In manette per tangenti, l’ortopedico Confalonieri si difende: “Intecettazioni fraintese”

Il medico Norberto Confalonieri, responsabile del dipartimento di Ortopedia e Traumatologia all’ospedale Gaetano Pini di Milano è stato arrestato per corruzione e turbativa d’asta. In particolare i giornali riportano alcune intercettazioni che sembrano indicare come Confalonieri avesse appositamente danneggiato alcuni suoi pazienti per poter provare alcune tecniche di ricostruzione: Repubblica scrive tuttavia che le indagini su questo aspetto del suo lavoro sono ancora in corso. Secondo i pm Giulia Perrotti, Maria Letizia Mannella ed Eugenio Fusco, il chirurgo – che si trova agli arresti domiciliari – ha favorito le società Johsson&Johnson Medical e B. Braun Milano: in cambio avrebbe ricevuto contratti di consulenza occulti e altre utilità materiali (inviti a convegni e programmi tv), estese anche ai suoi familiari. Il medico, secondo le intercettazioni raccolte dagli inquirenti, si sarebbe infatti vantato così nel caso di un intervento su un’anziana: “Rotto femore anziana per allenarmi” – “L’ho rotto gli ho fatto la via d’accesso bikini (.) per allenarmi (.) oggi ho fatto una vecchietta per allenarmi no!”. Il tutto grazie a rapporti personali con alcuni dipendenti delle aziende Johnson & Johnson e B. Braun.

Tra l’altro, sempre dall’ordinanza, emerge che quella rottura del femore che avrebbe provocato Confalonieri, non sarebbe l’unica. “Poi ho deciso quella lì… che ho rotto il femore la ricovero al Cto (ossia al Pini, ospedale pubblico) e poi la opero (…) con la mutua”, raccontava. In un’altra telefonata domanda un posto letto per l’anziana: “Ho bisogno di un posto letto per domani se riesci a farlo perché ho rotto un femore a una paziente della San Camillo e devo rifarlo se riesci a farmi anche una stanza singola”.

Bisogna “procedere al sequestro delle 62 cartelle cliniche” dei pazienti operati da Norberto Confalonieri, “per verificare se sono state impiantate protesi senza alcuna necessità clinica e la gravità delle lesioni cagionate”.

I casi sotto osservazione riguardano i pazientioperati con tecnica robotizzata di cui Confalonieri, che è anche presidente della società internazionale di chirurgia computer assistita, è tra i massimi esperti. Un esempio? Di fronte a “ulteriori approfondimenti medici chiesti da una cardiologa nei confronti prima di un’operazione, la dura reazione di Confalonieri è questa: ‘Andiamo avanti…andiamo avanti…non mi fotte un cazzo a me della cardiologa’, mentre alquanto stizzita risulta la risposta della collega: “Andiamo avanti…però se ci succede qualcosa andiamo in galera tutti e due!”.

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