Annuncio shock di una mamma su Facebook: “Cerco malato di morbillo che contagi mia figlia”

Purtroppo mentre continuano a crescere i contagi di morbillo, una giovane mamma ha postato un annuncio shock su Facebook: “Cerco qualcuno che contagi mia figlia”. Poi ha fatto marcia indietro: “Era una provocazione”.

“AAA cercasi morbillo”. E’ il titolo dato a un discutibilissimo post apparso su Facebook e pubblicato in svariati gruppi del social network. “Non è una bufala”, ha spiegato l’autrice del post, Debora Guidi da Forlì, che nelle righe successive motivato il perché di questa ricerca di un ‘untore’:

“È l’unica malattia esantematica per cui non si è autoimmunizzata mia figlia. Cerco un contagiato per tentare di contrarre il virus”. Come se non bastasse la donna offre persino una ricompensa all’untore: “Frutta e verdura di stagione o altri beni materiali da concordare”. Il post che ha scatenato molte reazioni, soprattutto avverse, tanto da essere stato bannato dai gruppi dove era comparso. “Si trattava una palese provocazione – ha spiegato solo in seguito la signora Guidi – proprio per denunciare questo clima da linciaggio che si è andato a creare”.

Quale sia il motivo reale che ha spinto la donna a pubblicare l’annuncio di “ricerca morbillo” è ignoto a tutti. Nel frattempo, però, il Bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità sul morbillo rivela che sono in continuo aumento i casi della malattia malattia esantematica.

Nell’ultima settimana – ovvero quella dal 24 al 30 luglio – i nuovi casi sono stati 159, portando il totale (provvisorio) del 2017 a 4.001 casi, tre dei quali hanno causato la morte del paziente. La stragrande maggioranza delle persone che hanno contratto il virus non era vaccinata (l’89%), contro il 6% di coloro che invece erano state vaccinate con la prima dose – gli esperti ricordano che avere una copertura ottimale è necessario ricevere il richiamo del vaccino. La regione più colpita è stata il Lazio con 1.333 casi, di cui 63 registrati nell’ultima settimana.

Cos’è il morbillo?

Il morbillo è una malattia virale infettiva che può essere contratta da persone non immuni di qualsiasi età. Negli adulti le complicazioni sono ancora più frequenti che nei bambini. Il virus del morbillo si trasmette attraverso colpi di tosse o starnuti (goccioline infette) o indirettamente tramite superfici contaminate. Alcuni giorni dopo il contagio compaiono i primi sintomi, simili a quelli dell’influenza: febbre, raffreddore, tosse persistente, ma anche irritazione degli occhi con ipersensibilità alla luce (fotofobia). Dopo un primo fugace abbassamento, la febbre riprende a salire rapidamente il quinto giorno; nel contempo, sul viso appaiono le tipiche macchie rosse (esantemi) che progressivamente si diffondono su tutto il corpo. Dal momento della guarigione clinica il sistema immunitario rimane indebolito ancora per alcune settimane. Non esiste un trattamento specifico per il morbillo, è solo possibile alleviarne i sintomi. In circa il 10 per cento delle persone che la contraggono, questa malattia causa complicazioni in parte gravi (7–9 % otite, 1–6 % polmonite, 0,6 % convulsioni febbrili, 0,1 % encefalite) che rendono necessario un ricovero in Il morbillo in breve ospedale. Malgrado l’ottima assistenza medica in Europa, un caso su circa 3000 ha un decorso mortale. Il morbillo, dunque, è una malattia da prendere sul serio che, dal momento della sua insorgenza, richiede una reazione immediata per impedirne la propagazione.

Il morbillo nel mondo

A livello planetario, il numero di decessi causati dal morbillo è sensibilmente diminuito grazie alle vaccinazioni. Nondimeno questa malattia rimane in tutto il mondo una delle principali cause di morte tra i bambini. Nel 2011, in Europa, oltre 32 000 persone sono state colpite dal morbillo, dieci casi hanno avuto un esito letale. L’Organizzazione mondiale della sanità e i suoi Stati membri sono attualmente impegnati per eliminare il morbillo in Europa. Un intento realizzabile solo a condizione che il 95 per cento della popolazione di ogni paese sia vaccinato. Nel 2000, il morbillo ha causato 548 000 decessi. Nel 2011, il morbillo ha mietuto 158 000 vittime, per la maggior parte bambini con meno di cinque anni, residenti nei paesi in sviluppo africani e asiatici.  Tra il 2000 e il 2011, grazie alla vaccinazione, il tasso di mortalità è diminuito del 71 per cento in tutto il mondo. L’eliminazione del morbillo permette di evitare ancora più decessi. Diversi paesi e continenti sono riusciti a debellare il morbillo: la Finlandia, ad esempio, ha registrato solo qualche raro caso dal 1996. Il continente americano (Nord e Sud) ha eliminato il morbillo dal 2002 e l’Australia dal 2008. Negli altri paesi scandinavi, nei paesi Bassi, in Portogallo, nella Repubblica Ceca, in Ungheria e in alcuni paesi asiatici come il Giappone, Taiwan e le isole del Pacifico meridionale l’eliminazione del morbillo è ormai imminente.

Il morbillo in Svizzera

Dall’introduzione della vaccinazione, i casi di morbillo sono sensibilmente di ­ minuiti, ma poiché la copertura vacci ­ nale della popolazione è ancora troppo bassa per fermare la diffusione di que ­ sto virus, lo scoppio di epidemie è una realtà ancora ricorrente. Nel 2012 in Svizzera sono stati dichiarati 65 casi, di cui per il 40 per cento si trattava di pa ­ zienti di età compresa tra i 10 e i 19 anni e per il 43 per cento di età superiore ai 20 anni. La situazione vaccinale era nota per 56 casi (86 % del totale): 8 di essi (14 %) avevano ricevuto una sola dose di vaccino contro il morbillo, 2 (4 %) due dosi e 46 (82 %) non erano stati vacci ­ nati. 12 (19 %) dei 64 pazienti per i quali sono disponibili informazioni dettagliate sono stati ricoverati. Nel 2011 sono stati dichiarati dieci volte più casi del 2012. Le cifre relative al morbillo in Svizzera: In Svizzera, in media l’85 per cento dei bambini di due anni è stato vaccina ­ to con due dosi di vaccino e il 93 per cento con almeno una dose. Queste percentuali variano sensibilmente da un Cantone all’altro. Il 77 per cento delle persone di età com presa tra i 20 e i 29 anni ha ricevuto due dosi di vaccino e il 93 per cento almeno una.

Un’ Europa senza morbillo entro il 2018!

Questo è l’obiettivo dichiarato dagli Stati membri della regione europea dell’Organizzazione mondiale della sa ­ nità (OMS), di cui fa parte anche la Sviz ­ zera. La diffusione del virus del morbil ­ lo può essere fermata se almeno il 95 per cento della popolazione è vacci ­ nato con due dosi di vaccino. I paesi dell’OMS regione Europa perseguono l’eliminazione del morbillo dal proprio territorio. «Eliminazione» significa che i casi di morbillo diventeranno molto sporadici e, grazie a un tasso di co ­ pertura vaccinale sufficientemente ele ­ vato e a misure di controllo dei focolai, non saranno più in grado di innescare un’epidemia. Viste le condizioni qua ­ dro internazionali, anche la Svizzera ha deciso di inserire questo obiettivo di co ­ pertura vaccinale nel programma nazio ­ nale di vaccinazione sostenuto dal Con ­ siglio federale e, in pratica, da tutte le organizzazioni mediche. L’eliminazione del morbillo in Svizzera e in Europa im ­ pedirà anche l’esportazione di questa malattia verso altri paesi.

Raccomandazioni di vaccinazione

In generale, si raccomanda di vaccinare i lattanti: a 12 mesi per la prima dose di vaccino e tra i 15 e i 24 mesi per la seconda (rispettando un intervallo minimo di un mese tra le due dosi). a partire dai 9 mesi se il bambino frequenta strutture di accoglienza collettiva (asili nido, madri diurne). La seconda dose dovrà essere somministrata tra i 12 e i 15 mesi. a partire dai 9 mesi in caso di epidemia o dai 6 mesi in caso di contatto con un malato. La vaccinazione dei bambini di età inferiore a sei mesi è sconsigliata, in quanto gli anticorpi materni sono ancora presenti e renderebbero inefficace la vaccinazione. Si consiglia una vaccinazione di recupero a tutte le persone nate dopo il 1964 in poi non (completamente) vaccinate o che non hanno mai avuto il morbillo.

Il vaccino

I primi vaccini contro il morbillo risalgono agli anni 1960. In Svizzera, dal 1985 si raccomanda la somministrazione di una vaccinazione combinata contro morbillo, parotite e rosolia (MPR). Il vaccino contiene virus attenuati di queste tre malattie, nonché sostanze che servono a stabilizzarlo e conservarlo (p. es. neomicina, lattosio, sorbitolo, mannitolo). Non contiene mercurio (tiomersale) e alluminio ed è privo di adiuvanti. Esiste pure un vaccino solo contro il morbillo.

Gli effetti indesiderati

Si conoscono bene gli effetti indesiderati della vaccinazione MPR utilizzata da più di 25 anni e anche quelli rari sono stati studiati a fondo. Come ogni vaccinazione, anche la MPR può causare una reazione locale di breve durata nel punto di inoculazione, contraddistinta da dolore, arrossamento e tumefazione. Nel 5–10 per cento dei casi, trascorsi tra i 7 e i 12 giorni, possono manifestarsi febbre, macchie rosse cutanee o un leggero rigonfiamento delle ghiandole salivari parotidi nella cavità orale. Sporadicamente, una febbre alta può provocare convulsioni febbrili e, ancora più raramente, la vaccinazione MPR può comportare una diminuzione temporanea del numero di piastrine. Effetti indesiderati gravi come l’encefalite (infiammazione del cervello) sono estremamente rari. A volte, nelle donne che si sottopongono alla vaccinazione dopo la pubertà, possono comparire dolori articolari transitori. Gli effetti indesiderati gravi della vaccinazione MPR sono nettamente meno frequenti rispetto alle complicazioni gravi del morbillo.

L’efficacia della vaccinazione Con la somministrazione di due dosi del vaccino MPR la copertura vaccinale contro il morbillo raggiunge il 95 per cento circa, quella contro la parotite supera il 90 per cento e quella contro la rosolia è del 98 per cento. Nella maggior parte delle persone completamente vaccinate la protezione dura per tutta la vita. Sono necessarie due dosi, poiché dopo la prima dall’1 al 10 per cento delle persone vaccinate non sviluppa una risposta immunitaria sufficiente per essere protetto, mentre con due dosi il numero scende al massimo al 5 per cento. La seconda dose permette quindi di sviluppare degli anticorpi protettivi alla maggior parte di coloro che non hanno risposto alla prima. I costi della vaccinazione MPR Per i bambini i costi della vaccinazione sono coperti dalle casse malati nel quadro dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Per favorire i recuperi, la vaccinazione MPR è esente da franchigia fino al 2015 per tutti i nati dal 1964 in poi, il che significa che le casse malati si fanno carico dei costi, salvo l’aliquota a carico del paziente, che ammonta comunque a pochi franchi. Perché in Svizzera la copertura vaccinale della popolazione è insufficiente? La situazione è molto differente da un Cantone all’altro. Mentre alcuni di essi hanno praticamente raggiunto il 95 per cento di copertura vaccinale nei bambini di due anni di età con le due dosi di MPR necessarie per l’eliminazione del morbillo, altri sono fermi al 50 per cento. Ciò può essere attribuito alla variabilità delle implicazioni politiche e dei sistemi sanitari, ma anche a differenze culturali. Molto spesso si sente dire che il morbillo è benigno, benefico per lo sviluppo del bambino o che la vacci ­ nazione è responsabile di malattie gravi come il cancro, il diabete o l’autismo. Si tratta di voci infondate: la sicurezza dei vaccini è strettamente controllata a livel ­ lo nazionale e internazionale. Una parte delle mancate vaccinazioni è dovuta a dimenticanza. Per non perde ­ re più alcun appuntamento vaccinale, il sito www.lemievaccinazioni.ch mette a disposizione un libretto elettronico delle vaccinazioni.

Proteggere le persone che non possono essere vaccinate Vaccinandosi, oltre che se stessi si proteggono anche tutti coloro che non si possono far vaccinare per motivi medi ­ ci o perché sono troppo giovani. Inoltre il vaccino si rivela inefficace nel 5 per cento delle persone vaccinate. Vaccinarsi, quindi, significa anche compiere un gesto di solidarietà, sia verso le persone vulnerabili in Svizzera, sia verso il resto del mondo evitando l’esportazione del morbillo. Chi non dovrebbe farsi vaccinare contro il morbillo? Il vaccino non deve essere somministrato alle persone immunodepresse, a chi assume farmaci immunosoppressori (specialmente cortisone ad alto do ­ saggio) o sa di avere una forte allergia a un componente del vaccino. Le donne incinte per precauzione non dovrebbero farsi vaccinare contro il morbillo. Solidarietà con i più poveri L’Europa è responsabile dell’esportazione di numerosi casi di morbillo in tutto il mondo, in particolare verso quei paesi che hanno già eliminato questa malattia, vanificando così gli sforzi compiuti per raggiungere questo traguardo ed esponendovi la parte di popolazione non immunizzata (neonati, perso ­ ne immunodepresse). Nei paesi in cui la malnutrizione è molto diffusa e l’accesso alle cure mediche è limitato, ciò può avere conseguenze drammatiche. Eliminare il morbillo in Europa, quindi, significa anche tutelare le popolazioni meno privilegiate.

Perché il morbillo è una malattia altamente contagiosa Il morbillo è una malattia altamente contagiosa che si trasmette attraverso goccioline. Per contrarla è sufficiente trovarsi nel medesimo locale di una persona infetta che tossisce o starnutisce (già quattro giorni prima della comparsa degli esantemi). Anche nei casi in cui la malattia non presenta complicazioni il suo decorso è lungo e fastidioso. Non vi è una terapia specifica contro la malattia; si può solo alleviare i sintomi.

Per evitare complicazioni e decessi In circa il 10 per cento dei pazienti, il morbillo ha complicazioni serie che rendono necessario il ricovero in ospedale. Spesso viene riscontrata l’otite media (7–9 % dei casi) e la bronchite, in alcuni casi la polmonite (1–6 %) o l’encefalite virale (0,1 %). L’encefalite è un’infiammazione del cervello che richiede il ricovero in cure intense e può provocare danni permanenti o addirittura la morte. In Europa, i decessi dovuti a complicazioni del morbillo, soprattutto a polmoniti o encefaliti sono rari (in media un decesso su 1000 a 3000 casi notificati di morbillo). La rarissima panencefalite sclerosante subacuta (PESS), che può manifestarsi anni dopo aver contratto il morbillo, è sempre una complicazione con un decorso letale. L’infezione aumenta il rischio di aborto spontaneo nelle gestanti. Il tasso di complicazioni e ospedalizzazioni è maggiore tra gli adulti e i lattanti che tra i bambini in età scolare.

Come fare per eliminare il morbillo in Svizzera? Nel dicembre del 2011, il Consiglio federale e la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) hanno approvato l’adozione di una strategia nazionale per l’eliminazione del morbillo entro il 2015. Per eliminare il morbillo è necessario uno sforzo congiunto da parte di Confederazione e Cantoni, nonché di tutte le organizzazioni e di tutti gli specialisti dei settori della sanità, dell’istruzione e della formazione. L’elemento cardine della strategia a eliminare il morbillo consiste nella vaccinazione dei bambini secondo il calendario vaccinale svizzero e di tutti i bambini, giovani e adulti nati dal 1964 in poi e non ancora immunizzati. A tale scopo, sono necessari provvedimenti di comunicazione e offerte di vaccinazioni di recupero. Consiglio: per non dimenticare alcun appuntamento vaccinale basta creare un proprio libretto elettronico delle vaccinazioni sul sito www.lemievaccinazioni.ch che ricorderà il termine di vaccinazione. In presenza di casi (sospetti) di morbillo occorre intervenire immediatamente per interrompere la catena del contagio e arginare i focolai. Una persona infetta è contagiosa già quattro giorni prima della comparsa della tipica eruzione cutanea e fino a quattro giorni dopo la sua scomparsa. Per questo motivo, isolare il malato non è sufficiente per impedire il contagio. Occorre anche che le persone non immunizzate entrate in contatto con quest’ultimo restino in quarantena (ad esempio imponendo l’esclusione dall’asilo nido, dalla scuola o eventualmente dal lavoro) per l’intero periodo di incubazione del virus (fino a tre settimane). Durante tale periodo possono diventare inconsapevolmente contagiose e trasmettere il virus senza rendersene conto. Le persone non immuni che entrano in contatto con un paziente affetto da morbillo possono proteggersi facendosi vaccinare entro 72 ore (3 giorni) dal primo contatto.

Cosa significa «eliminazione del morbillo»? «Eliminazione» significa che i casi di morbillo diventeranno molto sporadici e, grazie a un tasso di copertura vaccinale sufficientemente elevato e a misure di controllo dei focolai, non saranno più in grado di innescare un’epidemia. È davvero possibile eliminare il morbillo? Sì. L’intera America del Nord e del Sud e alcuni paesi come la Finlandia o l’Australia ci sono riusciti già da diversi anni e molti altri paesi stanno per raggiungere questo obiettivo. Eliminare il morbillo è possibile aumentando la copertura vaccinale della popolazione (almeno il 95 per cento di tutte le fasce di età vaccinato con due dosi). Non è meglio rimandare la vaccinazione e dare ai miei figli l’«opportunità» di contrarre la malattia? No. Il morbillo non è una malattia innocua e non rafforza il sistema immunitario, anzi lo indebolisce al punto che, Domande e risposte ricorrenti anche a distanza di settimane dalla guarigione clinica, fatica a ristabilirsi. Inoltre l’immunità conferita dalla malattia non è migliore di quella generata con la vaccinazione, che permette di evitare sofferenze, complicazioni, ospedalizzazioni e decessi. Un bambino che contrae il morbillo non può frequentare il nido, l’asilo o la scuola fintanto che non è guarito e durante questo periodo i genitori devono provvedere al suo accudimento. Inoltre i bambini venuti a contatto con una persona malata devono restare a casa per tutto il tempo di incubazione (21 giorni) al fine di evitare di diffondere la malattia. Cosa significa «copertura vaccinale»? La copertura vaccinale indica la percentuale di persone di un gruppo definito, vaccinate contro una determinata malattia. Il relativo valore può essere stabilito per un’età specifica oppure per l’intera popolazione. Nel caso del morbillo, in generale, la copertura vaccinale si riferisce ai bambini di due anni, in quanto a questa età la vaccinazione dovrebbe essere stata eseguita. Secondo dati recenti, questa copertura si situa al 93 per cento per la vaccinazione con almeno una dose di vaccino e all’85 per cento per quella con due dosi. Per interrompere la propagazione del virus del morbillo, ossia per raggiungere un’immunità collettiva, sono però indispensabili una copertura vaccinale del 95 per cento con due dosi nei bambini di due anni e vaccinazioni di recupero negli adulti nati dal 1964 in poi che non hanno avuto il morbillo. Per le persone nate nel 1963 o prima, si parte dal presupposto che praticamente tutte abbiano già contratto il morbillo e ne siano pertanto immuni. Perché il vaccino contro il morbillo è generalmente combinato con quelli contro la parotite e la rosolia (vaccino MPR)? Si raccomanda di vaccinare i bambini contro ciascuna di queste malattie alla stessa età. Anche la parotite e la rosolia possono avere conseguenze gravi. Pertanto, parallelamente all’eliminazione del morbillo, l’OMS e la Svizzera si adoperano per eliminare la rosolia e diminuire fortemente i casi di paro­tite. La combinazione dei tre vaccini consente inoltre di ridurre il numero di iniezioni. Posso far vaccinare mio figlio solo contro il morbillo? Sì. L’Ufficio federale della sanità pubblica raccomanda l’uso di un vaccino trivalente (vaccino MPR). Ma sul mercato è disponibile anche un vaccino monovalente che protegge solo dal morbillo. È pericoloso ricevere più di due dosi di vaccino MPR? Non sussiste alcun pericolo. Una persona che non sa se è stata vaccinata o no può senz’altro farsi vaccinare se lo ritiene opportuno. Eventuali dosi somministrate in eccesso vengono neutralizzate dagli anticorpi già presenti.

Posso far vaccinare mio figlio con il vaccino MPR se ha già contratto una di queste tre malattie? Sì, il vaccino MPR può senz’altro essere somministrato anche alle persone che hanno già contratto o che sono già state vaccinate contro una o due di queste malattie. Quali possono essere gli effetti indesiderati della vaccinazione? Come dopo ogni vaccinazione, può comparire una reazione locale di breve durata nel punto di inoculazione contraddistinta da dolore, arrossamento e tumefazione. Occasionalmente, possono manifestarsi febbre, macchie rosse cutanee o un rigonfiamento delle ghiandole salivari parotidi nella cavità orale. Sporadicamente, una febbre alta non curata può provocare convulsioni febbrili e, ancora più raramente, la vaccinazione MPR può comportare una diminuzione temporanea del numero di piastrine. Effetti indesiderati gravi come l’encefalite sono estremamente rari. Nelle donne che si sottopongono alla vaccinazione dopo la pubertà, sporadicamente compaiono dolori articolari transitori. Gli effetti indesiderati della vaccinazione MPR sono nettamente meno frequenti rispetto alle complicazioni del morbillo, della parotite o della rosolia.

In quali casi è opportuno vaccinare un bambino prima dei 12 mesi? La vaccinazione anticipata è raccomandata per i bambini dall’età di 9 mesi che frequentano un asilo nido o che sono accuditi da una madre diurna insieme ad altri bambini. A questa prima dose di vaccino somministrata anticipatamente deve fare seguito una seconda attorno ai 12–15 mesi. La vaccinazione può essere anticipata a 9 mesi anche in caso di epidemia, e fino all’età di 6 mesi in caso di contatto con una persona infetta. Il vaccino MPR indebolisce il sistema immunitario? No, il vaccino agisce sul sistema immunitario esattamente come i virus naturali del morbillo, della parotite e della rosolia, ma poiché quelli contenuti nel vaccino sono stati attenuati, attivano le difese immunitarie senza provocare la malattia, né le sue complicazioni. Il morbillo, per contro, comporta un calo delle difese immunitarie che persiste per diverse settimane dopo la malattia. La vaccinazione contro il morbillo può essere recuperata a qualsiasi età? Sì. L’Ufficio federale della sanità pubblica raccomanda la vaccinazione di recupero a tutte le persone nate dal 1964 in poi che non sono state vaccinate, che hanno ricevuto una sola dose di vaccino, che non conoscono il proprio stato vaccinale o che non hanno ancora contratto il morbillo. Per proteggere se stessi ed evitare di contagiare altre persone, la vaccinazione è caldamente raccomandata a coloro che lavorano a stretto contatto con bambini, pazienti o donne incinte. Esiste una vaccinazione omeopatica alternativa? No, non esiste alcuna vaccinazione omeopatica. Chi non dovrebbe farsi vaccinare? A titolo precauzionale la vaccinazione con un vaccino vivo attenuato è sconsigliata alle gestanti (anche se un’eventuale vaccinazione nel corso della gravidanza non ne giustifica l’interruzione). Non devono vaccinarsi le persone immunodepresse, chi assume farmaci immunosoppressori (in particolare cortisonici) e chi sa di avere una forte allergia a un componente del vaccino. In generale, il vaccino MPR può essere somministrato a tutte le persone in buona salute dall’età di 6 mesi in poi. Esistono farmaci per curare il morbillo? No, non esistono farmaci per curare il morbillo, ma solo per alleviarne i sintomi (febbre, raffreddore ecc.). Quando ero bambino tutti si ammalavano di morbillo e nessuno si preoccupava più di tanto. Cos’è cambiato? Fino al 1970 circa, in Svizzera non esisteva alcun vaccino contro il morbillo. Di conseguenza la malattia era inevitabile e frequente. Molti pazienti sviluppavano complicazioni gravi e ogni anno si contavano decine di decessi. Quarant’anni di vaccinazione hanno sensibilmente ridotto il numero di contagi, di complicazioni e di decessi inducendo una certa banalizzazione della malattia, ma non ne hanno diminuito la gravità per le persone che ancora la contraggono. Dato che oggi il morbillo e le sue complicazioni possono essere prevenuti grazie alla vaccinazione, è sempre meno accettabile che nel nostro paese vi siano ancora bambini che soffrono o addirittura muoiono a causa di questa malattia. Ho il morbillo, come posso proteggere le persone a me vicine? Per non rischiare di trasmettere la malattia, le persone affette dal morbillo devono restare a casa. Se si sospetta di aver contratto il morbillo è opportuno avvertire il medico per telefono prima di recarsi nel suo studio per una consultazione. Il medico che diagnostica un caso di morbillo deve controllare il certificato di vaccinazione degli altri membri della famiglia del pazien­te e, all’occorrenza, raccomandare la vaccinazione. In caso di esposizione, ai bambini piccoli la prima dose può essere somministrata già a partire dai 6 mesi.

Non ho mai avuto il morbillo e non sono (completamente) vaccinato contro questa malattia. Come posso proteggermi dopo essere entrato in contatto con un malato di morbillo? In questa situazione, è opportuno farsi vaccinare entro 72 ore (3 giorni) dal primo contatto per poter beneficiare di una protezione completa o parziale. A coloro che in precedenza sono stati vaccinati con una sola dose di vaccino, si raccomanda di completare la copertura con la seconda dose il prima possibile. La vaccinazione è raccomandata alle persone che non sono sicure del proprio stato vaccinale. In caso di esposizione, la prima dose può essere somministrata già a partire dai 6 mesi e, per completare la vaccinazione MPR, la seconda deve farvi seguito attorno ai 12–15 mesi, rispettando un intervallo minimo di un mese tra le due dosi. Perché in Svizzera si registra un numero così elevato di casi di morbillo? Il motivo va ricercato nell’elevato numero di persone che decidono di non farsi vaccinare o di non far vaccinare i propri figli perché «tanto gli altri sono vaccinati». Quando la vaccinazione contro il morbillo venne introdotta all’inizio degli anni 1970 e la malattia colpiva ancora la maggior parte dei bambini causando ogni anno decine di morti, un simile atteggiamento sarebbe stato inconcepibile. Attualmente chi non è vaccinato approfitta della protezione di chi lo è. Certo, optando per questa soluzione le persone non vaccinate non devono temere alcun eventuale effetto indesiderato della vaccinazione, ma in compenso corrono il rischio di contrarre loro stesse la malattia. La vaccinazione contro il morbillo è sì volontaria, ma solleva pur sempre alcune questioni etiche. La scelta di non vaccinare se stessi o i propri figli (senza motivi medici) mette in pericolo le persone più fragili. Se la Svizzera non dovesse raggiungere l’obiettivo europeo di eliminazione del morbillo, potrebbe subire un notevole danno di immagine che ad esempio si ripercuoterebbe sul turismo. Già durante i campionati europei di calcio del 2008 i tifosi che si recavano in Svizzera e in Austria venivano messi in guardia dal rischio di contrarre il morbillo.

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