Ancona, muore bruciato vivo nel suv sotto gli occhi della figlia

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Vittorio Mallucci viveva a Corinaldo .Addetto al commerciale, Vittorio Mallucci ha lavorato come manager perdiverse aziende primaa Torino, poi a Rimini e perultimo a Fano. Era nato il 2 gennaio 1961. Si era trasferito da Torino a Corinaldo ormai da ventanni. Appassionato di fuoristrada, era solito fare delle gite soprattutto la domenica guidando perle strade di campagna, proprio come ieri.

ARCEVIA Lo schianto contro un muretto, poi il suv si ribalta due volte e prende fuoco. Una tragedia costata la vita a Vittorio Mallucci, 56enne originario di Torino ma da tempo residente a Corinaldo. Intrappolato tra i rottami dell’auto in fiamme, sotto gli occhi della figlia quattordicenne che viaggiava con lui, rimasta gravemente ferita ma fuori pericolo. La ragazzina ha tentato disperatamente di liberare il padre mentre la Range Rover era invasa dal fumo e dalle fiamme. Più volte ha provato a portarlo fuori, ma con le sue forze non ce l’avrebbe mai fatta. Ha chiamato i soccorsi con il cellulare, ma non è riuscita a spiegare dove si trovava ed è stata poi localizzata grazie al telefonino. Nel frattempo però aveva deciso di andare a chiedere aiuto ed era arrivata fino a un agriturismo, dove è stata soccorsa dal titolare e da alcuni clienti, tra cui un carabiniere libero dal servizio.

La ragazzina ha percorso a piedi quasi due chilometri da Contrada Caudino, frazione di Arcevia dove si è verificato l’incidente, intorno alle 15 e 40, fino all’agriturismo La Collina di Biducci dove finalmente ha trovato delle persone che hanno potuto attivare i soccorsi,
chiamando il 118 e dirigendosi poi verso il fumo che vedevano in lontananza, muniti di un estintore. «Vi prego aiutate mio padre» è riuscita a dire prima di svenire, stremata. Si è poi ripresa poco dopo raccontando che aveva attraversato i campi, senza seguire la strada per fare prima, in cerca di qualcuno a cui chiedere aiuto. Era passata anche dentro una proprietà privata dove un cane l’aveva morsa ma non aveva trovato nessuno. Aveva quindi continuato a camminare, in precarie condizioni ma spinta dall’adrenalina che le ha dato la forza di non sentire il dolore e affrontare gli ostacoli che si era trovata di fronte. Raggiunta la meta, barcollando, è poi crollata.

La 14enne sotto choc non è riuscita a rendersi conto subito di dove fosse avvenuto l’incidente. In volo intanto si è alzata l’eliambulanza da Torrette mentre i vigili del fuoco di Senigallia hanno raggiunto Ostra Vetere. La prima telefonata concitata arrivata al distaccamento non aveva permesso loro di capire bene dove fosse avvenuto l’incidente. Intorno alle 16, quando sono partiti i soccorsi, nemmeno l’elicottero sanitario riusciva a trovare il luogo esatto, trattandosi di una strada impervia ma, seguendo il fumo che proveniva dall’incendio, è poi atterrata vicino all’agriturismo. I sanitari hanno soccorso la minore, portata al pronto soccorso di Torrette con un codice rosso, ma non è in pericolo di vita. Era rimasta intossicata dal fumo e presentava ferite per via della corsa tra i campi e rovi, oltre al morso del cane.

Sul posto è intervenuta anche un’ambulanza da Cagli, visto che l’incidente è avvenuto in una zona al confine tra i comuni di Arcevia e Sassoferrato e a pochi chilometri dal territorio della provincia di Pesaro. I vigili del fuoco di Arcevia hanno raggiunto Contrada Caudino quando la macchina ancora ardeva. Dentro il corpo ormai carbonizzato del 56enne. Hanno lavorato a lungo per domare le fiamme che avevano distrutto anche il veicolo, di cui è rimasta solo la carcassa. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri di Arcevia, della compagnia di Fabriano. Nel tardo pomeriggio la notizia ha raggiunto anche Corinaldo dove abitava la vittima, padre di tre figli, in Strada dei Piani di Appresso.

«Sono sconvolto per quanto accaduto – le parole del sindaco Matteo Principi – Vittorio era un babbo dolce e molto simpatico oltre che collaborativo. Ricordo che aveva partecipato sempre con entusiasmo alle iniziative organizzate nelle scuole frequentate dalle figlie. Era originario di Torino ma abitava a Corinaldo daoltre venti anni».

Le strade sterrate e i fuoristrada erano la sua passione oltre alla Range Rover, un vecchio modello, a cui era particolarmente legato. Proprio lei lo ha tradito mentre passava sopra il breccino di una strada che non ha nemmeno un nome. Una stradina di campagna in Contrada Caudino. Un percorso che comunque la vittima conosceva bene. Spesso con il suo fuoristrada l’aveva attraversata in passato. Ieri però improvvisamente ha perso il controllo dell’auto che prima è andata a schiantarsi contro un muretto. Un impatto violento perché poi il contraccolpo l’ha portata a ribaltarsi finendola sua corsa in mezzo alla carreggiata.

ARCEVIA «Vi supplico, salvate il mio papà». Sono le terribili parole che la quattordicenne uscita viva per miracolo dalla Ran- ge Rover ribaltata e in fiamme ha sussurrato prima di svenire, appena arrivata nell’agriturismo “La Collina di Biducci” dopo due chilometri di marcia nei campi. «Sono stati i bambini che giocavano fuori ad avvertirmi – racconta Valentina, che stava servendo ai tavoli del ristorante – Affacciandomi alla porta finestra delle cucine ho visto una ragazzina che barcollava. Era in difficoltà. Più per terra che in piedi, sorretta da tanto coraggio. Gli sono andata incontro e fatto chiamare il 118». Valentina però non aveva collegato l’arrivo della ragazzina con l’incidente avvenuto ad un chilometro più in là verso Caudino dove Marco, il titolare dell’agriturismo “La Collina di Biducci” con quattro amici-clienti, una decine di minuti prima era corso per dare aiuto, chiamati da un cliente che ave- vavistoilfumo.

«L’incidente era avvenuto sulla strada che passa davanti all’agriturismo – spiega ancora Valentina – mentre la ragazzina veniva dal campo di sotto e poi quando è rinvenuta mi ha detto più volte che, vicino al bosco, era stata morsa da un cane». Mentre l’eliambulanza atterra sul campo vicino all’azienda, la ragazzina a sprazzi racconta quello che gli era successo. Allora chi gli sta a intorno capisce l’incubo che ha appena vissuto.
Lo sforzo immane per uscire dalla macchina, l’appello accorato del papà che non riesce a liberarsi. Lei che ci prova e non ce la fa. Il fumo e la corsa a perdifiato verso quelle case dove spera di trovare aiuto. La scelta di tagliare per i campi, di non seguire la strada per raggiungere quel borgo che vede lontano e quel maledetto cane che gli fa la fuga e la morde perché è entrata in una proprietà privata. Mentre Valentina, Francesca, Maria e Mirco soccorrono la ragazza nel ristorante, Marco Biducci con i suoi amici con gran coraggio provano a spegnere il fuoco del suv.

«È stato un cliente, partito da poco ad informarci che c’era una macchina ribaltata in mezzo alla strada verso Caudino con del fumo che usciva dal cofano – spiega Marco -. Pertanto ci siamo precipitati con gli estintori». Affranto, racconta di fiamme alte quasi dieci metri che da subito sono state impossibili da domare. «Prima ha preso fuoco l’interno della macchina, la moquette, i sedili, poile gomme e i finestrini sono esplosi, abbiamo addirittura visto la vernice della macchina fondere e colare. Ci sono state delle esplosioni e poi la macchina si è trasformata in un enorme palla di fuoco che bruciava anche la vegetazione intorno».

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