Arezzo shock, trovata morta in una villetta: era completamente nuda tra resti di marijuana: si cercano due uomini

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Sara era nata a San Sepolcro. L’hanno ritrovata nuda a terra senza vita. Forse a ucciderla un mix di sostanze stupefacenti. Intanto è caccia ai due uomini che erano con lei. Tutto è successo in una villetta di Cesa. Scoperta con un asciugamano alla vita. Sul collo i segni di una tentata rianimazione. In giro spinelli e due siringhe

Ritrovato nella giornata di ieri il corpo senza vita di una giovane 20enne ad Arezzo. Stiamo parlando di Sa-Ra-Smahi, una ventenne scoperta senza vita semunuda in una villetta di Cesa, molto probabilmente stroncata da un’overdose; partite subito le indagini, sembra che i carabinieri abbiano ottenuto nel giro d poche ore i nomi e anche una foto degli spacciatori, tutti di nazionalità magrebina proprio come la vittima, e da ieri si setacciano gli ambienti della droga per rintracciarli, in particolare il tunisino che era con la giovane quando giovedì hanno preso possesso della casa per il fine settimana. Come abbiamo anticipato, secondo una prima ricostruzione, a causare la morte della giovane potrebbe essere stata un’overdose ma ovviamente come in ogni caso, dovrà essere l’autopsia a chiarire le cause della morte; il corpo della giovane dopo essere stato ritrovato è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo.

La vittima è stata ritrovata senza vita, seminuda in una villetta di Cesa, e come abbiamo anticipato sembra avere 20 anni non ancora compiuto forse e nata a Sansepolcro dove viveva insieme al fratello ed alla sorella. A ritrovare la giovane pare sia stato una 50enne la quale insieme al compagno era solita affittare alloggi ricavati dal frazionamento dell’edificio, un casolare antico per brevi periodi di vacanze e soprattutto ad amici e conoscenti.Stando a quanto è emerso, sembra che l’appartamento dove è stato ritrovato il corpo della donna senza vita, era stato affittato da due trentenni maghrebini, arrivati giovedì sera in compagnia della ragazza.

La vittima si chiamava Sa-Ra Smahi e come abbiamo anticipato, veniva da Sansepolcro dove viveva in una famiglia di immigrati, genitori e due fratelli, perfettamente integrata; in passato la giovane aveva fatto dei lavori come modella per hobby per alcuni negozi di Sansepolcro ed abitava insieme al fratello ed alla sorella dopo la morte dei genitori, ma sembra avesse dei problemi con la droga.

Per questo motivo, era stata ospite di un centro di recupero della Città di Castello dal quale era sparita lo scorso giovedì, proprio il giorno in cui sarebbe stata affittata la villetta dove poi è stato rinvenuto il suo corpo senza vita. Come anticipato, l’ipotesi più accreditata al momento dagli investigatori è quella secondo la quale la donna sia rimasta vittima di un cocktail di sostanze stupefacenti, e nello specifico eroina e marijuana, ed antidepressivi. Sarà dunque l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Angela Masiello che conduce le indagini, a dare indicazioni più precise al riguardo. I due magrebini, che sarebbero già noti alle forze dell’ordine come spacciatori di droga, sono ora ricercati; per loro potrebbe profilarsi l’accusa di omissione di soccorso, ma anche di morte in conseguenza di altro reato.

1 COMMENT

  1. Vorrei ricordare alla persone poco informate, tra cui chi ha redatto l’articolo, che la Cannabis (anche chiamata con il termine Marijuana) non può provocare overdose, e tantomeno indurre alla morte. Purtroppo leggendo questo articolo, dove viene addirittura sottolineato che “c’erano anche due siringhe nel cassetto, non usate”, sembra proprio che l’intento sia quello di attribuire alla morte della ragazza l’uso di Cannabis. Ecco direi che questo può essere chiamato terrorismo mediatico…o anche solo, falsa informazione. In ogni caso, che sia voluta o sia solo mancanza di nozioni scientifiche a riguardo da parte della redazione, il rischio che si corre è quello di portare le persone che non conoscono la Cannabis a pensare che possa esser stata proprio questa la causa della morte. E’ un peccato che in Italia non si riesca a fare informazione in modo corretto.

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