Bambina di 5 anni si sente male e muore in ospedale a Novara: ipotesi shock, denutrizione e disidratazione

Era stata portata d’urgenza all’ospedale Maggiore di Novara perché, mentre viaggiava in treno da Brescia a Torino, si era sentita male. Al nosocomio piemontese, le sono stati riscontrati gravi sintomi di disidratazione e malnutrizione. Poi il decesso. I medici non riescono più a rintracciare i genitori, di origini marocchine. Indaga la procura

Una vera tragedia quella avvenuta nei giorni scorsi a Novara, dove una bambina di soli 5 anni è purtroppo deceduta in ospedale nonostante i disperati tentativi dei medici per salvarla. La piccola era stata portata d’urgenza presso l’Ospedale Maggiore di Novara mentre viaggiava in treno da Brescia a Torino ed aveva avuto un malore; sin dal uo arrivo in ospedale i medici avevano capito che le sue condizioni di salute erano piuttosto disperate, con gravi sintomi di disidratazione e malnutrizione. Subito dopo l’arrivo in ospedale, infatti, la piccola sarebbe deceduta. La Procura di Novara ha aperto un’inchiesta sulla morte della piccola marocchina di soli 5 anni all’ospedale Maggiore di Novara dove era arrivata con gravi sintomi di malnutrizione e disidratazione; adesso si attenderà solo l’esame autoptico per poter stabilire con esattezza la causa della morte della piccola. Ciò che è certo al momento, è che in Questura è stato segnalato un sospetto caso di sotto nutrizione della bambina assieme ad uno scompenso generale delle condizioni vitali che può averne provocato la morte, ma bisognerà attendere risposte più precise che dovrebbero arrivare nella giornata di domani.

E’ al momento escluso che la bambina sia morta per malattie infettive o per via di un virus, piuttosto si presume che la piccola sia deceduta per colpa di uno stato di denutrizione. A segnalare il decesso agli inquirenti era stato il nosocomio dove la bambina era arrivata in gravi condizioni e dove le sarebbero stati riscontrati sintomi di disidratazione e malnutrizione. I genitori, che da anni sono residenti a Brescia dovranno spiegare le ragione che li hanno spinti a mettersi in viaggio con la bambina che obiettivamente non stava bene, e le sue condizioni di salute non erano tali da poterle permettere di viaggiare senza problemi tanto che arrivati in treno fino a Novara la famiglia ha dovuto necessariamente chiedere aiuto in ospedale.

La piccola, infatti, si sarebbe sentita male in treno; improvvisamente avrebbe cominciato ad avere un respiro affannoso e difficoltà a rimanere vigile ed una volta giunta in ospedale i medici hanno riscontrato una situazione gravissima, la piccola era molto debole, magrissimo e versava in uno stato di disidratazione.

I tipi di malnutrizione Si possono definire diversi tipi di malnutrizione: La malnutrizione acuta, conosciuta anche con il termine inglese wasting, si sviluppa come risultato di una rapida perdita di peso o incapacità ad acquisire peso. Essa viene misurata nei bambini attraverso l’indice nutrizionale dato dal rapporto peso/altezza o con la misura della circonferenza brachiale. Può essere moderata (MAM) o grave (MAS); in quest’ultimo caso, il bambino rischia la vita. La malnutrizione cronica, conosciuta anche col termine inglese stunting, ritardo nella crescita, è indicata da un basso rapporto altezza/età. Può essere moderata o grave. Ha un impatto negativo sullo sviluppo della persona, sia fisico sia intellettivo, e determina una minore resistenza alle malattie. Quando ci si riferisce invece a un basso rapporto peso/età si può parlare di bambini sottopeso (underweight malnutrition).

Accanto alle forme classiche di malnutrizione proteico-energetica, esistono numerose altre forme di malnutrizione legate a specifiche carenze di micronutrienti (vitamine e minerali necessari all’essere umano, come ad esempio la vitamina A, la vitamina E, lo iodio, il ferro, il calcio, ecc.), che comportano conseguenze analoghe alla malnutrizione cronica, anche se i parametri di crescita possono sembrare normali. Avendo un ruolo fondamentale per la salute e lo sviluppo dei bambini, la malnutrizione è stata scelta come uno degli indicatori per misurare i progressi verso il primo OSM (Obiettivo di Sviluppo del Millennio): “Dimezzare, tra il 1990 e il 2015, la percentuale di persone che soffre la fame”. Dati i prolungati effetti negativi della malnutrizione infantile, la situazione nutrizionale è considerata importante sia per il raggiungimento del primo OSM, che per quelli relativi alla mortalità infantile (OSM 4: “Ridurre di 2/3, tra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalità infantile 0-5 anni”), alle malattie infettive, all’istruzione e all’uguaglianza di genere. Lezioni tratte dall’esperienza L’esperienza di lavoro dell’UNICEF e di altre agenzie negli ultimi due decenni ha dimostrato che: • La malnutrizione è spesso invisibile, quindi il monitoraggio e la sorveglianza nutrizionale sono fondamentali.

La combinazione di carenze nutrizionali e malattia (malaria, diarrea, ecc.) ha come effetto un aumento della malnutrizione. • La malnutrizione è un circolo vizioso tra madre e bambino: è quindi fondamentale intervenire a sostegno della nutrizione delle donne in gravidanza e allattamento. • L’anemia da carenza di ferro, che aumenta il rischio di mortalità materna e neonatale, è molto diffusa tra le donne nei paesi poveri. I micronutrienti a base di ferro e folati riducono l’anemia nei bambini piccoli fino al 45%. • Per ridurre il rischio malnutrizione nell’intera vita di un individuo, la “finestra” in cui è essenziale intervenire è quella dei primi 1.000 giorni di vita. • Tra tutti gli interventi preventivi, l’allattamento esclusivo al seno durante i primi 6 mesi, integrato con lo svezzamento fino ai 2 anni, è il più incisivo per la sopravvivenza dei bambini: potrebbe ridurre la mortalità infantile del 19%4. • Tutte le micro-carenze nutrizionali (iodio, ferro, vitamine, ecc.) hanno pesanti conseguenze a lungo termine sull’intera vita degli individui (salute, rendimento scolastico, produttività). • Fattori culturali (tabù alimentari e/o di genere, usi consuetudinari) influiscono fortemente sulla nutrizione delle donne in gravidanza e allattamento, e sull’attuazione di corrette pratiche di allattamento e svezzamento. Per questo è centrale il lavoro di informazione e sensibilizzazione a livello di comunità. Infine l’esperienza dimostra che i migliori risultati si ottengono adattando le strategie e i programmi di lotta alla malnutrizione alle specificità di ogni singolo paese.

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