Arrestato a Bari un foreign fighter accusato di terrorismo e legato all’Isis

Un foreign fighter ceceno è stato fermato nella giornata di ieri dalla polizia italiana e nello specifico di Bari e trasportato in carcere a Foggia, perché accusato di terrorismo internazionale. L’uomo 38 anni avrebbe fatto parte del commando di jihadisti aderenti al gruppo terroristico emirato del Caucaso che diede l’assalto alla casa della stampa di Grozny la capitale della Cecenia nella notte tra il 3 e il 4 dicembre del 2014 in cui ricordiamo morirono ben 19 persone,  ma non finisce qui perché l’uomo secondo le indagini svolte dalla Digos, coordinate dal procuratore distrettuale di Bari e dell’antiterrorismo pare abbia anche combattuto tra le file dell’Isis in Siria tra il 2014 e il 2015.

  Come già detto, l’uomo è stato fermato al termine di una serie di indagini svolte dalla Digos e coordinate dal procuratore distrettuale di Bari e dell’antiterrorismo, mentre tutti gli accertamenti relativi al finanziamento del terrorismo pare siano stati eseguiti dal  Gico  della Guardia di Finanza.

I sospetto degli investigatori della Digos pare siano piuttosto seri, ed in effetti si temeva che l’uomo stesse partendo per andare a compiere un attentato e per questo motivo tre giorni fa è stato eseguito il fermo di urgenza;  il pericolo di un attentato è stato sottolineato nel corso di un’intercettazione telefonica e nello specifico dell’ultima telefonata relativa allo scorso 29 giugno in cui l’uomo diceva di essere in attesa del permesso di soggiorno per poi partire e sembra che la sua destinazione fosse il Belgio, dove si recava molto spesso e dove pare avesse dei contatti con soggetti ceceni residenti nel paese belga e sottoposti in quel paese anche ad indagini sul terrorismo.”Se domani mi chiamano per offrire me stesso, lo devo fare per forza”,  è questo quanto diceva il ceceno alcuni anni fa e nello specifico nel 2012 a Foggia nel corso di una conversazione intercettata definita agghiacciante dal procuratore di Bari Giuseppe Volpe, dove l’uomo parlava con la moglie una 49enne russa di nome Marina Kachmazova.

I reati ipotizzati nei suoi confronti sono associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a commettere delitti;  come già detto, all’uomo si è arrivati indagando su alcuni individui ceceni legati all’Isis in transito in Italia e in collegamento con i terroristi sia in Siria che in altri paesi europei e del Caucaso.

Da oltre un anno l’uomo viveva in una piccola moschea di Foggia dove, secondo le accuse svolgeva attività di indottrinamento  e dove gli sono stati sequestrati i computer, tablet e una somma di €15000. Tra gli indottrinati sono stati fermati anche due fratelli albanesi di 26 e 23 anni residenti a Potenza ed una donna russa di 49 anni nonchè la moglie del ceceno fermato;  questi sono stati espulsi per motivi di sicurezza nazionale nell’ambito dell’indagine che ha portato al fermo del foreign fighter ceceno.

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