Bambina di 18 mesi rischia l’amputazione dell’alluce: il motivo è assurdo

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La piccola Aria di appena 8 mesi dunque giunta al pronto soccorso è stata immediatamente visitata e i medici hanno disposto l’immediato ricovero e messo sotto osservazione per circa 2 minuti lavorando per tutto il tempo disponibile alla rimozione della pelle infetta da una parte del piede. Ebbene, dopo due notti trascorse in quarantena con la febbre molto alta e un dolore agonizzante dovuto al gonfiore del piede, la bambina è stata dichiarata fuori pericolo.

Secondo quanto riferito dalla madre, sembra che la misteriosa infezione della figlia potrebbe essere stata causata proprio dalla pipì dei cani che molto spesso urinano sulla spiaggia senza alcun controllo da parte dei padroni. Se è vero che comunque non c’è di più bello che vedere scorrazzare allegramente un fedele compagno a quattro zampe sulla sabbia, per molte persone gli animali sulla spiaggia dovrebbero essere categoricamente vietati; va anche detto che comunque è giusto che ad ogni modo ci siano delle regole di base, considerando che non tutte le persone compresi anche i proprietari degli animali sono rispettose delle libertà degli altri e quindi è proprio per questo che in alcune spiagge sono state create le Dog Beach, ovvero delle aree attrezzate per la balneazione con il cane.

Nonostante però in molte spiagge siano state prese queste queste precauzioni, non sembrano mancare gli imprevisti e lo sa bene la bambina di 18 mesi che ha rischiato l’amputazione dell’alluce del piede per avere contratto una brutta e misteriosa infezione entrando in contatto con la sabbia, dove precedentemente aveva proprio urinato un cane. Come abbiamo già detto, durante una giornata trascorsa in spiaggia, la mamma si è improvvisamente accorta di un gonfiore anomalo dell’alluce e in pochissimo tempo la bambina ha avuto la febbre molto alta, precipitando in una sorta di letargia così è stata immediatamente accompagnata in ospedale, dove i medici sono riusciti a salvarle l’alluce.

Secondo quanto emerso e dunque secondo quanto riferito dai medici, sembra che la pelle della bambina molto delicata sia entrata contatto con delle sostanze chimiche urticanti presenti sulla spiaggia, proprio come la pipì dei cani. In seguito a questa brutta disavventura, la madre della bambina ha deciso di lanciare un appello a tutte le madri perché facciano indossare sempre ai propri figli le calzature in spiaggia. “(All’ospedale)Mi hanno fatto tutte domande pazzesche, come se mia figlia fosse stata a contatto con qualche sostanza chimica o altro. Non erano sicuri al 100% delle cause dell’infezione“, ha dichiarato Amy-Leigh.

Malattie trasmissibili dagli animali all,uomo
Tutti sanno che esiste la possibilità che l’uomo e gli animali si trasmettano reciprocamente malattie, che sono definite zoonosi.
Le zoonosi conosciute sono molto numerose (oltre 150) e il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina umana e veterinaria. Nel mondo moderno queste malattie, a causa dell’intensificarsi degli scambi commerciali di animali e prodotti di origine animale tra i vari paesi, acquistano un’importanza crescente. Inoltre il pericolo della loro diffusione è ulteriormente aggravato dall’aumento degli animali, domestici e selvatici, che sempre più numerosi vivono in ambiente urbano.
Le zoonosi possono diffondersi da un animale all’altro e dagli animali all’uomo, mentre di solito non si trasmettono da un uomo all’altro. Perciò l’uomo si ammala soltanto tramite gli animali.
Gli animali possono trasmettere la malattia direttamente all’uomo: in questo caso sono interessati soprattutto i proprietari degli animali. Spesso però non è necessario stare a contatto con l’animale per ammalarsi, ma è sufficiente venire a contatto con cose ed oggetti che, a loro volta, sono stati contaminati dagli animali infetti: generalmente si tratta del terreno, che viene inquinato dagli animali e dalle loro feci ed urine.
Un altro gruppo di malattie di trasmette dagli animali all’uomo con gli alimenti di origine animale: consumare carni, latte ed altri alimenti contaminati può causare all’uomo diverse malattie.
Considerate le differenti possibilità di contagiarsi che ha l’uomo, divideremo le malattie che ci interessano in tre capitoli:
Zoonosi trasmesse dagli animali da compagnia (cani, gatti, ecc.)
Zoonosi trasmesse tramite il terreno
Zoonosi trasmesse con gli alimenti di origine animale.

Di ognuna delle malattie che saranno descritte e che sono tutte presenti in Italia, verranno precisate le caratteristiche e la gravità (“La malattia”), le modalità della trasmissione (cioè come avviene il passaggio della malattia dagli animali all’uomo: “La trasmissione della malattia”) e le norme per evitarla (cioè le precauzioni che servono per non contrarre la malattia: “La prevenzione”).
Zoonosi trasmesse all,uomo dagli animali da compagnia
1 – RABBIA J La malattia
E’ causata da un virus che provoca danni gravi ed irreparabili al sistema nervoso. E’ una malattia sempre mortale che colpisce l’uomo e tutti gli animali a sangue caldo. Dopo la comparsa dei primi disturbi ogni tentativo di salvare l’animale o la persona colpiti è inutile e la morte sopravviene in pochi giorni. Perciò sono estremamente importanti i provvedimenti di prevenzione, che debbono essere particolarmente severi nelle zone in cui la malattia è presente ed in quelle circostanti.
La trasmissione della malattia
La rabbia colpisce tutti gli animali a sangue caldo, domestici e selvatici. Essa viene trasmessa prevalentemente con il morso degli animali infetti. Attualmente l’infezione è presente in tutta Europa con un ciclo detto silvestre: infatti colpisce gli animali selvatici. La malattia viene trasmessa soprattutto da animali carnivori morsicatori, ed in particolare le volpi; dagli animali selvatici la rabbia può passare agli animali domestici, generalmente quando cani o gatti sono morsicati da volpi. Ha così inizio il ciclo urbano o cittadino: la malattia si diffonde dove vive l’uomo, colpisce tutti gli animali domestici e viene trasmessa soprattutto da gatti e cani.
L’uomo può essere contagiato sia nel ciclo silvestre sia in quello urbano, in conseguenza di morsi, graffi ed anche per il semplice contatto con la saliva degli animali infetti. E’ importante sapere che la saliva può già essere infetta quando la malattia è ancora in incubazione; perciò, anche se l’animale si presenta ancora del tutto normale, la sua saliva può già trasmettere la rabbia.
Chi è esposto al rischio?
Tutta la popolazione delle zone infette e soprattutto chi , per lavoro o per svago, si reca nelle zone boschive e nei parchi montani.

La prevenzione nelle zone infette ed in quelle circostanti
Che cosa fare per impedire il ciclo urbano della malattia.
Poiché per l’uomo è molto facile contrarre la malattia dagli animali domestici, bisogna adottare ogni precauzione per impedire il ciclo urbano della malattia: si deve cioè evitare che gli animali selvatici contagino gli animali domestici. E’ quindi necessario:
© vaccinare tutti i cani da caccia e da pastone, che sono i più esposti al rischio dell’infezione, e tutti i cani delle zone infette;
eliminare il randagismo di cani e gatti.
condurre i cani al guinzaglio;
© non depositare i rifiuti in luoghi accessibili agli animali :infatti le discariche non protette da recinzioni sono un richiamo sia per le volpi sia per i cani e gatti; questi animali domestici in caso di presenza delle volpi infette possono essere facilmente morsicati e contrarre la malattia;
controllare la popolazione delle volpi; un numero non equilibrato di volpi può infatti facilitare la diffusione della malattia;
segnalare alla Azienda Sanitaria Locale – Servizio Veterinario, qualsiasi ritrovamento di animale morto ed ogni comportamento spiccatamente anormale di animali selvatici e domestici. Infatti il virus della rabbia aggredisce il sistema nervoso, provocando modificazioni di indole e di comportamento negli animali colpiti.
Quando sospettare la malattia.
La malattia deve essere sospettata quando si osservano:
/> volpi o altri carnivori selvatici che hanno perso l’abituale prudenza e si avvicinano all’uomo, alle case, senza atteggiamento guardingo, che manifestano un’insolita indifferenza agli stimoli oppure una spiccata aggressività verso cose (ad esempio un bastone avvicinato senza violenza all’animale), animali e persone.
/> Cani che presentano modificazioni del carattere (un cane docile può diventare senza ragione aggressivo o viceversa) e del comportamento (il cane abbaia o scodinzola a persone immaginarie, mangia di tutto con eccessiva voracità, si nasconde in luoghi bui ed appartati, fugge dai luoghi in cui vive abitualmente). Quando la malattia procede, il cane ha crisi di eccitazione violenta alternate a periodi in cui si mostra molto depresso; la mandibola è paralizzata e la bocca resta semiaperta, l’animale non può deglutire e la saliva cola abbondante. Il cane rabido (malato di rabbia), non abbaia, di solito ulula con voce rauca.
A Gatti che modificano il loro comportamento, si nascondono in angoli bui e se sollecitati ad uscire mordono e graffiano.

Che cosa fare se il proprio cane viene morsicato.
Bisogna rivolgersi al veterinario. Il vostro cane sarà immediatamente vaccinato. Se potete identificare il cane o l’animale morsicatore, questo sarà tenuto in osservazione per 10 giorni, per stabilire se è affetto da rabbia (in questo caso, se la saliva era infetta, la malattia che era in incubazione, si manifesta). Se l’animale morsicatore risulta malato, il cane morsicato dovrà essere soppresso o sequestrato sotto vigilanza sanitaria per 2- 6 mesi. Se non potete disporre dell’animale morsicatore, bisognerà procedere come se questo fosse rapido, cioè con il sequestro del cane morsicato, anche a domicilio.
Che cosa fare se si è morsicati da un cane, da un animale selvatico, graffiati da un gatto sospetto.
Poiché la saliva è infettante prima che la malattia cominci, bisogna prendere misure adeguate anche se l’animale morsicatore si presenta del tutto normale. Innanzitutto si deve lavare e disinfettare bene la ferita.
Quindi bisogna recarsi in ospedale: intorno alla ferita sarà iniettato siero antirabbico e sarà praticata la vaccinazione. In questo modo il virus, che raggiunge il cervello molto lentamente, può essere bloccato prima che agisca. Inoltre vi sarà iniettato siero antitetanico, se non siete vaccinati contro il tetano (vd. Malattie trasmesse tramite il terreno).
Se l’animale che ha morsicato è mantenuto sotto controllo ed in 10 giorni non si manifesta la malattia, il trattamento antirabbico verrà interrotto.
Si ricorda che i casi di morte per rabbia si verificano per lo più in persone che non si sottopongono alla vaccinazione antro il terzo giorno dalla morsicatura.
Le misure di prevenzione in caso di morsicature sono, come si può notare, molto impegnative, sia per il servizio sanitario, sia per il cittadino; si comprende quindi l’importanza dell’uso della museruola per evitare ogni inconveniente.
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MALATTIA DA GRAFFIO DI GATTO O LINFORETICOLOSI BENIGNA
La malattia
Non si conosce il germe responsabile della malattia, ma si pensa che sia un virus. La malattia si manifesta con il gonfiore di una o più linfoghiandole: si può formare pus e si può avere dolore; ci può essere febbre, non alta. La malattia generalmente guarisce in alcune settimane.
La trasmissione della malattia
La linforeticolosi benigna insorge da una settimana a un mese dopo il contatto con un gatto portatore sano, generalmente un graffio o un morso.
La prevenzione
Evitare di farsi graffiare dal gatto.

La malattia
E’ una malattia cronica: la forma polmonare si trasmette generalmente co n la tosse di animali infetti, quella non polmonare per ingestione di alimenti animali infetti (vd. zoonosi alimentari).
Tre batteri diversi causano la malattia nell’uomo: il micobatterio di tipo umano, quello bovino e quello aviare (degli uccelli). La malattia è particolarmente pericolosa per i bambini.
La trasmissione della malattia
Gli animali da compagnia che possono trasmettere la tubercolosi sono cani, gatti, scimmie e pappagalli. Cani e gatti contraggono la malattia stando a contatto con uomini o bovini infetti, oppure mangiando carni crude o latte non pastorizzato proveniente da bovini infetti.
La prevenzione
Poiché l’infezione da micobatterio umano è ormai rara nel nostro Paese, la sorgente più pericolosa di malattia resta il bovino. Per eliminare la malattia, appositi piani nazionali per il risanamento degli allevamenti bovini sotto il controllo dello Stato prevedono l’abbattimento obbligatorio degli animali infetti.
Per prevenire la malattia nel cane e nel gatto non nutriteli con latte o carni crude di provenienza non sicura.in particolare non si dovrà somministrare al gatto polmone di bov’no crudo. È meglio evitare di tenere in casa cani che hanno vissuto in stalle infette.
Scimmie e psittacidi (pappagalli e cocorite) di importazione potrebbero essere infetti da tbc umana e devono essere controllati al momento della importazione.

2 COMMENTS

  1. le spiagge, con buona pace dei maniaci dell’abbronzatura, sono un ricettacolo di infezioni con e senza il contributo dei cani. Dunque la patologia descritta può essere dovuta a molteplici fattori difficili da identificare.

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