Assegno di solidarietà, nuove regole e requisiti dettati dall’Inps

L’Inps ha diffuso nei giorni scorsi nuove indicazioni sulle prestazioni del fondo di integrazione salariale per i dipendenti delle imprese con oltre 5 dipendenti che non hanno diritto alla cassa integrazione e tra queste pare che rientrano le prestazioni erogate, l’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario.  Queste istruzioni sono contenute nella circolare numero 130 del 2017 che pare vada ad integrarsi con precedenti documenti di prassi. La normativa di riferimento è il decreto interministeriale 94343 del 3 febbraio 2016 il quale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 marzo 2016.  Riguardo l’assegno ordinario, secondo quanto riferito dalle nuove indicazioni dell’Inps, questo è garantito soltanto ai dipendenti di imprese che presentano oltre 15 dipendenti e nei casi di riorganizzazione o crisi aziendale con esclusione della cessazione anche parziale dell’attività.

Il valore di questi investimenti deve essere superiore al valore medio annuo degli investimenti della stessa tipologia operati nel biennio precedente; sono inoltre previste  precisazioni che riguardano i lavoratori in malattia e maternità e permesso dalla legge 104 e altre tipologie di congedo, le ferie, i casi di infortunio sul lavoro e sarà l’Inps che di volta in volta a specificare se il lavoratore continua a percepire l’ammortizzatore sociale o se invece prevale l’altro evento. Riguardo l’assegno di solidarietà questa è una prestazione garantita nelle imprese con almeno 5 dipendenti al fine di evitare riduzione di personale oppure ridurre puntuali licenziamenti.

La richiesta di accesso al trattamento salariale che spetta in caso di riduzione dell’orario di lavoro è stabilita da accordi sindacali aziendali stipulati al fine di evitare la riduzione di personale e va presentata entro sette giorni dall’accordo. Il fondo di integrazione salariale introdotto dal Jobs act prevede un trattamento per i settori non coperti dalla cassa integrazione e dai fondi di solidarietà che scatta in caso di riduzione dell’orario di lavoro.  Tante sono le novità al riguardo e pare che la più importante sia quella che riguarda l’applicazione dell’assegno anche alle imprese con meno di 15 dipendenti,  tuttavia però esiste una differenziazione ovvero nelle aziende con oltre 15 dipendenti il fondo è attivo dal primo gennaio, per le imprese invece sotto questa soglia l’assegno è garantito per riduzione di orario che si verificano da luglio 2016.

L’assegno di solidarietà viene erogato a lavoratori dipendenti di datori di lavoro con più di 5 dipendenti compresi gli apprendisti nel semestre precedente la data di inizio delle sospensioni o delle riduzioni di orario di lavoro,  viene inoltre erogato a lavoratori dipendenti di datori di lavoro con più di 15 dipendenti compresi gli apprendisti nel semestre precedente la data di inizio delle sospensioni o delle riduzioni di orario di lavoro. Può inoltre essere concesso per un periodo massimo di 36 mesi e prevede un valore pari al 80% della retribuzione complessiva che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale.

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