Apnea notturna, ideato un cerotto per capire chi ne soffre

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Oggi torniamo a parlarvi delle apnee notturne, non un piccolo disturbo ma un vero e proprio problema di salute con ripercussioni importanti su molti aspetti della vita quotidiana. Con sindrome da apnea notturna a cui ci si riferisce spesso con il termine SAHS, acronimo inglese di sleep apnea-hypopnea syndrome,  si intende l’insieme degli episodi che causano una disfunzione o alterazione respiratoria durante il sonno e ciò può causare un’ eccessiva sonnolenza diurna.  Sostanzialmente l‘ apnea notturna è una sospensione del respiro per un periodo di diversi secondi al contrario della ipopnea che è la riduzione del respiro. Per poter dire che un soggetto  soffre della sindrome da apnea notturna è stato calcolato, con uno studio sui pazienti, che si necessità di almeno 10 o 15 episodi per notte di tale anomalia.

Sono tantissimi gli italiani che soffrono della sindrome da apnea ostruttiva del sonno ma che non sanno di avere questo problema e spesso non arrivano mai ad una diagnosi e di conseguenza non si sottopongono a nessuna cura. Negli ultimi anni, però, se ne è sempre più parlato e questo problema, che fino a pochi anni fa era quasi sconosciuto, adesso sembra trattato anche da esperti professionisti e lo testimonia una recente tavola rotonda sul tema, promosso dall’Associazione Italiana pneumologi ospedalieri, nel corso del quale si è parlato delle apnee ostruttive come un’epidemia silenziosa con conseguenze non tanto banali, visto che circa due milioni di persone non solo soffrono di questa patologia, ma hanno anche sintomi molto pesanti e sono esposti a problemi molto gravi come ipertensione, ictus aterosclerosi e diabete oltre che una qualità di vita scadenza per il non giusto riposo.

I risultati di uno studio clinico piuttosto recente hanno dimostrato che esiste un cerotto, il quale riesce ad individuare a chi soffre della patologia terapia notturna, volto anche a definire la gravità del problema. Negli uomini di mezza età, le apnee notturne colpiscono una persona su 4 ma soltanto il 17% di chi ne è colpito colpito è consapevole e dunque si cura.  Il cerotto di cui abbiamo appena accennato, nasce con l’idea di offrire un dispositivo portatile economico e in miniatura, che pesa pochi grammi e registra la pressione nasale, la saturazione dell’ossigeno, del sangue lo sforzo respiratorio il tempo di sonno e la posizione del corpo.

Il cerotto è stato sperimentato su un campione di 174 soggetti, i risultati sono stati sorprendenti in quanto hanno mostrato che il tasso di coincidenza tra diagnosi tramite cerotto e tramite sistema standard in laboratorio è stato del 87,4%.  Realizzato su misura da professionisti abilitati, il dispositivo consente un avanzamento controllato della mandibola e della lingua, attraverso l’incremento del tono muscolare a livello delle prime vie aeree.

La Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS) presente nel 4% dei maschi e nel 2% delle donne in Europa) è il più comune disturbo organico del sonno e causa eccessiva sonnolenza diurna. L’ OSAS è un fattore di rischio per ipertensione, malattia coronarica e scompenso cardiaco e svolge un ruolo nella morte improvvisa cardiovascolare. Il rischio di malattia cerebrovascolare è più elevato nei pazienti con grave OSAS rispetto alla popolazione generale.

L’ OSAS è un disturbo respiratorio caratterizzato da ripetuti collassi delle vie aeree superiori durante il sonno, in grado di determinare un temporaneo arresto del flusso d’aria ai polmoni (apnea) con diverse conseguenze: riduzione della saturazione di ossigeno,  arousals corticali (microrisvegli), alterazioni della struttura del sonno,  frammentazione del sonno REM,  attivazione del sistema nervoso simpatico, Alterazioni emodinamiche i cui effetti si possono osservare anche nella veglia (aumento della pressione negativa intratoracica).

L’apnea nel sonno è l’interruzione dell’attività respiratoria regolare di una persona quando dorme. Quando il fenomeno è frequente si sviluppa una sindrome detta SINDROME DELLE APNEE NEL SONNO che è una patologia caratterizzata da un insieme di sintomi e disturbi che sono provocati dalle ricorrenti interruzioni della respirazione durante il sonno. I disturbi provocati dalle apnee possono verificarsi durante il sonno (il soggetto si sveglia o comunque dorme male), al risveglio o durante il giorno (cefalea, sensazione di non aver riposato bene, sonnolenza diurna involontaria), e a lungo termine (sviluppo di ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, insufficienza respiratoria, disturbi metabolici, aumentata frequenza incidenti sul lavoro o della strada).

L’APNEA NEL SONNO È UN DISTURBO FREQUENTE? L’apnea nel sonno è un disturbo più frequente di quanto si crede, interessando almeno il 2-4% della popolazione generale (più frequente negli uomini e in età media). Si calcola che il 20% della popolazione adulta superiore ai 45 anni nella maggior parte delle nazioni occidentali è affetto dal disturbo almeno in forma lieve. La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS, obstructive sleep apnea syndrome) è il più frequente disturbo respiratorio nel sonno e si stima interessi circa un milione e seicentomila persone in Italia. L’incidenza del disturbo è segnalata in aumento in tutto il mondo.

L’APNEA NEL SONNO È UN DISTURBO GRAVE? La sindrome delle apnee nel sonno, in particolare quelle ostruttive (OSAS) è un fattore di rischio di aumentata mortalità nella popolazione generale. Se non viene curata l’apnea nel sonno aumenta il rischio di eventi cerebrovascolari come l’ictus, di problemi cardiaci e di infarti. Inoltre le apnee nel sonno possono anche provocare maggiore possibilità di incidenti in automobile, sonnolenza durante il giorno, incapacità di concentrazione, scarso rendimento nel lavoro, diminuzione di memoria. Se il paziente soffre di diabete o ipertensione, la presenza di apnee rende più difficile il controllo di queste malattie.

QUAL’È LA CAUSA DELL’APNEA NEL SONNO? Il respiro è un’attività automatica regolata e controllata dal centro nervoso del respiro che funziona continuamente anche durante il sonno. Quando dormiamo il sistema nervoso modifica il suo funzionamento per cui si alternano periodi di maggior attività da parte di alcuni gruppi di cellule nervose a periodi in cui sono più attivi altri gruppi cellulari. Come conseguenza si succedono fasi di sonno superficiale dalle quali è più facile svegliarsi a fasi di sonno profondo (fasi dette di sonno R.E.M.) nelle quali. per esempio, avvengono i sogni e nelle quali più facilmente possono verificarsi le apnee. Durante il sonno profondo, o sonno R.E.M. (rapid eye movements) in quanto avvengono movimenti oculari rapidi, la muscolatura del corpo è particolarmente rilasciata , la lingua tende a cadere posteriormente Nel primo tratto delle vie aeree proprio posteriormente alla lingua può succedere che lo spazio per il passaggio dell’aria diminuisca causando ostacolo al respiro che se parziale provoca ipopnea e se totale dà l’apnea. Questa riduzione dello spazio aereo che favorisce l’ostruzione durante il sonno è più frequente negli obesi con collo corto e grosso o in soggetti con dimensione ridotta arretrata della mandibola (come nelle persone con mento sfuggente).

L’apnea solitamente si interrompe spontaneamente (tranne che nei pazienti con malattia neuromuscolare) dopo un tempo variabile e pertanto non è necessario che il partner vegli sul paziente o intervenga per ripristinare il respiro. Esistono diverse forme di apnea: L’apnea nel sonno ostruttiva (OSA) è la forma più comune di apnea nel sonno ed è causata dall’ostruzione della gola a livello dello spazio posteriore alla lingua (ipofaringe) che impedisce il passaggio del flusso d’aria sia durante inspirazione che espirazione durante il sonno. L’apnea notturna centrale (CSA) dipende dal cervello che non segnala di effettuare la respirazione, in un certo senso “si dimentica” di respirare mentre si dorme. Le apnee centrali possono esser presenti frequentemente in persone con scompenso cardiaco congestizio e in questo caso si manifestano con particolari caratteristiche e periodismo detto respiro di Cheyne-Stokes. Altre volte le apnee centrali possono esser  presenti in pazienti affetti da malattie neuromuscolari come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). L’apnea nel sonno mista è una combinazione tra le forme ostruttive e centrali. La figura sottostante illustra il meccanismo dell’ostruzione dello spazio retro-linguale in ipofaringe alla base della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) a differenza del normale passaggio di aria nel soggetto normale.

L’APNEA NEL SONNO E IL RUSSAMENTO SONO LA STESSA COSA? No, anche se spesso chi è affetto da apnee nel sonno è anche un forte russatore. Il russamento è un respiro rumoroso dovuto alla turbolenza dell’aria che passa attraverso spazi ristretti. Questo può verificarsi sia in presenza che in assenza di apnee. L’apnea nel sonno è l’arresto del flusso di aria che provoca come conseguenza diretta un arresto della respirazione di almeno 10-12 secondi e riduzione dell’ossigenazione. Il russamento disturba innanzitutto chi dorme accanto al russatore, ma non si accompagna necessariamente a riduzione della ossigenazione del sangue o arresto della respirazione in assenza di apnea. A volte il russamento può esser dovuto a turbolenza del passaggio dell’aria nelle fosse nasali , altre volte si associa a quei fenomeni ostruttivi che sono alla base delle apnee nel sonno.

QUALI SONO I SINTOMI DELL’APNEA NEL SONNO? Spesso chi soffre della sindrome delle apnee nel sonno è l’ultima persona a saperlo. La maggior parte delle persone che soffrono di questo disturbo non sa di averlo. Talvolta è il coniuge o un familiare che ne scopre i sintomi prima della persona interessata. I sintomi principali della sindrome sono: sonno agitato il russare frequente, spesso interrotto da pause di silenzio e da respiro affannoso sonnolenza durante il giorno, al lavoro, guardando la TV, leggendo il giornale, ecc. sonnolenza durante la guida emicrania al risveglio secchezza della bocca al risveglio mancanza di energia, stanchezza immotivata difficoltà di concentrazione irritabilità, scarsa pazienza diminuzione di memoria umore o comportamento variabili ansietà o depressione calo di interesse nei confronti del sesso 10 Non tutti coloro che soffrono di apnea nel sonno accusano gli stessi sintomi. E non tutti coloro che presentano questi sintomi soffrono di apnea nel sonno. Data la pericolosità per la salute di questo disturbo, è bene consultare il medico o un Centro specialistico alla presenza di questi sintomi.

COME SI FA DIAGNOSI DI APNEA NEL SONNO? La diagnosi di apnee nel sonno non è clinica, ma strumentale. La semplice presenza di sintomi caratteristici può essere suggestiva della presenza della sindrome, ma necessita della valutazione in un Centro specializzato ove verranno valutati i sintomi e prescritti esami specifici, in primis la polisonnografia. Prima di effettuare esami strumentali può capitare di esser sottoposti a questionari adatti a selezionare i pazienti con maggior sospetto clinico di aver la sindrome (ad esempio, il questionario di Epworth, il questionario di Berlino, il protocollo Flemons). A Trieste, presso la Struttura 11 Complessa Pneumologia dell’Ospedale di Cattinara è attivo da anni un centro specializzato per la diagnosi e cura delle apnee nel sonno che opera in collaborazione con i vari specialisti interessati al problema (cardiologi, otorinolaringoiatri, odontoiatri, neurologi, dietologi, ecc.). Presso il Laboratorio dei disturbi respiratori nel sonno viene effettuato l’esame cardine per la diagnosi, la polisonnografia, che viene effettuato tenendo il paziente sotto osservazione durante il sonno con registrazione di un insieme di dati relativi al modo in cui si dorme e respira che vengono analizzati da medici specialisti. Al termine degli esami si può scoprire se si soffre di questa sindrome, sapere che tipo di apnea nel sonno è presente e quale cura è più adatta.

COME SI CURA L’APNEA NEL SONNO? QUALI SONO I BENEFICI DELLA TERAPIA? Occorre innanzitutto dire che l’apnea nel sonno è un disturbo curabile. In secondo luogo va anche detto che la cura della sindrome delle apnee nel sonno allunga la vita, migliora la qualità di vita e riduce le complicanze legate alla sindrome stessa, come gli accidenti cerebrovascolari e le cardiopatie, migliora il controllo del diabete e dell’ipertensione, migliora la capacità di concentrazione e la memoria, riduce drasticamente il rischio di incidenti stradali e sul lavoro per sonnolenza o distrazione. La cura più diffusa per il 12 trattamento della apnea nel sonno è la CPAP. In molti casi, quando è presente obesità, è indicata anche una riduzione del peso corporeo. Altre volte per ridurre la eccessiva quantità di tessuto nel palato molle è opportuno un intervento chirurgico di pertinenza ORL che oggi può esser effettuato con minimo fastidio non usando il bisturi, ma meno invasive radiofrequenze. Quando il disturbo invece è principalmente legato ad una retro-posizione della mandibola che favorisce una ristrettezza dello spazio aereo in ipofaringe il disturbo può esser risolto con il posizionamento di appositi apparecchi dentali, detti byte, che devono essere confezionati su misura e si applicano di notte prima di addormentarsi. In ogni caso, chi soffre di apnee nel sonno deve evitare di bere alcool prima di andare a letto, evitare l’assunzione di farmaci tranquillanti e di farmaci per dormire perché rallentano la respirazione e peggiorano la forma di apnea nel sonno.

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