Benefici del cancro al Colen retto curato con Aspirina: Parte la sperimentazione in sardegna

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Un’aspirina al giorno fa bene a tutti? “Prenda due aspirine e mi richiami domattina”, normalmente si pensa che sia questo il consiglio dei medici quando non hanno niente di meglio da prescrivere. L’aspirina sembra essere diventata la panacea, leggera e innocua, di tutti i mali. Essa, però, non è un farmaco debole e innocuo.

La ricerca contro il cancro, una comune pastiglia usata per il mal di testa, può aiutare a combattere il tumore al retto. La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica ed è nata dall’intuito di un medico stato del policlinico Universitario di Monferrato. Entro sei mesi partirà nell’isola la sperimentazione clinica.

È difficile immaginare che una pastiglia per  il mal di testa e raffreddore possa aiutare a sconfiggere il cancro. Una se le cose pochi centesimi di euro. Degli effetti benefici in oncologia con l’acido acetilsalicilico si parla da qualche tempo nella comunità scientifica, da qui l’intuizione del Dottore Angelo Restivo medico del reparto di chirurgia colon rettale del politico universitario di Monferrato. Dividete i pazienti per cura col tumore al retto divisi in due gruppi da un lato i 37 per patologia pregresse soprattutto cardiache assumevano l’acido acetilsalicilico ormai in maniera continua, in un secondo gruppo tutti gli altri 241 pazienti. Poi l’osservazione nel percorso di cura uguale per tutti, chemioterapia, radioterapia, l’operazione chirurgica, e alla fine la scoperta: miglior risposta nei pazienti che prendevano acido acetilsalicilico”.

Avevano una risposta alle terapie antitumorali per il cancro del retto in particolare la radio chemioterapia preoperatoria che era di circa il 20% migliore rispetto ai pazienti che non la prendevano, questi rispose il tuo deposito traduceva anche in una migliore sopravvivenza di questi pazienti a distanza di 3/5 anni. Numeri che ora animano il dibattito nella comunità scientifica, non a caso lo studio firmato da sette ricercatori dell’Università di Cagliari è stato pubblicato dalla rivista prestigiosa come il British Journal of Kansas ha fatto notare il direttore di oncologia medica di Monferrato Marius Scartozzi: gli inglesi sono molto attenti alla spesa sanitaria e la scoperta del gruppo sardo può scoprire scenari importanti per il servizio pubblico nell’utilizzo di un farmaco che costa veramente poco, anche perché la ricerca guidata da Restivo a un primato importante. È la prima volta mondo che si osserva una riduzione della massa tumorale nella dall’assunzione di acido acetilsalicilico e questo l’aspetto più peculiare anche dal punto di vista oncologico. Entro sei mesi inizia la sperimentazione clinica, gli ultimi passi prima dell’impiego terapeutico su tutti i pazienti.

Il cancro nel colon e nel retto

Con il termine di «cancro dell’intestino» o «carcinoma colorettale» si designa in genere un’affezione tumorale maligna del colon (carcinoma del colon o colico) e/o del retto (carcinoma del retto o rettale). Il cancro dell’intestino tenue è molto raro. L’intestino è parte del tratto gastrointestinale e riveste una funzione essenziale per la digestione e l’assunzione delle sostanze nutritive. La digestione e l’assunzione delle sostanze nutritive Il cibo giunge nello stomaco attraverso la bocca e l’esofago e passa quindi nell’intestino tenue lungo da 3 a 5 metri. Negli organi della digestione il cibo è scomposto un po’ alla volta, sottraendogli le sostanze nutritive e altre componenti (grasso, proteine, zucchero ecc.), trasportate poi in tutto l’organismo: esse costituiscono il «carburante» del nostro corpo. Nel colon, lungo circa 1,5 m, i resti del cibo sono disidratati e assumono la normale consistenza delle feci. Queste passano nel retto, lungo circa 15 cm, e sono infine evacuate attraverso l’ano. L’apertura anale è circondata dagli sfinteri interno ed esterno, muscoli il cui movimento si può controllare, e che durante la defecazione si aprono come una valvola.

Il colon è costituito da vari strati muscolari (muscolatura circolare e longitudinale) che rimescolano il contenuto intestinale e lo fanno avanzare (peristaltica intestinale).

 La parete intestinale interna è rivestita di una mucosa ricca di ghiandole che presenta un gran numero di piccole cavità (cripte). Tra la mucosa e lo strato muscolare interno si situa la sottomucosa, uno strato di tessuto connettivo di scivolamento attraversato da nervi e vasi.

Gli ultimi 4 cm del retto costituiscono il canale anale: in questo tratto la mucosa viene progressivamente sostituita dalla «normale» pelle esterna. Le cause e i rischi Non si conosce la causa precisa all’origine del cancro colorettale. In linea di massima ogni individuo può esserne colpito. Il rischio di ammalarsi aumenta con l’età. Un’alimentazione equilibrata e ricca di fibre con molta frutta e verdura, nonché l’attività fisica praticata con regolarità, riducono il rischio di cancro colorettale. Alcuni individui – anche in giovane età – presentano un rischio più elevato di cancro del colon dovuto a una predisposizione familiare. I fattori di rischio sono i seguenti:

 Casi di cancro colorettale (o di poliposi) in famiglia (genitori, fratelli). Particolare rilevanza hanno: − il cosiddetto cancro colico ereditario non polipomatoso (HNPCC – hereditary non polyposis colorectal cancer), di cui fanno parte la sindrome da carcinoma colorettale familiare e la sindrome da adenocarcinoma ereditario, − la poliposi adenomatosa familiare (PAF) che dà origine a numerosi piccoli polipi.

Polipi diagnosticati e asportati in precedenza.

Infiammazioni intestinali croniche. Per coloro che presentano una delle situazioni a rischio descritte è importante discutere con il proprio medico delle appropriate misure di prevenzione, rispettivamente della diagnosi precoce, e concordare un piano di controlli. Troverà altre informazioni … … sui rischi di cancro dell’intestino negli opuscoli per i pazienti e i loro familiari pubblicati dalla Lega contro il cancro: «No al cancro intestinale?» e «Rischio di cancro ereditario» (v. Appendice). Al terzo posto per frequenza fra gli uomini, al secondo fra le donne Ogni anno si registrano in Svizzera circa 3700 nuovi casi di cancro del colon o del retto, soprattutto nella fascia di età fra i 50 e i 70 anni. Ne sono colpiti più o meno in pari misura uomini e donne. Negli ultimi decenni la mortalità dovuta al cancro del colon è calata in continuazione grazie alla diagnosi precoce e al miglioramento delle misure terapeutiche.

Lo sviluppo del cancro intestinale

Le affezioni tumorali maligne colorettali originano da varie cellule, ma in circa il 95% dei casi si sviluppano nella mucosa del colon e del retto. Poiché le cellule della mucosa intestinale si rinnovano in continuazione può manifestarsi una sovrapproduzione di cellule. Soprattutto nelle persone oltre i 40 anni possono svilupparsi escrescenze benigne (polipi della mucosa) che crescono lentamente e costantemente, detti anche adenomi (dal greco aden = ghiandola). In genere sono di natura benigna, ma sono considerati precursori del cancro perché da essi con il tempo può svilupparsi un tumore maligno, il cosiddetto adenocarcinoma, che pian piano si infiltra nei vari strati dell’intestino (vedi figura a p. 16). Solo il 5% dei tumori maligni colorettali non originano da cellule della mucosa intestinali e sono quindi curati anche in maniera diversa. A seconda del tessuto di origine, questi tumori sono detti linfomi, melanomi, sarcomi, carcinomi epidermoidi ecc. Nel presente opuscolo non ci occuperemo di queste forme di cancro.

I possibili sintomi

Il carcinoma colorettale cresce lentamente; perciò può svilupparsi senza sintomi apparenti per un lungo periodo. I disturbi si manifestano spesso a intervalli, ma possono essere dovuti anche a affezioni intestinali più banali. Sono tuttavia assolutamente necessari accertamenti medici. Più precoce è la cura di un eventuale cancro, maggiori sono le possibilità di guarigione. I sintomi più frequenti sono i seguenti: > inspiegabile perdita di peso; > perdite ematiche dal retto oppure sangue nelle feci o feci sierose; > bisogno vivo di evacuare senza poter evacuare feci: nella peggiore delle ipotesi un tumore del retto può impedire l’evacuazione, ciò che richiede un intervento d’urgenza; > alterazioni delle proprie abitudini nell’evacuare (per es. improvvise diarree e/o stitichezza); > improvvisi e persistenti dolori addominali: possono essere sintomi di un’incipiente occlusione intestinale; > inappetenza e perdita di forze, stanchezza cronica.

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