Amici, Morgan dopo l’abbandono del talent: “Sono stato offeso e trattato male”

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Davvero grande caos sul noto programma Mediaset condotto da Maria De Filippi, ovvero Amici di Maria De Filippi, dopo l’abbandono improvviso di Morgan, direttore artistico della squadra bianca. La notizia era trapelata alcuni giorni fa ma soltanto nella giara giornata di martedì Maria De Filippi ha confermato l’abbandona di Morgan attraverso un post. “Sono purtroppo costretta a confermare le voci che annunciano l’uscita di Morgan da Amici.

È vero e lo considero un mio fallimento” ha dichiarato Maria De Filippi, che ha sottolineato come il cantante non sia riuscito a “corrispondere alle esigenze dei ragazzi”. Maria ha ammesso pubblicamente le sue colpe, il suo fallimento, ossia di aver voluto credere, più o meno forzatamente alla ragionevolezza di Morgan, alla possibilità di addomesticarne a scopo televisivo il suo spirito anarchico e ribelle.

Per chi avesse seguito il serale, la situazione appare chiara, perché in ogni puntata purtroppo sono nate delle divergenze tra Morgan ed i suoi ragazzi, e tra Morgan ed il pubblico, ma nel corso dell’ultima puntata la situazione sarebbe degenerata al punto che Morgan è uscito dallo studio e Maria si sarebbe seduta sulla poltrona da direttore artistico della squadra bianca. “Voglio dire che sono stato offeso e trattato male, tutto qui” ha esordito Morgan. “Ho offerto loro molte proposte, molto impegno, molta passione e molta professionalità ma mi hanno linciato. Un ambiente dove avviene un linciaggio è normale? No, ovviamente”.Diffusa la notizia nella serata di martedì, Morgan ha postato il suo sfogo attraverso il quale ha detto la sua ed ha ampiamente “diffamato”, il programma e gli autori in generale.

“Il vero mio errore è stato credere che potessero essere genuinamente in grado di un risveglio, ma così non è stato e la mia ingenuità se la sono sbranata come han potuto. Vi ricordo che nonostante i loro disperati tentativi di massacrarmi, anche da fuori, nella gara rimango in vantaggio!!! Gli ho dato talmente tante assegnazioni e materiale che come canzoni possono vivere di rendita per qualche mese. Forza bianchi!” ha continuato. “Qualche giorno fa ho messo a fuoco quello che stava capitando, anche se non avevo del tutto chiaro come ora che finalità aveva tutto questo, ho scritto in forma privata questa desolante forma di richiesta di aiuto ad alcuni veri amici e ora ho deciso di pubblicarla”, è questo quanto dichiarato da Morgan nella giornata di ieri, tornando a sfogarsi.

Nonostante Morgan continui a ribadire di non avere avuto assolutamente alcun problema con “suoi” ragazzi, nel corso della giornata di ieri alcuni di questi nel corso di una conferenza stampa hanno dichiarato “Grande stima per Morgan, ma con lui nessun confronto e noi abbiamo bisogno di un vero coach”. Sono queste le parole di Mike Bird e Shady, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri. “Inizialmente ero felicissimo di avere Morgan come coach mi sono fidato ciecamente di lui per molto tempo. Ma i due problemi sono stati proprio il fattore tempo e il fattore palco. Dopo quattro puntate mi sono reso conto che non avevamo costruito un rapporto funzionale a quello che viene chiesto ad Amici. I pezzi che mi assegnava non erano funzionali a fare una buona prova in puntata“, ha dichiarato Mike Bird e della stessa lunghezza d’onda sembra essere Shady la quale dice di essere molto delusa. “Non lo vogliamo più come coach abbiamo bisogno di un allenatore che stia con noi, si è rotto un rapporto di fiducia”, ha aggiunto Shady.

Morgan? Prima lo vogliono, poi lo cacciano. Ma tornerà

«Ho deciso di perdermi nel mondo, anche se sprofondo, lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove». È signiflcati- vo ancora oggi dover tornare ad Altrove, primo singolo del Morgan solista, lontano anno 2003, per spiegare gli ultimi avvenimenti morganian-de filippici di Amici. Ma a volte pochi versi sanno racchiudere tutta una vita o la vita di tutti. È capacità solo dei più grandi. E Marco Castoldi, in arte Morgan, al netto di qualunque valutazione sul personaggio, è (stato?) uno dei migliori cantautori della canzone italiana. Che poi ancora si torni a parlare dei suoi inciampi in televisione, nulla toglie alla persona. Al più toglie al personaggio. Il che sarebbe anche un bene.

Il problema piuttosto è un altro. Quei versi valgono per la vita di tutti, perché chiunque ha avuto a che fare con difficoltà o errori. Ma Marco Castoldi, almeno mediatica- mente, inciampa più spesso di altri. Anche se al netto della cronaca, delle social-accuse e delle social-difese, degli schieramenti dall’una e dall’altra parte, una cosa va detta: a pagare, alla fine, è sempre Morgan. Siamo in periodo pasquale e rischia di essere blasfemo pensare all’agnello sacrificale.

Il grande antropologo e filosofo francese René Girard preferiva definirlo «capro espiatorio», una figura codificata già nella religione greca, dove veniva identificato un individuo che assumeva simbolicamente su di sé tutte le colpe della comunità e veniva cacciato dalla stessa cosi che gli dei punissero solo lui e non tutti quanti. Oggi, nella società dei mass-media, potremmo chiamarlo «paradosso Morgan». Nel mondo della televisione italiana, dominato dalla mediocrità e dal finto perbenismo, dove tutti si pestano i piedi a vicenda per apparire (peccato capitale cui certo non rinunciamo noi giornalisti, chi con dignità e chi senza), Morgan prende e se ne va, o viene cacciato, prendendosi tutte le responsabilità del caso e portando via la negatività.

Che poi di certo nulla conterà il fatto che oggi la religione sia quella degli ascolti e Amici sia stato sconfitto nella circense sfida del sabato sera da Ballando con le stelle della concorrente Rai Uno. «Pensavo che se c’era una cosa che mi veniva bene fosse fare innamorare di ciò che amo, delle canzoni e dei racconti sulla musica», ha scritto ieri Morgan in un nuovo post sulla sua pagina Facebook. «Non mi occupo di altro, sono un musicista, come altri, amo e parlo di musica non ci tengo a dire la mia in argomenti che non padroneggio».

Non che Morgan non abbia le sue colpe, con i pregi e difetti che lo hanno sempre contraddistinto. Ma che erano ben noti sin da prima della sua designazione a coach della squadra bianca. E ora tutti subito a prendere le distanze. Come ha fatto Elisa, che ieri ha voluto difendere sempre via social con una lunga lettera il proprio ruolo nel programma, nel quale «ho avuto e ho la libertà in cui credo e di cui ho bisogno, senza la quale non sarei venuta». O gli stessi ragazzi di Morgan, con dichiarazioni ufficiali a rimarcare proprio la «libertà» che avrebbero ad Amici. Insomma, il «fallimento» sarà anche di Maria De Filippi, come la stessa conduttrice ha dichiarato, ma è chiaro a tutti che questa storia non farà altro che sommarsi al grande libro di memorie sulle sfortune, le cadute, gli scandali o i chiamateli-come-volete di Marco Castoldi, in (p) arte Morgan.

Il suicidio del padre per debiti, quando Marco aveva solo 16 anni. O l’amore e la figlia con Asia Argento, con la quale il rapporto viaggia a fasi alterne tra scontri più o meno duri (ora è periodo di pace). O la cacciata da Sanremo nel 2010 dopo un’intervista a Max nella quale diceva di fumare crack (la smentita non servi a nulla).

Negli ultimi turbolenti anni a X Factor come giudice, con l’accusa a Sky di non essere stato pagato e la replica dell’emittente che spiegò come i suoi compensi fossero stati pignorati da Equitalia. Tutto fa brodo in televisione, ambivalente divinità in grado di portare tanta fortuna mediatica quanta condanna artistica a Morgan. Che, sia chiaro, nell’accettare di diventare personaggio televisivo ha firmato col sangue un mefistofelico patto con il tubo catodico.
Meglio sarebbe ora davvero lasciarsi portare altrove. Magari non di nuovo nello studio di Amici tra un anno o due. Anche se tutto dipende dalle condizioni di quel contratto siglato con Lucifero.

L’INTERVISTA Morgan come John Belushi in Blues brothers? «L’uscita da Amici per me è un lieto fine. Sono stato riempito di messaggi di solidarietà». Sarà una liberazione anche per Maria. «Le ho scritto per dirle che mi sembra come la regina cattiva di Biancaneve».
E lei è Biancaneve? «Si, sono l’amico dei sette nani, voglio fare concerti con loro, mentre lei è nella sua stanza a fare le pozioni magiche».

Ma non se ne era accorto l’anno scorso, quando è stato chiamato con il ruolo di osservatore?
«L’anno scorso sono stato irretito, mi hanno fatto fare cose di livello, ho potuto suonare Bach, dilungarmi su un raffronto fra Tenco e De Andrè». E quest’anno? «Ho capito sulla mia pelle cosa vuol dire stare in una tv commerciale. Ho visto cose brutte, da film horror, ho visto la manipolazione, sono stato frustrato, non mi facevano frequentare i ragazzi, poi mi facevano vedere dei video dove loro si lamentano di me e, in scena, aizzavano personaggini che mi contestavano. Era inevitabile che finisse con un putiferio». Ieri i suoi ragazzi si sono lamentati con le agenzie di stampa del suo comportamento. «Quello che dicono non è la loro voce diretta, vivono in una situazione buia.

Hanno fatto di tutto per farci litigare. Non mi permettevano di incontrarli, ogni volta che lo chiedevo facevano orecchie da mercante. Ho proposto pezzi sofisticati che avrebbero avuto bisogno di essere spiegati, ma non avevo modo di farlo. Mi censuravano, come quando ho proposto Heyyou dei Pink Floyd, mi sembrava un pezzo perfetto per unire i figli ai padri, spiegando il significato di The Wall. C’era gente che non sa nulla di musica che mi spronava, pensando al prodotto televisivo: dicono che non ti sopportano, vai da loro, digli che fanno o come dici tu o se ne vanno. I ragazzi fanno parte di un sistema, accecati dall’idea del successo, ma vivono come segregati, come schiavi, in case con telecamere e senza finestre. Non possono usare neppure i cellulari. Poi vengono buttati in scena messi sui banconi. Vivono nel panico, altro che talento.

Che si vergognino». Morgan, la rabbia la sta facendo esagerare. «Non è così. Voglio che ci vadano gli ispettori sociali a vedere qual è la situazione. Anche i genitori devono chiedere informazioni. Che fine ha fatto Strego, l’eliminato della prima puntata? Lo tengono ancora lì? Perché?». Ma prima dello showdown di domenica non avete avuto un confronto con Maria?
«Dopo la prima puntata le ho scritto un sms: sono spaventato, le ho spiegato, perché tutti mi facevano i complimenti, mi dicevano sei un grande. Ma per che cosa? Non ho potuto fare un omaggio a George Michael, non ho cantato una canzone di Modugno. Sono stato un grande perché mi sono fatto sbranare come volevano loro?».

E Maria che le ha detto? «Lei è una persona colta, ci si riesce a dialogare, ma ha messo in piedi un meccanismo infernale. Mi ha chiesto: cosa è che ti preoccupa. Le ho risposto: il tuo pubblico che è un non sense, ti torna addosso quello che gli hai dato in questi anni».
Lei i ragazzi del pubblico li ha definiti bimbiminkia.

«Ma io non sapevo neppure cosa significa questa parola. Maria li chiama così. A un certo punto l’ho detto: vi chiamano così, ma Morgan, 45 anni a dicembre non hanno il coraggio di dirvelo, io invece lo dico in faccia» Adesso è finita. «A me non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale, solo a mezzo stampa». Ma perchè ci sono voluti due giorni prima di arrivare a chiudere definitivamente? C’è stata una trattativa? «Hanno avuto due giorni di strizza. Io, nel frattempo, ho scritto anche dei racconti. Come Kafka ho potuto raccontare il Palazzo e come sono brutti quelli che ci stanno dentro. Questa è la tv commerciale. Invece c’è bisogno di servizio pubblico, di Rai. Mettiamo un sonetto di Shakespeare dove c’è il vuoto cosmico culturale».

Nessuno dei suoi colleghi che fanno parte del cast di Amici si è mai lamentato. «Finchè sono burattinabili stanno lì, anche perché sono pagati». Emma prenderà il suo posto. «Non conosco l’opera di Emma. Piuttosto ho conosciuto un tal Rudi Zerbi che fa battute fuori luogo. Ho pensato a Goebbles che dava del tiranno a Pertini». Farà altri talent? «Nelle fabbriche e faccio vincere il miglior operaio. Ma Strego dov’è?». De Filippi reagisce: «Stop alle nefandezze».

Alle parole di Morgan è seguita la reazione (a mezzo comunicato) di Maria De Filippi. Ecco le sue parole: «Fino ad ora resisto nell’intento di non farmi influenzare dalle nefandezze che, come da altri previsto, sono uscite puntualmente dalla bocca di Morgan. Continuo a pensare a lui come ad un uomo pieno di doti elevate e rare e non voglio mortificare la mia intelligenza, entrando in “lite” e stilando una lista di accuse. Annoierei chi le cose già le sa e mi direi da sola alcune ovvietà tipo “non lo sapevi prima di invitarlo che Morgan dà sempre fuoco a tutto, per il solo gusto di farlo?”.

Si, lo sapevo e come detto, ho sbagliato a credere che dandogli la libertà potesse trovare finalmente modo di far conoscere se stesso e le cose che sa. A me piacciono e avrei voluto condividerle. Poi però non mi va che nel fango ci finiscano i programmi, chi ci partecipa, il pubblico che magari li segue o i tanti che ci lavorano. Questo è il mio lavoro. Non scrivo poesie, non faccio musica, non suono nessuno strumento, ma non per questo mi sento colpevole».

«E mentre ribadisco – prosegue De Filippi – che non faccio tante belle cose, non faccio nemmeno quello di cui annaspando, Morgan ci accusa. Una settimana fa dichiarava corampopulo che Amici è la libertà, che ad Amici ha potuto fare quello che da nessun’altra parte in precedenza aveva mai ottenuto di poter fare e poi ieri invece gridava al complotto, alla macchinazione e alla manipolazione. Noi il male, lui il bene. Però noi siamo sempre noi e qualcosa non torna». «Spero tanto – sottolinea – di non ritornare più su questa storia. Oggi i ragazzi “manipolatissimi” hanno avuto un incontro con le agenzie stampa nazionali e hanno raccontato quello che volevano e come volevano, rispondendo a tutte le domande. Io non andrei oltre e auguro a tutti tanta serenità».

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