Aviano,. Cameron Ashley Owens accoltella al volto una donna

Aperti gli occhi, la soldatessa americana ha visto l’ombra incombere su di lei, sopra il letto, con il coltello in mano e, d’istinto, ha urlato e ha girato di scatto la testa verso destra per evitare l’affondo. La lama del coltellaccio da cucina (lungo 30 centimetri) le ha tagliato il collo vicino alla nuca ed è affondata fra il cuscino e le lenzuola rosa. Ma senza quello scarto istintivo di lato, il coltello l’avrebbe trafitta.

Poi lo sconosciuto al buio l’ha colpita ancora, sfregiandole la guancia e quindi le ha assestato altre due coltellate, ma la giovane si è protetta con il braccio e la spalla sinistre, continuando a gridare.La sua vicina di stanza, nell’alloggio numero 2 al pianterreno del residence militare all’interno della base di Aviano, ha sentito le urla, ma non è uscita dalla sua camera. «Pensavo che fosse solo un sogno», ha spiegato poi ai carabinieri di Aviano.

La 21enne, terrorizzata, è corsa fuori dall’appartamento, lasciando dietro di sé una scia di sangue, ha attraversato scalza il giardino interno per raggiungere l’appartamento di alcuni commilitoni suoi amici, continuando a gridare «Aiuto! Aiuto!». Nel frattempo lo sconosciuto armato di coltello è scappato dalla portafinestra. A quell’ora – le 4 di martedì – in giro non c’era anima viva. Soltanto la ragazza in lacrime e il misterioso aggressore, immortalato dalle numerose telecamere del residence.

Per fortuna la giovane è stata subito soccorsa: i commilitoni le hanno tamponato le ferite in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118, che l’ha trasportata all’ospedale di Pordenone. La 21enne non è in pericolo di vita, nonostante abbia perso molto sangue: la prognosi è di 15 giorni. Poche ore dopo, grazie alle immagini delle telecamere e agli elementi raccolti dai carabinieri della stazione di Avia- no, coordinati dal maresciallo Luigi Ruzza, l’aggressore è stato identificato. All’indagine hanno collaborato anche i colleghi americani dell’Afosi. Si tratta di Cameron Ashley Owens, 19 anni, aviere statunitense.

Alla base del 31esimo Fighter wing è arrivato a marzo e lavora come elettricista al 31° support squadron. Lui e la vittima non si conoscevano né si erano mai frequentati, anche se entrambi dormivano nelle palazzine all’interno della base. Alle 3.47, poco prima dell’aggressione, le telecamere del dormitorio hanno ripreso Owens mentre scendeva le scale e gironzolava con il coltello in mano. Il fotogramma estrapolato dal video è stato diramato dai capi ufficio della base americana chiedendo a tutti se lo riconoscessero. Così è stato. Trovato il nome, gli investigatori dell’Arma si sono concentrati sugli spostamenti di Owens.

Sulla vetrata della portafinestra del civico 2 è stata trovata l’impronta del palmo della sua mano, oltre a numerosissime tracce ematiche, segni di colluttazione e tracce biologiche. Del coltello il 19enne si è liberato invece dopo essere uscito di casa e non è stato ancora trovato. Lo aveva preso dalla cucina di un altro appartamento del residence, in cui si era intrufolato nel suo girovagare notturno, ricostruito con precisione dai detective dell’Arma.
Tassello dopo tassello, gli inquirenti hanno chiuso il cerchio. Owens è stato rintracciato nel pomeriggio all’interno della base militare di Aviano ed è stato portato in caserma.

La soldatessa ha riconosciuto nella fotografia il suo aggressore. Assistito dall’avvocato Luciano Rizzo, Owens ha infine confessato di aver accoltellato la soldatessa, ma senza riuscire a spiegare il perché e ha precisato di non aver avuto intenzione di ucciderla.
Il riconoscimento da parte della vittima, i gravi indizi di colpevolezza emersi, la confessione resa alla presenza del difensore e il poteziale pericolo di fuga (visto lo status di cittadino straniero), hanno consentito ai carabinieri di sottoporre Owens a fermo per tentato omicidio.
L’aviere è stato accompagnato in carcere a Pordenone, dove attende ora la convalida del fermo da parte del gip Alberto Rossi. Le autorità statu nitensi hanno chiesto la custodia. In base agli accordi Nato Owens sarà con tutta probabilità giudicato dal tribunale militare Usa, in base alla loro giurisdizione. Proseguono intanto da parte degli organi investigativi americani gli accertamenti per far luce sui contorni della vicenda e rintracciare l’arma del delitto.

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