Aviaria, 850 mila galline saranno abbattute nel ferrarese: rischio contagio

Sono circa 850 mila le galline ovaiole da abbattere soltanto nel ferrarese in seguito alla scoperta di un focolaio di influenza aviaria. E’ questa la notizia riportata dai giornali locali che hanno anche precisato come il provvedimento sia stato eseguito lo scorso 8 ottobre in ottemperanza all’ordinanza della sindaca di Codigoro Alice Zanardi. Purtroppo le analisi effettuate presso l‘Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie non hanno lasciato alcun dubbio ed hanno confermato la positività per il virus influenzale tipo a sottotipo h5N8 nell’allevamento della società agricola Fiorin di Lionello & Css. Lo stabilimento in questione si trova sulla via per Ferrara nel territorio comunale di Codigoro e vanta circa 80 dipendenti.

Sicuramente quanto emerso avrà un forte impatto economico sull’azienda, e i danni sono ancora da definire ma potrebbero superare i due milioni di euro. Per questo motivo il Sindaco dovrà prendere invece immediatamente delle decisioni per poter contenere questi danni.  “È stato il veterinario aziendale, evidentemente molto attento, che durante i controlli ha notato i sintomi in alcuni animali ed ha inviato i campioni all’Istituto zooprofilattico di Forlì. Alle 14,30 è stato interessato il Centro di Padova e dopo la conferma, alle 15, il sindaco di Codigoro ha firmato l’ordinanza. Tutto dunque è stato fatto nel più breve tempo possibile e adesso si lavora 24 ore su 24 perché le operazioni, in questo caso, sono davvero molto grosse”, è questo quanto dichiarato Chiara Berardelli, dell’ dall’Unità operativa Attività veterinarie e Igiene allevamenti e produzioni zootecniche.

Al fine di impedire il diffondersi della malattia, infatti il sindaco pare abbia ordinato il sequestro immediato dell’allevamento e disposto anche l’immediato abbattimento il loco di tutti gli 850.000 volatili presenti in azienda e la distruzione delle carcasse di quelli morti e abbattuti oltre che la distruzione e lo smaltimento di tutte le uova presenti. Lo stesso Zanardi ha dichiarato che questa è stata una scelta doverosa e obbligata al fine di evitare appunto che la malattia possa diffondersi e cominciare a creare le prime vittime. Si tratta ovviamente di un lavoro piuttosto lungo ed un’opera particolarmente complessa che richiederà del tempo e che dovrà essere effettuata da una ditta specializzata che dovrà rimuovere le carcasse portandole in un inceneritore di Parma.

Oltre all’abbattimento di tutti gli animali dovranno essere distrutti anche tutti i materiali infetti e rifiuti potenzialmente contaminati e ogni cosa dovrà essere poi smaltite trattata. La zona dovrà essere dunque pulita e bonificata e si dovrà procedere alla totale sterilizzazione dell’impianto.“Non possiamo permetterci di correre alcun rischio e se la procedura viene svolta correttamente, così come sta succedendo a Codigoro, il caso resterà circoscritto”, ha dichiarato ancora il sindaco.  Al momento sembra ci sia anche un po’ di timore tra i dipendenti per il loro futuro professionale che potrebbe essere a rischio. Il sindaco nello specifico ha riferito di aver parlato con uno dei proprietari, il quale gli avrebbe riferito che aveva già parlato con la ditta incaricata della Bonifica e dello smaltimento per chiedere se era possibile assumere una parte dei dipendenti in queste operazioni in modo che non debbano rimanere a casa.

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