Lecce shock: Bambina di 10 anni muore soffocata da un boccone di carne

Una vera tragedia quella avvenuta nella mattinata di ieri a Melissano, nel leccese dove una bambina di appena 10 anni è morta assaggiando un pezzo di carne.  Una vera e propria tragedia, dunque, si è avuta nella giornata di ieri nel leccese dove una bambina di soli 10 anni di nome Serena Bianco, è morta mangiando un pezzo di carne mentre era in cottura il pranzo e così una tranquilla domenica di luglio,  che sarebbe dovuta trascorrere nell’intimità domestica, si è trasformata in un vero e proprio dramma, proprio quando i genitori della piccola si sono ritrovati davanti ad una situazione molto difficile da gestire.

Secondo quanto riferito, intorno alle ore 11:40 di ieri  la bambina si trovava all’interno dell’appartamento insieme ai suoi genitori in Piazza Vecchia in attesa di pranzare, ma improvvisamente avrebbe chiesto alla mamma di assaggiare un pezzo di carne che era in cottura e la donna avrebbe acconsentito con lo scopo di farle passare la fame.

La bambina ha preso il pezzo di carne e lo ha portato alla bocca, e un gesto così naturale si è trasformato in qualcosa di fatale, perché la carne è andata di traverso ostruendo la trachea, impedendole di respirare. Nel giro di pochi secondi, la bambina ha dato segni di soffocamento ed è spirata nel giro di pochi minuti, proprio davanti alla disperazione dei familiari che non hanno potuto fare praticamente nulla, se non chiamare i sanitari del 118 che nel giro di pochi minuti si sono riversati nell’abitazione sita nel centro storico della città;  purtroppo all’ arrivo non ci sarebbe stato più nulla da fare per la bambina e vani sono stati i tentativi di soccorso, purtroppo il cibo le aveva ostruito la trachea impedendole di respirare.

La bambina pare sia morta per arresto cardiorespiratorio dovuto ad un cosiddetto bolo carneo che si è bloccato nell’esofago, impedendole praticamente di respirare. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri i quali hanno effettuato degli accertamenti e nel corso della giornata sono intervenuti il pubblico ministero di turno Maria Vallefuoco, la quale ha disposto la riconsegna della salma alla famiglia.

Al momento non sembra essere stata accertata la responsabilità di qualcuno, perché purtroppo si è trattato di una terribile fatalità che ha colpito una famiglia tra l’altro senza grandi risorse, visto che i genitori si mantengono con lavori saltuari. A tal riguardo nel comune salentino è immediatamente scattata una gara di solidarietà per aiutare la famiglia della vittima di umili origini per sostenere le spese per i funerali. Non è la prima volta che si registra un episodio del genere e soltanto la scorsa settimana una donna di 76 anni era morta per lo stesso motivo, mentre pranzava insieme ad amici e parenti in un ristorante di Torino.

Se il cibo, per una qualsiasi ragione, non prosegue nel canale dell’esofago e va a finire in trachea – non ci sono alternative – si crea l’arresto respiratorio, e successivamente quello cardiaco. Per liberare il canale che si sta ostruendo bisogna ricorrere a due essenziali interventi: alle pacche interscapolari, alternate alla cosiddetta manovra di Heimlich, che è più invasiva. L’ostruzione delle vie aeree, soprattutto in età pediatrica, è un
evento abbastanza frequente e il rapido riconoscimento e trattamento può prevenire, per l’appunto, conseguenze gravi, anche fetali. Proprio per questo, ripeto, Croce rossa italiana, a livello nazionale, e in questo caso tutto il Gruppo istruttori manovre salva- vita di Lecce, in un efficace lavoro di squadra, sono impegnati nella diffusione della conoscenza di queste semplici manovre salvavita, per bambini e per adulti, attraverso incontri informativi e corsi formativi specifici. I primi hanno la durata di un’ora circa, a titolo gratuito ed aperti a tutti con lo scopo di diffondere, appunto, i principi di educazione sanitaria. Vengono organizzati soprattutto nelle scuole, di ogni ordine e grado, negli uffici pubblici, nelle palestre, nei centri sportivi, in tutti quei luoghi dove convivono e lavorano molte persone. E dove è essenziale che quante più persone possibili siano in grado di intervenire se si verifica un caso di ostruzione delle vie respiratorie. Non ci stancheremo mai. Continueremo, ancora di più, a informare la popolazione, proprio per evitare tragedie come questa, che ci lasciano attoniti. Anche perchè il nostro progetto è quello di riuscire a realizzare una società preparata. Il nostro è un «Progetto di responsabilità»: il sapere acquisito dev’essere un dono da dare agli altri, da moltiplicare per essere parte di un processo globale di protezione dei bambini e del loro futuro.

«Un intero paese in aiuto della famiglia di Serena»

MELISSANO. «#siifeliceSerena». È il nome della gara di solidarietà partita dopo poche ore dalla morte della piccola Serena Bianco. Un modo per sostenere concretamente la famiglia della bambina in un momento di così grande dolore. Sul gruppo Facebook «Sei di Melissano ieri, oggi e domani», amministrato da Stefano Giuseppe Scarcella, è possibile trovare gli estremi di un conto corrente e di una carta Postepay da utilizzare per far arrivare ai familiari della bambina il proprio aiuto.
Ma a sostegno della famiglia si stanno muovendo anche Comune, scuola, parrocchia e altri gruppi cittadini. «Da questa tragedia – commenta il sindaco Alessandro Conte – è nata una grande macchina della solidarietà. Questo è molto commuovente. Un intero paese si sta muovendo in aiuto di questa famiglia. Ciò che è avvenuto alla piccola Serena – continua – è causa di grande dolore per l’intera comunità melissanese. Quando una piccola vita si spegne, ne risente tutta la collettività. I familiari della bambina sono persone per bene, grandi lavoratori. Purtroppo la sorte, anche in questa occasione, non è stata benevola con loro». Interviene anche il gruppo consiliare dei «Democratici per Melissano», con un messaggio in cui i consiglieri e l’intera coalizione «si uniscono al dolore che ha colpito la famiglia Bianco per la perdita della piccola Serena».
Sulla vicenda prende la parola il presidente dello «Sportello dei diritti», Giovanni D’Agata: «In questi casi – spiega – è completamente mutile attendere l’arri- vo dell’ambulanza. Se un boccone va di traverso, o si eseguono immediatamente le manovre di salvataggio suggerite da medici e pediatri, o il bambino muore. Fra i bambini da zero a quattro anni il soffocamento è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Purtroppo, oggi nel nostro Paese pochissimi genitori conoscono le manovre salvavita».

Il soffocamento da corpo estraneo rappresenta un problema rilevante di salute pubblica: esso costituisce una delle principali cause di morte nei bambini di età inferiore ai 3 anni, ma la quota di incidenti rimane elevata fino ai 14 anni di età.

Viene stimato che, in Europa, ogni anno, 500 bambini muoiano soffocati. In Italia, è stato osservato, negli ultimi 10 anni, un trend stabile della quota di incidenti, con circa 1000 ospedalizzazioni all’anno, con conseguenti costi elevati associati alla diagnosi, e al trattamento e alle eventuali sequele.

Le stime più recenti, calcolate includendo anche i “quasi-eventi” e gli episodi di minore gravità (che si sono risolti grazie all’intervento della famiglia, senza la necessità di rivolgersi ai sanitari), mostrano come l’incidenza reale del fenomeno sia 50-80 volte superiore rispetto a quella dei ricoveri (con 80,000 episodi stimati, per anno, solo in Italia).

Gli alimenti costituiscono una delle cause principali di soffocamento in età pediatrica: tra il 60% e l’80% degli episodi di soffocamento è imputabile al cibo. Il registro Susy Safe, uno dei più grandi registri internazionali che raccoglie casi di incidenti da corpo estraneo (corrispondenti ai codici dell’”International Classification of Diseases – 9th revision – Clinical Modification da 930 a 939) in bambini di età compresa tra gli 0 e i 14 anni , mostra che gli alimenti che causano più spesso incidenti sono gli ossicini di pollo e le lische di pesce (32%) seguiti dalle noccioline (22%) e dai semi (16%) .

Tuttavia, gli alimenti che causano più spesso questo tipo di incidenti non sono gli stessi che causano le conseguenze più severe: nel registro Susy Safe gli incidenti gravi sono causati in misura maggiore dalla carne, mentre uno studio condotto in 26 ospedali canadesi e statunitensi ha mostrato come i Wurstel si associno più spesso a episodi fatali. Queste osservazioni sono legate al fatto che la gravità dell’esito è dipendente da specifiche caratteristiche di forma, consistenza e dimensioni dell’alimento.

Inoltre, dal registro Susy Safe si può vedere che quasi la metà degli incidenti da corpo estraneo si è verificata sotto la supervisione dell’adulto. Questi risultati denotano una scarsa conoscenza, da parte degli adulti responsabili della supervisione del bambino, del problema del soffocamento da cibo (e in particolare di quali sono gli alimenti pericolosi), un dato che è stato confermato da una recente indagine condotta su famiglie con bambini di età inferiore ai 4 anni.

Negli ultimi anni sono state promosse, da parte di associazioni scientifiche e di istituti di salute pubblica, diverse iniziative finalizzate alla prevenzione del soffocamento da cibo che insegnano alle famiglie, e più in generale a tutti coloro i quali sono responsabili della cura del bambino (es. educatori, operatori delle mense scolastiche), quali sono gli alimenti pericolosi e come prepararli al fine di minimizzare il rischio di soffocamento.

Il nostro obiettivo è quello di analizzare l’esperienza internazionale riguardo le iniziative di prevenzione del soffocamento da cibo, al fine di stabilire un corpo di linee di indirizzo da promuovere sul territorio italiano.

Al fine di effettuare la revisione, sono state prese in considerazione le linee di indirizzo internazionali per la prevenzione del soffocamento da cibo. Sono state incluse esclusivamente le linee di indirizzo promosse da associazioni professionali e governi; le linee di indirizzo promosse da altre istituzioni (ad esempio quelle di SafeKids worldwide  e del Nationwide Children’s Hospital ) sono state escluse dalla revisione in quanto, pur essendo di buona qualità, sono il risultato di una rielaborazione di quelle ufficiali. La ricerca delle linee di indirizzo è stata condotta su PubMed, sui siti web dei governi e su altri motori di ricerca non indicizzati.
La revisione ha fatto emergere che, negli ultimi anni, diverse associazioni professionali e
governi si sono impegnati nel fronte della prevenzione del soffocamento da alimenti. Sono state raccolte 8 linee di indirizzo, pubblicate tra il 2000 e il 2012 (Allegato tecnico). Queste linee di indirizzo sono state promosse dell’American Academy of Pediatrics (AAP), la Canadian Paediatric Society, dai governi dell’Australia Meridionale, della Nuova Zelanda (Ministero della Salute)  e dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, nel contesto del “Child and Adult Care Food Program” (CACFP), dello “Special Supplement Nutrition Program for Women Infants and Children” (WIC) e del “Commodity Supplemental Food Program” (CSFP).

La maggior parte delle linee di indirizzo si rivolgono alle famiglie e agli adulti responsabili della cura dei bambini (es. educatori), in particolare a coloro i quali lavorano presso mense frequentate da bambini (scolastiche, di centri estivi etc.). Le linee di indirizzo promosse dall’AAP e dalla Canadian Pediatric Society invece forniscono delle linee di indirizzo non solo per le famiglie ma anche per l’industria alimentare e le autorità preposte al controllo della sicurezza degli alimenti (nel caso degli Stati Uniti, la Food and Drug Administration).

Perché il rischio di soffocamento è più elevato nei bambini?
Tutte le linee guida sono concordi nell’affermare che la fascia di età in cui i bambini sono esposti a un maggior rischio di soffocamento da cibo è quella tra gli 0 e i 4 anni. L’elevata incidenza di episodi di soffocamento è dovuta a caratteristiche psico-fisiologiche del bambino: vie aeree di diametro piccolo e forma conoide (fino alla pubertà); scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi (che non è innata come per i liquidi); dentizione incompleta (i molari, necessari per ridurre il cibo in un bolo liscio, crescono intorno ai 30 mesi); frequenza respiratoria elevata e tendenza a svolgere più attività contemporaneamente (ad esempio mangiano mentre corrono, giocano, parlano o guardano la TV, tablet etc).

Alimenti pericolosi: caratteristiche
Tutte le linee di indirizzo concordano sul fatto che gli alimenti pericolosi condividono particolari caratteristiche di forma, consistenza e dimensioni. Per quanto riguarda le dimensioni, sia gli alimenti piccoli (es. noccioline e semi) che quelli troppo grandi (es. grossi pezzi di frutta e verdura cruda) sono pericolosi in quanto, i primi rischiano di finire nelle vie respiratorie prima che il bambino riesca a morderli, mentre i secondi sono difficili da gestire durante la masticazione.

Quella tonda (es. ciliegie e uva) e quella cilindrica (es. wurstel e carote) sono le forme più pericolose poiché queste tipologie di alimenti, se aspirati, possono bloccarsi nell’ipofaringe ostruendo completamente il passaggio dell’aria. Infine, per quando riguarda le consistenze, quelle più pericolose, con differenti meccanismi, sono quella dura, quella appiccicosa (es. burro d’arachidi), quella fibrosa (es. sedano) e quella comprimibile (es. wurstel e marshmallow). Gli alimenti duri e fibrosi sono difficili da masticare per la fisiologica mancanza di denti del bambino.

Gli alimenti comprimibili possono scivolare nelle vie aeree prima che il bambino riesca a morderli e adattarsi alla forma dell’ipofaringe (grazie alla loro consistenza), ostruendo il passaggio dell’aria. Gli alimenti appiccicosi risultano difficili da rimuovere se rimangono bloccati nelle vie aeree, una volta aspirati.

Tutte le linee di indirizzo forniscono una lista dettagliata degli alimenti pericolosi e alcune, come quelle del Ministero della Salute della Nuova Zelanda, hanno distinto gli alimenti pericolosi in differenti categorie sulla base delle caratteristiche sopracitate.

Linee di indirizzo per ridurre il rischio di soffocamento a tavola
Le linee di indirizzo incluse nella revisione concordano nell’affermare che sia possibile offrire al bambino gli alimenti pericolosi (a parte poche eccezioni) se opportunamente preparati in modo tale da minimizzare il rischio di soffocamento. Viene raccomandato di adottare semplici regole di preparazione che mirano a modificare la forma (es. tagliare gli alimenti cilindrici a listarelle, quelli tondi in quarti), la consistenza (es. eliminare nervature e filamenti, cuocere i cibi fino a quando diventano morbidi), e le dimensioni (es. tagliare in pezzi piccoli o tritare/grattugiare) degli alimenti pericolosi.

Le eccezioni sono rappresentate da: frutta a guscio e semi (le linee di indirizzo li sconsigliano per i bambini fino ai 4 anni di età circa, a causa dell’elevato rischio di aspirazione a cui si associano), caramelle e gomme da masticare.
Oltre alle indicazioni per la preparazione degli alimenti, le linee di indirizzo riportano semplici regole comportamentali da osservare quando il bambino mangia al fine di garantire un pasto sicuro.

Oltre la preparazione degli alimenti:
Emerge la necessità di un approccio più ampio alla prevenzione del fenomeno, che non si limiti a insegnare alle famiglie (e ad altri soggetti rilevanti) quali sono gli alimenti pericolosi e come preparali per minimizzare il rischio di soffocamento, ma che preveda interventi coordinati di programmazione sanitaria finalizzati a ridurre l’incidenza dei casi di soffocamento. In questo senso, l’American Academy of Pediatrics e la Canadian Paediatric Society forniscono delle linee di indirizzo che prevedono l’implementazione di attività educative su ampia scala, l’adozione di una normativa e di standard ad hoc, la promozione della ricerca sul fenomeno.

Tuttavia, nonostante la revisione effettuata porti alla luce differenti iniziative (sotto forma di linee di indirizzo) per la prevenzione del soffocamento da cibo, è preoccupante notare che, a parte rare eccezioni (come Stati Uniti e Svezia (24-28), i governi ancora non abbiano intrapreso politiche orientate al controllo e alla prevenzione di questo fenomeno, malgrado la sua rilevanza dal punto di vista della salute pubblica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.