Appalti truccati per favorire il clan Polverino: cinque arresti

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Conosciuto nell’ambiente criminale maranese con il soprannome di ‘Paperone’, Roberto Perrone e’ uno dei pentiti che hanno attribuito ai fratelli Antimo e Raffaele Cesarointeressi in comune con la criminalita’ organizzata.

Colpo mortale al clan Polverino di Napoli.

Aniello Cesaro è anche il proprietario del Centro Sportivo Avellino.

Poi alla domanda del pm se tali modalità erano state concordate con Luigi Cesaro dice: “Le dico che assolutamente sì, in quanto è proprio questo il motivo per il quale i politici si rivolgono alla camorra”. I provvedimenti sono legati a un’inchiesta che ha fatto luce sulle infiltrazioni del clan Polverino, egemone nell’area nord-occidentale di Napoli, negli investimenti da 40 milioni di euro per la realizzazione del “Piano di insediamento produttivo” del Comune partenopeo di Marano.

L’Operazione Prisma è scattata dopo che le indagini hanno documentato il patto tra il clan camorristico e i fratelli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro di Sant’Antimo, nel napoletano, funzionale all’aggiudicazione dell’appalto attraverso intimidazioni mafiose e reimpiego delle ingenti risorse economiche provenienti dai traffici illeciti del clan.

I 5 fermati sono indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio, minaccia e falsita’ materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale, reati aggravati dalle finalita’ mafiose. Accuse gravissime insomma quelle contro i fratelli del deputato, molto conosciuto in regione: cinque in tutto gli arrestati e inoltre sono stati confiscati beni per circa 70 milioni di euro. Nelle indagini e’ coinvolto anche il deputato Luigi Cesaro?, e’ stato chiesto durante la conferenza stampa. Presunte inadempienze determinarono nel dicembre 2016 il sequestro delle opere di urbanizzazione: gli inquirenti ravvisarono un pericolo per l’incolumita’ pubblica dovuto al mancato collaudo e alla pessima esecuzione delle opere della rete fognaria, idrica ed elettrica.

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