Autista di autobus attaccata con coltello alla gola, si salva grazie a spray urticante

Cerca di colpirla con un coltello, lei per tutta risposta usa lo spray al peperoncino e lo mette fuori combattimento. L’aggressione, l’ennesima, ai danni di un’autista di un autobus che serve le linee dell’azienda di trasporto “Mom”, si è registrata lunedì pomeriggio. Nel mirino di un esagitato è stata una dipendente 60enne della ditta Dover di Bari, che effettua alcuni servizi in subaffido della Mom. Il parapiglia lungo la tratta tra Portogruaro e Motta di Livenza, nel Trevigiano, non appena il pullman aveva lasciato l’autostazione della città del Lemene. Il passeggero si sarebbe arrabbiato per non essere riuscito a salire a bordo, raggiungendo il pullman alla fermata successiva tagliando una rotonda.“

Le zone soprattutto ai margini nord, est ed ovest della provincia di Treviso – afferma Ilario Potito Segretario Fit-Cisl Belluno Treviso – stanno subendo una preoccupante e continua intensificazione degli episodi di violenza. A farne le spese, oltre alla comunita, sono molto spesso coloro i quali per lavoro trasportano queste persone, a prescindere che si tratti di treno o autobus. Le varie aziende di trasporto negli ultimi anni hanno introdotto le figure dei vigilantes, delle squadre antievasione, ed altro”.

“Ma sono totalmente inermi di fronte a fatti di questa entita. Oggi addirittura e spuntata fuori un’arma. Di questo passo, se le istituzioni non effettueranno un repentino cambio di rotta, potremmo prima o poi ritrovarci a commentare fatti ancora piu tragici. Noi abbiamo molte proposte per migliorare queste situazioni, ma che sia chiaro, la sicurezza costa, e la societa deve accollarsi questo onere. Nella fattispecie, seppure si tratti di un intervento mitigativo e non della soluzione del problema, chiediamo per le corriere della Marca che i posti di guida vengano isolati dal resto della corriera con un vetro antisfondamento, cosi da impedire il contatto con l’utenza. Inoltre chiediamo di disporre nei mezzi dei “bottoni SOS” in caso di pericolo, nonche aumentare drasticamente le risorse ai controlli nei mezzi”, spiega.

Abbiamo depositato una mozione per istituire un corso di autodifesa per donne a spese del Comune e ne abbiamo preparata un’altra per chiedere alla giunta Bucci di distribuire gratuitamente lo spray al peperoncino alle genovesi. Analoghe iniziative saranno assunte nei prossimi giorni anche alla Spezia, dove è stato approvato un nostro ordine del giorno che impegna la Giunta Peracchini a realizzare progetti per combattere la violenza sulle donne”.

Lo hanno dichiarato il Consigliere regionale Stefania Pucciarelli, l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di La Spezia Giulia Giorgi ed il Presidente della Commissione consiliare Pari Opportunità del Comune di Genova Francesca Corso, dopo l’ultimo episodio di violenza sessuale per strada avvenuto sabato notte fra Pegli e Sestri Ponente.

Le tre leghiste definiscono “bestie” chi stupra le donne e dicono: “Adesso che facciamo di queste bestie? Le condanniamo solo a 2 o 3 anni senza che stiano in galera, in modo tale da lasciarle di nuovo libere?”.

Occhio allo spray al peperoncino

Il tema delle aggressioni con successiva violenza alla vittima – che in molti casi portano anche allo stupro – e sempre più di attualità. L’interrogativo delle persone per bene è: Come potersi difendere efficacemente senza essere grandi e grossi e cattivi, essere cintura nera di arti marziali o essere armati? La risposta più semplice è di usare sempre un livello di attenzione e di prudenza che renda il più difficile possibile il verificarsi di una situazione che potrebbe sfociare in una aggressione. Però è anche vero che, nonostante le attenzioni, l’aggressione potrebbe sempre verificarsi, e pertanto è importante conoscere uno strumento per la difesa introdotto con la legge 15-7-2009 n. 94 (pacchetto sicurezza), art. 3, comma 32.

Il ministro dell’Interno, con regolamento da emanare nel termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, definisce le caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa, di cui all’art. 2, terzo comma, della legge 18 aprile 1975 n. 110, che nebulizzano un principio attivo naturale a base di oleoresin capsicum e che non abbiano l’attitudine a recare offesa alla persona. A tutt’oggi questo regolamento non è ancora stato emanato, e pertanto si rimane sempre sull’interpretazione se lo spray oleoresin capsicum sia da considerarsi arma comune, come sostenuto da un ufficio del ministero dell’Interno (salvo tre eccezioni per cui è stato redatto un apposito atto) o non sia da considerarsi tale come dimostrato da numerose sentenze della magistratura. Lo scopo di questo articolo non è quello di entrare nel merito giuridico della questione, peraltro egregiamente trattata dal dott. Edoardo Mori (magistrato e oplologo di fama internazionale) e pubblicata sul sito www.earmi.it, bensì di spiegare che cosa è lo spray o.c. (d’ora in poi lo chiameremo così per semplificare), quali sono le sue caratteristiche, le varie tipologie, le modalità di impiego e l’effetto prodotto.

Nella serata di martedì sulla linea 10 conducente in balia di un giovane

Autista aggredito con sputi sul bus
Nuovo allarmante caso di aggressioni ai danni di autisti personale di Trentino Trasporti: dopo il grave episodio di Isera, dove qualche giorno fa un conducente è stato preso a pugni mentre si trovava al capolinea nei pressi del suo mezzo, questa volta un altro deprecabile episodio di violenza e prevaricazioni ai danni di un autista si è verificato nel capoluogo.
Tutto è accaduto a bordo di una corsa della linea urbana numero 10, poco dopo le 19.30 di martedì, come racconta lo stesso conducente.
«Stavo per partire, in piazza Dante, quando a bordo è salito un ragazzo: vedendolo entrare nell’autobus, dalla porta anteriore, mi era subito sembrato piuttosto strano, allarmato e confuso. Poi non ci ho più fatto caso, anche perché ho notato che aveva preso posto sul seggiolino proprio dietro la postazione di guida e sono partito».
Fatte poche decine di metri, tuttavia, il conducente ha sentito una ragazza – anche lei a bordo del mezzo, assieme ad altre tre persone – iniziare ad allarmarsi: «All’altezza di piazza Santa Maria Maggiore la ragazza si è avvicinata alla mia postazione avvertendomi che quel ragazzo stava sanguinando. Ovviamente non potevo fermarmi dato che stavo guidando, ma alla fermata successiva, in via Travai, ho contattato i miei responsabili come da protocollo, avvertendolo che a fine corsa il mezzo avrebbe dovuto essere ripulito ed igenizzato a dovere». Ma qui la situazione è degenerata
improvvisamente: «11 ragazzo ha capito che stavo parlando di lui e probabilmente ha immaginato che stessi chiamando le forze dell’ordine, anziché i miei superiori. È sceso in tutta fretta dal suo seggiolino e mi si è fatto improvvisamente contro, iniziando a urlarmi ogni tipo di offesa e chiedendomi perché avessi chiamato la polizia o i carabinieri. Poi ha tentato di allungare le mani verso di me e dato che io sono riuscito a spostarmi, ha iniziato a sputarmi contro». A quel punto, intimorito e scorato, il conducente non ha più saputo che fare. Dopo che il ragazzo si è allontanato ha portato a termine la corsa, precipitandosi poi al pronto soccorso per sottoporsi ad analisi ed accertamenti. Proprio qui ha ritrovato il giovane,
identificato poi come un trentino residente in valle dei Laghi, che si era fatto accompagnare al S. Chiara per farsi medicare alla mano, ed ha riferito il tutto ai sanitari.
«E un episodio grave – commenta Andrea Moscon, rappresentante Cisl dei dipendenti di Trentino Trasporti – e purtroppo non isolato. Quotidianamente gli autisti vengono presi di mira, verbalmente quando non fisicamente. È ora che l’amministrazione e i vertici delle forze dell’ordine capiscano che i problemi di sicurezza riguardano non solo alcuni punti della città, ma anche gli autobus, e trovino soluzioni efficaci. Non possiamo sempre andare al lavoro chiedendoci ogni giorno quali saranno le minacce ed i pericoli quotidiani».

Lo spray o.c., come strumento di difesa, nasce in Europa negli anni ‘50, su richiesta del ministero delle Poste tedesco, per risolvere il problema dei cani mordaci che nelle campagne tedesche sembra prediligessero i polpacci dei postini. La soluzione adottata fu quella di dotare i postini di una bomboletta contenente dello spray al capsicum da spruzzare sul muso del cane mordace che, a causa della immediata e fortissima irritazione delle mucose con conseguente forte bruciore, cambiava immediatamente idea e si dava alla fuga cercando un posto tranquillo per smaltire l’effetto. Anni dopo, una versione diversa ma sempre contenente spray o.c., venne adottata anche dalle Forze di Polizia tedesche e americane, come strumenti di autodifesa non letali, e diventarono noti anche al grande pubblico, venendo immediatamente adottati anche dai civili che riuscirono così a sventare numerosissime aggressioni.

La capsaicina
Lo spray o.c. è basato sul principio attivo del peperoncino, che è la capsaicina, sostanza nota fin dal tempo dei romani e utilizzata in campo medico e culinario, per le sue proprietà stimolanti e digestive. Da un punto di vista scientifico, la capsaicina fu scoperta nel 1816 da P. A. Bucholtz, il quale isolò la sostanza piccante dai peperoncini macerati mediante solventi organici, metodo tuttora utilizzato per estrarre l’oleoresina dai peperoncini. Come tutti i capsaicinoidi, la capsaicina è irritante nei mammiferi e produce una sensazione di fortissimo bruciore nelle mucose, in particolare negli occhi e nella bocca, causando disorientamento e spesso crisi di panico nei soggetti contaminati, che non riescono più ad aprire normalmente gli occhi per un periodo di 20/30 minuti. Tempo più che sufficiente per consentire ad una persona aggredita di sottrarsi all’aggressione. I prodotti difensivi contenenti o.c. sono chiaramente molti, prodotti da aziende europee e di altri Paesi e sono diversi a seconda dell’utilizzo a cui vengono destinati. E’ chiaro che prodotti destinati alle Forze di Polizia per un impiego di ordine pubblico sono completamente diversi da quelli di chi si deve “solamente” difendere da una aggressione. Di questa seconda categoria fanno parte anche i prodotti utilizzati dalla Polizia locale per la difesa personale e per i T.S.O. (Trattamenti Sanitari Obbligatori).

In principio fu la Lombardia
In questo campo la Regione Lombardia, già nel 2001, iniziò ad occuparsi degli “strumenti di autotutela”, organizzando un convegno rivolto a tutti i Comandi dell’allora Polizia Municipale della regione, per fare scaturire proposte su una nuova normativa regionale. Successivamente venne varata la legge n. 4/2003, con cui venne costituita la Polizia Locale (unificando la Polizia Municipale e la Polizia Provinciale), dove l’art. 18 dava facoltà ai comuni di dotare i propri comandi di Tactical Baton e di spray o.c., rimandando le caratteristiche di questi prodotti e la tipologia della formazione necessaria ad un successivo regolamento, di cui non entreremo nel merito per non annoiarvi. Lo spray o.c. è ormai diffuso in numerosissimi Comandi di Polizia Locale su tutto il territorio nazionale, dove è stato utilizzato più volte in situazioni di pericolo, riuscendo a risolverle senza danni fisici agli operatori e agli arrestati. Anche in numerosi casi di T.S.O., dove il paziente era particolarmente violento si è riusciti a contenerlo senza che nessuno si facesse male e a parte il forte bruciore agli occhi, una volta passato l’effetto non sono rimaste conseguenze.
Nel prossimo numero, faremo una carrellata sui prodotti commercializzati in Italia, con una prova comparativa dei prodotti più diffusi sul mercato.

Per quanto riguarda l’Italia è importante ricordare che quando si parla di spray o.c. si intende esclusivamente quello basato sull’oleoresina di capsicum (prodotto naturale estratto dal frutto della pianta del peperone) che contiene il principio attivo della capsaicina. Tutti i prodotti che contengono capsaicina di tipo sintetico denominata PAVA (nome scientifico No- nivamid -vanillilammide dell’acido pelar- gonico), in base alla legge 18 aprile 1975, n.110 (Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi) rientrano nella categoria degli aggressivi chimici, così come previsto dall’art. 1, che recita: “Agli effetti delle leggi penali, di quelle di pubblica sicurezza e delle altre disposizioni legislative o regolamentari in materia sono armi da guerra le armi di ogni specie che, per la loro spiccata potenzialità di offesa, sono o possono essere destinate al moderno armamento delle truppe nazionali o estere per l’impiego bellico, nonché le bombe di qualsiasi tipo o parti di esse, gli aggressivi chimici, i congegni bellici micidiali di qualunque natura, le bottiglie o gli involucri esplosivi o incendiari”. Prima di passare alla prova è indispensabile anche un accenno di tipo tecnico riguardante l’erogazione del prodotto. Come si è detto, la capsaicina utilizzata comunemente nei prodotti per la difesa personale è al 10%, vale a dire che è stata diluita per diminuire l’effetto irritante, che altrimenti sarebbe eccessivo. All’interno del contenitore la capsaicina ha una base che serve per mantenerla in sospensione, per potere consentire la massima uniformità nella distribuzione durante l’erogazione. Inoltre, trattandosi di un prodotto che viene distribuito in tutto il territorio, devono essere offerte garanzie di funzionamento a tutte le normali temperature, vale a dire da -20 a +50 gradi centigradi, e vi sono dei solventi particolari che assolvono a questa esigenza. L’ultimo componente è il propellente (che è sempre un gas) che consente l’erogazione che può avvenire in tre modi: cono nebulizzato, getto balistico, getto schiumogeno. Tutte i componenti di uno spray o.c. devono avere le caratteristiche di non essere nocivi per la salute delle persone e, per quanto riguarda il gas propellente, di essere conforme alla normativa FCKW (normativa internazionale per la messa al bando dei gas CFC che danneggiano l’atmosfera). Il gas più utilizzato è l’azoto (gas incolore, inodore, insapore e inerte che costituisce il 78% dell’atmosfera terrestre ed è il gas più diffuso nell’aria).

Augurandoci di avere fatto chiarezza su questo tema, iniziamo a parlare dei prodotti contenenti o.c. naturale (commercializzati sul mercato italiano), di cui abbiamo fatto la prova per verificare le caratteristiche e la funzionalità nell’uso per difesa personale. Dopo avere effettuato un’analisi sui prodotti distribuiti sul mercato, abbiamo scelto quelli più diffusi e più facilmente reperibili, acquistandoli nella normale rete commerciale e con Internet, per potere effettuare i test con la certezza di utilizzare i prodotti che vengono comunemente venduti a privati cittadini maggiorenni. Tutte le prove sono state effettuate all’esterno, per evitare problemi di contaminazione indiretta, che comunque si è verificata durante l’utilizzo di quelli erogati in forma nebulizzata, in condizione di vento contrario (ottenuta mediante l’utilizzo di un grosso ventilatore), mentre quello a getto balistico è risultato insensibile a questo fenomeno, subendo però una variazione di traiettoria nelle prove con vento laterale a 90°. Per avere un’idea esatta sull’efficacia del prodotto, tenuto conto che non abbiamo proceduto ad effettuare analisi chimiche, ritenendo valido quanto riportato sulle etichette dei prodotti (tutti dichiarano di contenere capsaicina al 10%), abbiamo posizionato dei fogli di carta bianca e abbiamo spruzzato alla distanza di un metro, per verificare la “rosata”, ovvero quanto è il prodotto che va a colpire il bersaglio. Inoltre abbiamo proceduto alla pesatura delle bombolette piene e successivamente vuote, per controllare l’effettivo contenuto.

Spray a getto balistico
Di spray a getto balistico attualmente disponibili sul mercato italiano abbiamo trovato solamente gli RSG4 e RSG6, prodotti dalla Hoernecke in Germania e distribuiti dalla Defens System di Pero (MI), in vendita solamente alla polizia locale o alle forze di polizia. I due prodotti si differenziano per la dimensione e per il quantitativo del prodotto, che è di 30 ml nell’RSG4 e di 45 ml nell’RSG6, nel brevetto esclusivo dello RSG6 che ne garantisce il normale funzionamento a 360°, e nella distanza di impiego operativo, che è di circa quattro metri per lo RSG4 e di sei metri per lo RSG6.
Le prove effettuate confermano questi dati e il getto è preciso e costante fino all’esaurimento di circa 3/4 del contenuto, dopodiché tende a diminuire e cadere fino allo svuotamento della bomboletta, che avviene preannunciato da una nuvoletta di gas nebulizzato.

In entrambi i prodotti che, a parte le dimensioni, sono uguali, la bomboletta è contenuta all’interno di un apposito manicotto in tecnopolimero ad alta resistenza che, nella parte superiore, ha incernierata una leva a molla che funge da sicurezza e una linguetta parzialmente estraibile, che serve per bloccare la bomboletta all’interno del manicotto. Nella parte inferiore vi è un tappo fissato con una vite, forato al centro per potere leggere i dati scritti sul fondello delle bombolette e con due scanalature su entrambi i lati, dove viene fissata una clip di acciaio che serve per il porto dello strumento, e può essere montata a destra o a sinistra per gli operatori mancini. Tutto l’insieme è molto semplice, con una forma ergonomica che consente una facile impugnatura e un altrettanto facile puntamento istintivo verso il bersaglio. Sul fondello delle bombolette, facilmente leggibile anche quando è inserito nel manicotto, grazie all’apposito foro di cui abbiamo parlato, sono riportati i dati riguardanti la data di scadenza, il lotto di fabbricazione e il tipo di contenuto (vi sono anche delle bombolette ad acqua per l’addestramento che recano la scritta “INERT”). Di questi prodotti non abbiamo potuto effettuare la pesatura prima e dopo l’uso perché superavano la portata della bilancia elettronica di precisione della Dillon, utilizzata per le prove degli altri prodotti. Entrambi gli spray hanno sempre funzionato in modo ineccepibile, garantendo un minimo di otto spruzzi da mezzo secondo circa lo RSG4 e dodici spruzzi lo RSG6, confermando la precisione balistica del getto fino alle distanze precedentemente citate.

Spray a cono nebulizzato
Vi sono molti spray a cono nebulizzato sul mercato, ma riteniamo interessante solo la prova dei cinque più diffusi sul mercato: DI.VA, Key Defender, Pen Defender, TW1000 da 20 e da 40 ml. Cominciamo dal DI.VA, nel prossimo numero la prova degli altri quattro prodotti. DI.VA (acronimo di Difesa Valida): prodotto in Germania dalla Hoernecke, è distribuito in Italia dalla Defens System di Pero. Il prodotto è venduto tramite la grande distribuzione ed è facilmente acquistabile anche in negozi di ferramenta, tabaccai ecc. Viene venduto in un blister sigillato, contenente la bomboletta e un bugiardino/ scheda tecnica con tutte le informazioni relative al prodotto e al suo corretto utilizzo. La bomboletta, con capacità di 15 ml, è di forma cilindrica con dimensioni 90 x 20 mm, sul fondello sono riportati il nome del prodotto, la data di scadenza, il lotto di produzione e il contenuto di o.c. al 10%.

La parte superiore è di materiale plastico di colore nero, con una clip da un lato e un occhiello per catenella portachiavi dall’altro, al centro il foro dell’erogatore e sulla sommità vi è il pulsante di erogazione protetto da una corona svasata nella parte dove si appoggia il pollice per premerlo, posizionata esattamente dalla parte opposta del foro di erogazione, così da consentire un facile puntamento istintivo sul bersaglio. Nella prova pratica, la bomboletta ha erogato 9 spruzzi della durata media di 1/2 secondo, con una rosata ampia e costante sul foglio di carta bianca posto alla distanza di un metro. Ripetendo la prova con il ventilatore posizionato a due metri di distanza, a 90° rispetto alla direzione del getto (per riprodurre le condizione di una giornata ventosa), la rosata si è praticamente dimezzata, rimanendo comunque ampiamente sufficiente a contaminare un soggetto.

Quaderno tecnico informativo Spray Antiaggressione.
Uno degli strumenti più conosciuti nell’ambito della sicurezza personale e che spesso viene consigliato è sicuramente lo spray al capsicum (peperoncino).
In merito a tale argomento fornirò notizie tecniche legislative e specifiche differenziazioni.
Prima di tutto questi strumenti e i loro cugini come il Taser ( pistola elettrica), sono strumenti che per essere utilizzati e pronti all’ uso devono preventivamente essere tenuti in mano. Questo vuol dire che possederli in tasca o nella propria borsa, mai in vista e sparsi ovunque non serve a niente. Questi oggetti di difesa devono essere rigorosamente impugnati nei luoghi e nei percorsi isolati o quanto meno devono essere sempre visibili e raggiungibili e di facile cattura.
Il modo di impugnarli è lo stesso di un cono gelato con la differenza che a premere il pulsante di getto deve essere il pollice. Questo perché la posizione della mano, detta a martello, può nel caso essere utile per percuotere con lo tesso oggetto un eventuale aggressore sia al volto che al corpo, senza dover cambiare tipo di impugnatura e perdere l’efficacia.
Altra differenziazione importante è legata al tipo di spray consentito in base alle leggi vigenti nel Paese in cui viviamo e il tipo di getto di cui sono dotati. La prima cosa da sapere è che gli spray si trovano sia balistici che vaporizzanti. Tra i due c’e una differenza legata al rischio di contaminazione propria, lo spray balistico ha un getto forte a pressione che va direzionato verso gli occhi dell’aggressore e richiede un minimo di capacità oculomotoria quindi di precisione. Lo spray vaporizzante (effetto profumo) copre una distanza più corta ed il getto tende a restare come una piccola nube molto vicino sospeso in aria contaminando più facilmente abiti, oggetti e persone circostanti.
Nel primo caso, balistico, il getto va direzionato mettendo a rischio solo i destinatari dello spruzzo salvo errori; ma nel secondo caso, vaporizzato, in luoghi chiusi e non areati rischiamo di contaminare noi stessi aumentando la difficoltà di difenderci. E’ ovvio che qualunque dei due si possieda è sempre meglio averlo che non averlo, ma bisogna considerare queste differenze nel caso di utilizzo.
In Italia si può acquistare in negozi specializzati o in alcuni casi dal ferramenta, il problema è che troverete quasi sempre spray con una concentrazione molto bassa (secondo le norme di legge Europee) e vaporizzanti, che per essere spruzzati hanno bisogno di essere direzionati coprendosi gli occhi, con l’avambraccio della mano che non preme il bottone, lasciando una visibilità minima e indispensabile a riconoscere almeno una via di fuga.
Lo spray che potete possedere e procurarvi è molto limitato e comunque è necessario fare della pratica con quelli da addestramento che hanno etichette blu o verdi e contengono soluzioni saline. E’ consigliato pertanto contattare Istruttori qualificati che insegnino il giusto utilizzo le tempistiche e la decontaminazione in caso di necessità.
Molto spesso gli spray al capsicum migliori si trovano nei negozi che forniscono attrezzature militari, e vi consiglio di acquistare i balistici che oltre a essere più potenti hanno più superficie in caso dobbiate contundere e coprono più distanza. Gli spray professionali inoltre spesso sono in forma di portachiavi ed hanno una sicura per evitare perdite spontanee, ricordarsi quindi di togliere la sicura altrimenti non sparano.
Una volta esisteva il modello GS che era potentissimo di colore bianco da portare alla cintura e poteva essere utilizzato anche a 360 gradi. Infatti una cosa da sapere è che molti di quelli venduti normalmente sparano solo se mantenuti in posizione verticale, e se venite spinti o cadete a terra non riuscite a creare nessun tipo di getto. Ad oggi il GS è stato bandito per la sua eccessiva pericolosità ma spray che funzionano a 360 gradi si possono sempre trovare visto che comunque un conflitto si sa dove inizia e mai dove finisce vi consiglio di chiedere qualcosa del genere.
Tra i modelli che preferisco vi consiglio l’ ASP defender prodotto negli Stati Uniti a getto balistico il cui compromesso utilizzo, efficacia, e concentrazione di peperoncino sono garantiti da anni di esperienza e funzionano davvero.
Il modello consigliato è detto Key defender OC Spray prodotto dlla Armament Systems and Procedures Inc. con sede ad Appleton WI – USA, è ancora uno dei pochi che si possiamo ufficialmente trovare e procurarci personalmente senza dover esibire tesserini o brevetti particolari.
Per quanto riguarda la legislazioni non esistono costrizioni al trasporto per tutti quelli con marchi o CE che si vende regolarmente e nel caso del modello dell’ASP
posso assicurare che il Ministero dell’Interno dipartimento di Pubblica Sicurezza, Commissione Consultiva sugli armamenti ed esplosivi lo ha catalogato fra gli strumenti di autosoccorso, non potendo inserire tra le armi comuni in quanto non h attitudine a recare offesa alla persona ai sensi del disposto di cui al 1° comma deN’art.n.36 del 21/02/1990 con aut. Min. N.559/C-50-047-E 98 del 25/06/98.
Solitamente i recipienti sono sotto pressione da 1/2 a % del contenuto è sotto forma liquida il resto del contenuto del prodotto è gas propulsore.
Nel caso del ASP defender troverete getto direzionale balistico opposto all’utilizzatore con valvola autobloccante bottone di attivazione. Il vivo di volata del getto deve essere puntato ruotando la mano a posizione di martello verso l’aggressore con il pollice rivolto verso l’utilizzatore.
Caratteristiche tecniche :
Tempo di reazione 1-4 secondi
Percentuale di inaffidabilità 4%
Efficace sia contro l’uomo che contro gli animali
Durata efficacia dai 30 ai 45 minuti.
Portata da 1 MT a 2 MT
Circa 2,5 grammi di prodotto vengono proiettati da una pressione di 1 secondo sul bottone di attivazione
Infiammabile.
Effetti fisiologici sull’elemento contaminato:
Sensazione di bruciore sulle parti della pelle non coperte, sensazione di bruciore e infiammazione sulle mucose degli occhi e del naso, della gola e dell’esofago sensazione di soffocamento, attacchi di panico, chiusura involontaria degli occhi, perdita di volontà a procedere nell’aggressione, difficoltà a deglutire, lacrimazione.
Decontaminazione:
Esporsi all’ aria fresca se inalato.
Sciacquare con acqua fresca per almeno 15 minuti o fino a necessario se contaminati gli occhi.
Sciacquare con acqua fresca e sapone se a contatto con pelle.
In caso di ingestione sciacquare con acqua fresca bere molta acqua o latte fresco, in questo caso potrebbe verificarsi nausea, vomito e/o diarrea; il prodotto non ha effetto a lungo termine e/o persistente.
Non esporre a raggi solari o temperature sopra i 50°.
Vietata la vendita ai minori di 18 anni.
La potenza degli spray è misurata in SHU (Scoville Heat Unit) questa unità di misura è relativa al bruciore che viene effettuata con test su individui campioni con piccole dosi di prodotto. Affianco a queste valutazioni personali vengono prese in esame anche analisi di controllo percentuale di oleresin capsicum, ovvero l’agente attivo del prodotto. La miglior percentuale attiva è intorno al 10% pertanto è possibile verificare la potenza prevista leggendo le etichette obbligatorie sulle confezioni. Dovete sempre verificare che questa sia l’unità di misura prevista perché non esistono altre. Ogni percentuale al di sotto di quella prevista nella media diminuisce l’affidabilità e l’efficacia. In caso contrario se superiore può essere eccessiva e pericolosa causando ustioni cutanee.
Ci sono altri test che valutano la potenza ovvero la concentrazione di capsiacinoidi, che sarebbe la vera unità di misura della sostanza contenuta nel recipiente. Questo perché è l’unica controllata da speciali apparecchiature in fase di preparazione dell’agente attivo garantendo l presenza di capsacinoidi tra lo 0,18% ed il 0,20%, inoltre in questo modo è riscontrabile scientificamente grazie all’High Performance Liquid Chromotography, test necessario alla produzione.

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