Amburgo shock, evacuato l’aeroporto 68 persone intossicate da spray al peperoncino: esclusa ipotesi terrorismo

L’aeroporto di Amburgo nella giornata di ieri è stato evacuato in seguito al sospetto sprigionamento nell’aria di una sostanza.Tanta paura e caos all’aeroporto di Amburgo, in Germania, a causa di uno spray al peperoncino, che molto probabilmente è stato gettato via da un passeggero prima dell’imbarco, che ha non solo provocato il panico nello scalo, ma ha anche intossicato 68 persone e per questo motivo l’aeroporto è stato evacuato e chiuso al pubblico per oltre un’ora mentre centinaia di persone sono rimaste ad aspettare che l’allarme rientrasse. Purtroppo dopo quanto accaduto negli ultimi mesi in Europa, tra cui la Germania, e nello specifico dopo che lo scorso 19 dicembre il tunisino Anis Amri ha investito il mercatino di Natale della chiesa di Memoria di Berlino, uccidendo ben 12 persone e ferendone altre 50, all’allerta rimane molto alta, e dunque, quanto accaduto nella giornata di ieri all’aeroporto di Amburgo ha fatto scattare l’allarme, che fortunatamente è rientrato dopo le perquisizioni effettuate dalle forze dell’ordine.

In un primo momento non si era capito di che tipo di sostanza si trattasse, ma nel giro di qualche minuto, sembra essere stato intercettato uno spray al peperoncino che ha provocato l’intossicazione di circa 68 persone, tra staff e passeggeri, che sono state assistite dal personale del servizio antincendio e dalla Croce Rossa Tedesca. I passeggeri e i membri dello staff, improvvisamente hanno cominciato ad accusare determinati sintomi, quali nausea, occhi rossi e lacrimanti, difficoltà di respirazione; decine di persone hanno accusato l’impatto della sostanza, che si sarebbe diffusa nell’ambiente attraverso l’impianto di climatizzazione. Molti degli intossicati sono stati soccorsi sul posto, mentre nove di loro sono stati portati in ospedale per precauzione. Come abbiamo anticipato, inizialmente non si capiva cosa avesse potuto scatenare questa reazione nei passeggeri e membri dello staff, ma poi le perquisizioni effettuate dalle forze dell’ordine nell’edificio hanno risolto l’enigma, ovvero gli agenti hanno ritrovato una bomboletta spray, di quelle che contengono sostanze urticanti, chiarendo così la natura del gas; la bomboletta è stata ritrovata all’interno di un contenitore dell’immondizia, molto probabilmente lasciata li da qualcuno che se ne era disfatto poco prima dei controlli di sicurezza.

Disagi nella circolazione, visto che tredici aerei sono stati coinvolti, e nello specifico due sono stati dirottati a Brema e gli altri hanno dovuto attendere che l’emergenza rientrasse, restando fermi in pista o in volo, nel cielo di Amburgo, senza poter atterrare. Come abbiamo già anticipato, l’aeroporto di Amburgo è rimasto chiuso per oltre un’ora e tanti passeggeri sono stati costretti ad attendere all’aperto ed al gelo; la situazione sembra essere tornata alla normalità, intorno alle ore 13.45 ovvero quando è stata rinvenuta lo spray ed è stata disposta, dunque, al riapertura dell’aeroporto internazionale.

Il tema delle aggressioni con successiva violenza alla vittima – che in molti casi portano anche allo stupro – e sempre più di attualità. L’interrogativo delle persone per bene è: Come potersi difendere efficacemente senza essere grandi e grossi e cattivi, essere cintura nera di arti marziali o essere armati? La risposta più semplice è di usare sempre un livello di attenzione e di prudenza che renda il più difficile possibile il verificarsi di una situazione che potrebbe sfociare in una aggressione.

Però è anche vero che, nonostante le attenzioni, l’aggressione potrebbe sempre verificarsi, e pertanto è importante conoscere uno strumento per la difesa introdotto con la legge 15-7-2009 n. 94 (pacchetto sicurezza), art. 3, comma 32. Il ministro dell’Interno, con regolamento da emanare nel termine di sessanta giorni dalla data di  entrata in vigore della presente legge, di concerto con il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, definisce le caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa, di cui all’art. 2, terzo comma, della legge 18 aprile 1975 n. 110, che nebulizzano un principio attivo naturale a base di oleoresin capsicum e che non abbiano l’attitudine a recare offesa alla persona.

A tutt’oggi questo regolamento non è ancora stato emanato, e pertanto si rimane sempre sull’interpretazione se lo spray oleoresin capsicum sia da considerarsi arma comune, come sostenuto da un ufficio del ministero dell’Interno (salvo tre eccezioni per cui è stato redatto un apposito atto) o non sia da considerarsi tale come dimostrato da numerose sentenze della magistratura. Lo scopo di questo articolo non è quello di entrare nel merito giuridico della questione, peraltro egregiamente trattata dal dott.

Edoardo Mori (magistrato e oplologo di fama internazionale) e pubblicata sul sito www.earmi.it, bensì di spiegare che cosa è lo spray o.c. (d’ora in poi lo chiameremo così per semplificare), quali sono le sue caratteristiche, le varie tipologie, le modalità di impiego e l’effetto prodotto. Lo spray o.c., come strumento di difesa, nasce in Europa negli anni ‘50, su richiesta del ministero delle Poste tedesco, per risolvere il problema dei cani mordaci che nelle campagne tedesche sembra prediligessero i polpacci dei postini. La soluzione adottata fu quella di dotare i postini di una bomboletta contenente dello spray al capsicum da spruzzare sul muso del cane mordace che, a causa della immediata e fortissima irritazione delle mucose con conseguente forte bruciore, cambiava immediatamente idea e si dava alla fuga cercando un posto tranquillo per smaltire l’effetto. Anni dopo, una versione diversa ma sempre contenente spray o.c., venne adottata anche dalle Forze di Polizia tedesche e americane, come strumenti di autodifesa non letali, e diventarono noti anche al grande pubblico, venendo immediatamente adottati anche dai civili che riuscirono così a sventare numerosissime aggressioni.

La capsaicina Lo spray o.c. è basato sul principio attivo del peperoncino, che è la capsaicina, sostanza nota fin dal tempo dei romani e utilizzata in campo medico e culinario, per le sue proprietà stimolanti e digestive. Da un punto di vista scientifico, la capsaicina fu scoperta nel 1816 da P. A. Bucholtz, il quale isolò la sostanza piccante dai peperoncini macerati mediante solventi organici, metodo tuttora utilizzato per estrarre l’oleoresina dai peperoncini. Come tutti i capsaicinoidi, la capsaicina è irritante nei mammiferi e produce una sensazione di fortissimo bruciore nelle mucose, in particolare negli occhi e nella bocca, causando disorientamento e spesso crisi di panico nei soggetti contaminati, che non riescono più ad aprire normalmente gli occhi per un periodo di 20/30 minuti. Tempo più che sufficiente per consentire ad una persona aggredita di sottrarsi all’aggressione. I prodotti difensivi contenenti o.c. sono chiaramente molti, prodotti da aziende europee e di altri Paesi e sono diversi a seconda dell’utilizzo a cui vengono destinati. E’ chiaro che prodotti destinati alle Forze di Polizia per un impiego di ordine pubblico sono completamente diversi da quelli di chi si deve “solamente” difendere da una aggressione. Di questa seconda categoria fanno parte anche i prodotti utilizzati dalla Polizia locale per la difesa personale e per i T.S.O. (Trattamenti Sanitari Obbligatori). In principio fu la Lombardia In questo campo la Regione Lombardia, già nel 2001, iniziò ad occuparsi degli “strumenti di autotutela”, organizzando un convegno rivolto a tutti i Comandi dell’allora Polizia Municipale della regione, per fare scaturire proposte su una nuova normativa regionale. Successivamente venne varata la legge n. 4/2003, con cui venne costituita la Polizia Locale (unificando la Polizia Municipale e la Polizia Provinciale), dove l’art. 18 dava facoltà ai comuni di dotare i propri comandi di Tactical Baton e di spray o.c., rimandando le caratteristiche di questi prodotti e la tipologia della formazione necessaria ad un successivo regolamento, di cui non entreremo nel merito per non annoiarvi. Lo spray o.c. è ormai diffuso in numerosissimi Comandi di Polizia Locale su tutto il territorio nazionale, dove è stato utilizzato più volte in situazioni di pericolo, riuscendo a risolverle senza danni fisici agli operatori e agli arrestati. Anche in numerosi casi di T.S.O., dove il paziente era particolarmente violento si è riusciti a contenerlo senza che nessuno si facesse male e a parte il forte bruciore agli occhi, una volta passato l’effetto non sono rimaste conseguenze. Nel prossimo numero, faremo una carrellata sui prodotti commercializzati in Italia, con una prova comparativa dei prodotti più diffusi sul mercato.

Paura ieri mattina all’aeroporto di Amburgo nel timore di un attentato con sostanze chimiche: lo scalo è stato fatto evacuare e decine di persone, circa settanta, sono rimaste intossicate in modo più o meno lieve. I feriti lamentavano irritazione agli occhi e tosse. L’aeroporto è stato chiuso al traffico per circa un’ora e mezzo e diversi voli sono stati sospesi o dirottati su altri scali. Centinaia di passeggeri sono stati fatti uscire all’aperto e hanno dovuto aspettare fuori al gelo. Indagini sono in corso ma secondo gli inquirenti, da un primo esame, sembrerebbe trattarsi di un gas urticante disperso nell’aria attraverso l’impianto di aria condizionata. Un gas molto diffuso, e divenuto di moda, fra i giovani. A terra è stata rinvenuta una bomboletta di spray al peperoncino. Pare esclusa invece la pista terroristica.

I vigili del fuoco non escludono possa essersi trattato di uno scherzo di qualche balordo: «È probabile che si tratti di spray al peperoncino», ha detto un portavoce. Come lo spray possa essere finito nella hall dell’aeroporto è un mistero, è possibile sia la trovata di qualche burlone. Nell’aria si sarebbe disperso attraverso i condizionatori. Se si dovesse rintracciare il colpevole, il conto da pagare sarebbe salato. In tutto 68 persone hanno segnalato sintomi da intossicazione delle vie aeree: molte sono state curate in punti di soccorso approntati sul posto, nove invece sono state ricoverate in ospedale. I sintomi denunciati erano prurito e arrossamento degli occhi, bruciore alla gola e sapore di peperoncino in bocca. Esami dell’alito dei feriti alla ricerca di altre potenziali sostanze tossiche hanno dato esito negativo: sembra confermata quindi la pista del gas urticante ed esclusa quella di un eventuale attacco chimico.

La cartuccia di spray al peperoncino è stata ritrovata nella cosiddetta “Plaza” dell’aeroporto, la hall dove si trova la struttura principale dei controlli di sicurezza di passeggeri e bagagli. Nell’area, dove si sentiva un forte odore, si era concentrato poi un massiccio dispositivo di unità di soccorso e agenti, circa 120 in tutto. L’aeroporto è rima
sto bloccato fra le 12,32 e le 13,45, solo dopo la gente è stata fatta rientrare. Non si sa di preciso quanti voli siano stati cancellati o diretti verso altri aeroporti. Un portale internazionale dei collegamenti in tutto il mondo indicava diversi dirottamenti da Amburgo su altri scali. Secondo una fonte dell’aeroporto, i voli interessati dall’evacuazione sarebbero stati 13 in tutto, di cui due deviati sull’aeroporto di Brema. Altri hanno girato in tondo a lungo prima di poter atterrare. Fra i passeggeri coinvolti nella chiusura dell’aeroporto anche il presidente uruguaiano, Tabarè Ramon Vazquez, ad Amburgo per un colloqui venerdì con il borgomastro, Olaf Scholz. Il suo aereo presidenziale ha dovuto aspettare all’aeroporto fino all’ordine di riapertura del traffico.

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