Bambina tolta ai genitori perché troppo anziani; «Deve tornare da loro»

Si torna si torna a parlare del caso della bambina nata nel 2010 sottratta ai genitori perché ritenuti troppo anziani e dunque inadatti a ricoprire il ruolo di genitori. Stando a quanto emerso nelle ultime ore, pare che i  genitori ovvero Gabriella Carsano di 57 anni e il marito Luigi Deambrosis di 69 anni, potranno riabbracciare la loro figlia che nel 2010, come già detto, venne sottratta all’amore dei suoi genitori perché ritenuti troppo anziani. Nello specifico la bambina era stata tolta alla famiglia, dopo che i genitori erano stati accusati in modo ingiusto di averla abbandonata in macchina per circa 4 minuti. Adesso il procuratore generale della Cassazione Francesca Ceriani ha dato l’ Ok affinchè la bambina venga inserita all’interno del suo nucleo familiare d’origine, e lo ha fatto sostenendo che il fatto che la bambina sia stata adottata, non può ottenere tutela perché si tratta di una situazione la cui Genesi non è legale.

La storia di questa famiglia è nota alle cronache perché raccontata proprio nel 2010 Quando i due genitori decisero di raccontare proprio la loro storia. Esattamente negli anni 90 Luigi e Gabriella decisero di volere un figlio e quindi iniziarono a provarci, ma il figlio non arrivava e nonostante vari tentativi e trattamenti Medici, decisero di tentare la via dell’adozione nazionale e poi più in la, pensarono anche all’adozione internazionale. L’adozione venne negata e tra i motivi del rigetto ci sarebbe stata la questione dell’età visto che entrambi sarebbero stati troppo in là con gli anni.

I due non si arresero e nel 2009 decisero di andare all’estero per effettuare la fecondazione eterologa e finalmente nel maggio del 2010 nacque la loro bambina a Torino. Dopo alcuni giorni però la bambina sarebbe stata portata via e affidata ad una casa famiglia perché i vicini avevano denunciato il padre di averla lasciata da sola in macchina a piangere per 40-45 minuti. L’uomo ha sempre negato ogni tipo di accusa ed ha dichiarato di averla lasciata al massimo per 18 minuti perché stava prendendo il latte e poi sarebbero andati dalla madre.

Purtroppo però il padre non venne creduto e quindi venne accolta La versione dei vicini e nel settembre del 2011 il tribunale dei minori decise per l’adottabilità della bambina. Il loro legale a distanza di anni è riuscito a riportare il caso davanti alla Suprema Corte per la terza volta e la causa è stata discussa proprio nella giornata di ieri E bisognerà attendere un mese, un mese e mezzo per ascoltare la sentenza.” Anche la Procura generale si è espressa a favore della nostra tesi: ha sostenuto che la bambina deve tornare dai genitori naturali, cui è stata strappata ingiustamente”, è questo quanto spiegato dall’Avvocato Boscagli. I genitori sono comunque molto provati da questa situazione ma non hanno mai perso la speranza di poter riabbracciare la loro bambina e sentono molto vicino il paese di Mirabello, Dove sono state raccolte le firme consegnate proprio nella giornata di ieri dall’avvocato ai giudici.

Neanche fosse un pacco postale. La piccola di sette anni di Mirabello Monferrato (Alessandria) che nel 2010 era stata tolta ai genitori conside- rati «troppo anziani» per crescere una figlia ora dovrà tornare a casa. Lo ha chiesto la procura generale della Cassazione e ieri il difensore della famiglia ha sottolineato la volontà di «mettere fine al calvario della bimba la quale ha trascorso i suoi primi anni tra comunità e genitori adottivi». Già, perché questa ragazzina che va in seconda elementare, nella sua vita ha frequentato più le aule giudiziarie che quelle scolastiche. La sua è unavicen- da che si trascina da quasi un decen

nio, fetta di legali e feldoni forensi, udienze e pronunciamenti che cozzano addirittura tra di loro. Nel mezzo c’è lei, una bambina icui unici problemi dovrebbero essere quelli che si leggono sui libri dimatematica, e che però si è vista catapultata in una serie di situazioni al limite del paradossale. Con una manina sempre tesa all’avvocato e l’altra ai servizi sociali.

I suoi “genitori-nonni” (la madre, Gabriella Carsano, ha 57 anni e il padre, Luigi Deambrosis, 69) se la sono vista portar via dal tribunale per i minori delPiemonte che nel 2010 ha parlato del loro «bisogno narcisistico di avere un bambino». Tradotto significa che a una certa età, per i giudici, non si può neanche più volere un figlio. Risultato: la piccina ha dovuto cambiare residenza perché mamma e papà sono stati giudica ti inadeguati.

Fosse finita B, almeno, ci sarebbero state solo le polemiche. Invece aldan- no si è aggiunta la beffe, visto che da allora per la famiglia Deambroris è stato un continuo di carte bollate, palazzi di giustizia e codici civifi. Prima le sentenze della corte d’appello e della Cassazione che hanno deciso l’adottabifità della bambina (2013), poi quella della Cassazione che ha fatto retromarcia (2016), poi un ulteriore impugnazione nel marzo scorso da parte della corte d’appello di Torino che ha confermato l’adottabilità allontanando la bimba dai genitori naturali a causa della denuncia di un presunto

abbandono (infondato), infine la richiesta della procura generale.

Adesso sembra tutto da rifere. Ieri il procuratore generale della Cassazione, Francesca Ceriani, ha sostenuto che il fatto che la bambina «sia stata adottata non può ottenere tutela, visto che si tratta di una situazione la cui genesi non è legale». Significa il ribaltamento delle precedenti disposizioni. E c’è di più: la famigfia adottiva dovrà collaborare al “rientro” della piccola nella casa dei genitori. Tra un mese arriverà la pronuncia definitiva dei togati, ma l’orientamento sembra andare nella direzione di un suo ritorno a casa. «La procura ha accolto favorevolmente la nostra tesi», commenta l’avvocato della famiglia, «siamo convinti che la bimba debba essere restituita ai genitori naturali. I miei assistiti hanno grande fiducia nella giustizia».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.