Dafne, morta a soli 20 anni da un male incurabile, tanta commozione al funerale

La ragazza viveva in provincia di Udine ed è morta giovedì in seguito a un male incurabile che non le ha dato scampo. Dafne Cignini di soli vent’anni ha lasciato la sua famiglia è un intero paese in lutto da un male incurabile e fulmineo l’ha fatta spegnere in soli due mesi. Solamente venerdì dopo aver visto le locandine che annunciavano la sua morte che l’amava è venuta a conoscenza.

«Resterai tatuata nel nostro cuore, per sempre». Così i tanti amici di Dafne Cignini hanno voluto salutare la ventenne di Artegna mancata giovedì per tui male incurabile che l’aveva colpita negli ultimi mesi. Un saluto commosso, ieri pomeriggio, durante i funerali celebrati alla Pieve di Artegna. E sono stati tantissimi i partecipanti alla cerimonia, venuti anche da Gemona dove Dafne aveva molti amici e dove con la sua partecipazione al movimento di rinnovamento avviato dalla Pieve, aveva lasciato un segno forte.

Monsignor Ivo Belfio ieri, nella celebrazione, era accompagnato da tanti colleghi della Forania gemonese. «Abbiamo avuto la grazia – ha detto – di conoscere Dafne, nell’accompagnamento spirituale a cui lei ha partecipalo. Alcuni giorni fa mi chiese che cosa c’era nell’aldilà, lo le risposi che c’è il Signore Gesù. Lei mi rispose “Si”. Quel “Si” mi è sceso nel cuore, veniva da una lede vissuta».

Il ritratto di questa giovane vita spenta prematuramente – emerso ieri nel corso di quell’ultimo saluto sul colle di San Martino – ha descritto una ragazza con grande personalità, coraggio e fede. E ieri in quella chiesa, dalle lacrime che scendevano sui volti dei tanti amici venuti a salutarla, si alzavano le melodie di quei canti religiosi che Dafne aveva imparato in questi quattro anni di esperienza nell’ambito del rinnovamento, promosso dalla chiesa cattolica.

A lei piacevano tanto, li cantava anche negli ultimi giorni affrontando quei momenti difficili di chi è molto malato e sa che cosa lo attende. Nonostante tutto, proprio per il suo coraggio, Dafne ha lasciato qualcosa di importante a chi l’ha conosciuta. «Dallo scorso 21 novembre – ha raccontalo la mamma Rossana – lei non poteva muoversi nel suo letto, ma non si è mai lamentata: lei ricordava un amico che soffriva oppure una mamma che aveva perso il suo bambino. Alcune settimane fa mi chiese se io credevo ancora in Dio. Io le risposi che a volte con lui non vado d’accordo, ma che non riesco a non crederci. Lei era felice che io non avessi perso la mia fede».

Questa era Dafne, una ragazza che pensava prima alla serenità degli altri che al male che l’aveva colpita: «Voglio pensarti su una nuvola attorniata dagli angeli, a guardarci da lassù», ha detto una delle sue amiche, ricordando il video realizzato dai ragazzi di rinnovamento dedicato interamente a lei. Tutti quei ragazzi di certo non dimenticheranno quella lunga treccia bionda, quel corpo atletico da guerriera buona, e soprattutto quel sorriso: «Le parole ci mancano- ha detto un’altra sua amica – , ma vogliamo farti sentire il nostro affetto. La morte non è niente. Tu sarai sempre tu e io sarò sempre io. Continua a pregare e a sorriderci».

«Abbiamo iniziato insieme – ricorda Elene, una sua amica di Gemona -: lei amava quei canti che abbiamo imparato in quell’esperienza. Li cantava anche negli ultimi giorni perché le davano gioia e lei era serena di fronte a ciò che sapeva di dover affrontare».
L’anno scorso Dafne si era diplomata al liceo Caterina Percoto a Udine e ora sognava di studiare medicina, ma purtroppo non ha fatto in tempo a realizzare i suoi sogni. Dafne lascia la madre Rossana, il padre Giorgio, i fratelli Martina e Leonardo, e il fidanzato Taddeo.
Il feretro partirà dalla casa funeraria Benedetto di Tarcento.

A lei piacevano tanto, li cantava anche negli ultimi giorni affrontando quei momenti difficili di chi è molto malato e sa che cosa lo attende. Nonostante tutto, proprio per il suo coraggio, Dafne ha lasciato qualcosa di importante a chi l’ha conosciuta.

«Dallo scorso 21 novembre – ha raccontato la mamma Rossana – lei non poteva muoversi nel suo letto, ma non si è mai lamentata: lei ricordava un amico che soffriva oppure una mamma che aveva perso il suo bambino. Alcune settimane fa mi chiese se io credevo ancora in Dio.

Io le risposi che a volte con lui non vado d’accordo, ma che non riesco a non crederci. Lei era felice che io non avessi perso la mia fede».

Questa era Dafne, una ragazza che pensava prima alla serenità degli altri che al male che l’aveva colpita: «Voglio pensarti su una nuvola attorniata dagli angeli, a guardarci da lassù», ha detto una delle sue amiche, ricordando il video realizzato dai ragazzi di rinnovamento dedicato interamente a lei.

Tutti quei ragazzi di certo non dimenticheranno quella lunga treccia bionda, quel corpo atletico da guerriera buona, e soprattutto quel sorriso: «Le parole ci mancano – ha detto un’altra sua amica – , ma vogliamo farti sentire il nostro affetto. La morte non è niente. Tu sarai sempre tu e io sarò sempre io. Continua a pregare e a sorriderci».

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