Andrea Orlando, quale Pd

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In queste ore difficili per la comunità del Partito Democratico continua, però, anche il fenomeno opposto e cioè quello delle persone che meditano di non rifare la tessera proprio a causa della scissione. “Tutti si scindono, tra poco si scinde l’atomo”. Tra minacce di scissione e tentativi di dialogo, la lunga traversata del Partito democratico ha portato a una conclusione, almeno così sembrerebbe: il 30 aprile si svolgeranno le primarie e il 7 maggio l’eventuale ballottaggio o l’assemblea nazionale per la proclamazione del nuovo segretario del partito.

Il riferimento è al circolo Dozza.

Primo tema, ovviamente, la scissione: “Dispiace molto, abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse”. Fisco e lavoro (referendum Cgil sui voucher) sono destinati ad occupare la scena su questioni che chiamano in causa l’identità e la tenuta del Pd, a partire da una base dem che ha buoni motivi per sentirsi spaesata. Per scoprirlo bisogna andare a vedere la situazione circolo per circolo. “Quindi è giusto che Padoan abbia tutte le rassicurazioni” ha proseguito Renzi che ha aggiunto: “Sono sicuro che Gentiloni e Padoan faranno un ottimo lavoro”. Possibile che il problema della sinistra in Italia sia Renzi? “A D’Alema dico, non scappare, vieni, corri e vediamo chi ha più consenso e più voti”.

Mi è capitato più volte di ascoltare Salomon Resnik, il grande psicoanalista cosmopolita scomparso pochi giorni fa. “E oggi che ne sono fuori sono ancora più covinto che l’Italia sia un Paese meraviglioso”. “Aspettiamo sempre Renzi alla Bolognina”. “L’uomo ha ambizioni modeste, sa bene che non prende il 40 per cento, e punta a portare in Parlamento un gruppo di fedelissimi che gli ubbidiscano”, disse D’Alema, lasciando intendere che non ci sarebbe stato un congresso vero. Qualche sassolino tuttavia scappa: “Non possiamo utilizzare il linguaggio populista, ma dobbiamo offrire soluzioni realistiche al nostro popolo”. Invece sono stati in più di quattrocento a presentarsi all’appuntamento. Lo ha detto Andrea Orlando alla Spezia dove ha presentato la candidatura alla segreteria del Pd. Ma le primarie, alla fine, chi le vincerà? Ci rivolgiamo ai giovani, alle donne, ai pensionati e ai piccoli imprenditori cui le banche, se danno loro un mutuo, chiedono in garanzia le case, mentre i grandi debitori non pagano i debiti con le banche e il governo li fa poi pagare ai cittadini.

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