in modo chiaro accanto al nome dell’ufficio postale.
Al momento dell’acquisto, il sistema mostrerà gli orari di apertura e la posizione di ogni Pick-up Point e i clienti di Amazon.it potranno selezionare l’ufficio postale dove desiderano ricevere il proprio ordine. Se un prodotto risulta troppo voluminoso per poter esser consegnato presso un Pick-up Point, sulla pagina di Amazon.it apparirà la richiesta di scegliere un indirizzo di consegna alternativo.
I clienti potranno ritirare i propri prodotti nel Pick-up Point mostrando la carta d’identità oppure potranno autorizzare una terza persona al ritiro. Amazon informerà il cliente non appena il prodotto sarà consegnato nel Pick-up Point selezionato.
Se il prodotto non dovesse essere ritirato entro i primi quattro giorni, una seconda e-mail ricorderà al cliente di effettuare il ritiro appena possibile. Dopo altri tre giorni, il prodotto sarà reso ad Amazon e il cliente riceverà automaticamente il rimborso.
Inoltre, Amazon.it invierà un’e-mail al cliente per confermare l’avvenuto ritiro del pacco da parte del destinatario o di altra persona autorizzata.
Il servizio Pick-up Point è disponibile per la modalità di consegna 3-5 giorni; è gratuito per i clienti Prime ed è incluso nel costo della modalità di consegna standard (2,80€) per tutti gli altri clienti non abbonati al servizio Prime.
Il servizio Pick-up Point si aggiunge alle altre opzioni di spedizione Amazon. Amazon offre la spedizione gratuita per ordini superiori a 19 Euro in 3/5 giorni. Sottoscrivendo l’abbonamento Amazon Prime a soli 9.99 Euro l’anno, è possibile usufruire di spedizioni illimitate in 2/3 giorni lavorativi e consegna garantita in 1 giorno lavorativo a soli 3,98 Euro per articolo. Per gli acquisti natalizi, con il programma Prime di Amazon.it è possibile effettuare gli ordini fino al fino al 19 dicembre per consegne entro 2-3 giorni. Oppure fino al 18 dicembre per consegne standard in 3-5 giorni. Con la spedizione Mattino sarà possibile ordinare fino alle 18 del 23 dicembre e ricevere i prodotti il 24 entro le ore 12: in tempo per ogni necessità. Per i 44 CAP dell’area Milanese è inoltre disponibile il servizio Spedizione Sera che consente di ricevere il pacco in giornata: ordinando entro le 12 del 24 Dicembre sarà possibile ricevere i prodotti entro la sera stessa.

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ogni giorno sono i negozi online.

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