Bassano del Grappa: giovane beve acido e muore, genitori contrastavano relazione con coetanea

L’ostracismo dei genitori è diventato, per lui, un muro insuperabile tanto da indurlo a ad ingoiare tutta d’un fiato una bottiglia di soda caustica utilizzata per le pulizie domestiche. I genitori non accettavano la sua ragazza A Bassano del Grappa un giovane si è tolto la vita per un amore impossibile. I genitori osteggiavano la sua storia d’amore e così il ragazzo ha deciso di farla finita. Scattato l’allarme, la disperata corsa all’ospedale di Bassano del Grappa (Vicenza): tutto inutile, la morte è sopravvenuta dopo un paio d’ore di agonia per le gravi lesioni interne. A quanto scrivono diversi giornali, il ragazzo si era ben integrato nella realtà di Bassano del Grappa, dove si era trasferito cinque anni fa con la sua famiglia proveniente dallo Sri Lanka, e dove frequentava l’istituto alberghiero. I genitori avrebbero infatti convinto il giovane del fatto che fosse sconveniente frequentare una ragazza (italiana) prima della maggiore età.

Due compagni di scuola innamorati. La loro religione non tollerava rapporti con donne di altre culture. Straziante la ricostruzione dei fatti, toccata ai carabinieri della Compagnia di Bassano che hanno dovuto interrogare i genitori del 16enne distrutti dall’accaduto.

9 su 10 da parte di 34 recensori Bassano del Grappa. All’inizio sembra che non avesse nemmeno confidato la relazione a casa, ma quando in famiglia è emersa la verità per il giovane è iniziato il vero tormento. La famiglia si è invece chiusa nel dolore e non vuole fare alcuna dichiarazione pubblica.

Spesso i due ragazzi si vedevano a casa di lei, dove i genitori della ragazza avevano accettato la loro relazione senza problemi, ma da quando i suoi genitori avevano scoperto la relazione non gli era più permesso di fare visita alla fidanzata, i due ritenevano incolmabile la differenza culturale e religiosa tra i due e questo era intollerabile.

L’amore, ai tempi dell’integrazione, può avere anche risvolti tragici. Un ragazzo di 16 anni, l’altra notte, è morto all’ospedale San Bassiano, dopo aver ingerito dell’acido. All’origine del gesto ci sarebbe una storia d’amore contrastata. Il giovane risiedeva a Bassano ma era originario dello Sri Lanka. Secondo quanto appurato dalle forze dell’ordine aveva una relazione con una coetanea italiana che i genitori, legati a particolari tradizioni religiose ed etniche, non vedevano di buon occhio.

Il padre e la madre, in particolare, gli avrebbero ricordato che avrebbe potuto iniziare una relazione soltanto dopo i 18 anni, con il permesso dei genitori e con persone della stessa etnia. Precetti che avevano generato contrasti acuti in un ambiente fino ad allora sereno. Il ragazzo era disperato. E nelle prime ore di ieri, in casa, ha bevuto il contenuto di un flacone di un comune prodotto domestico per sturare le tubature intasate.

Probabilmente non voleva farla finita: gli inquirenti pensano che volesse attirare l’attenzione dei familiari, lanciare un grido d’aiuto, forse per far capire l’assurdità di un veto che contrastava con i suoi sentimenti più puri. Alle 3 del mattino i genitori del ragazzo hanno sentito i suoi lamenti strazianti. Subito lo hanno caricato in macchina e con una corsa disperata hanno raggiunto il pronto soccorso del San Bassiano.

Il sedicenne, però, era già in fin di vita: troppo gravi le lesioni interne prodotte dal liquido ad alto contenuto corrosivo. I medici hanno fatto di tutto per recuperare una situazione clinica ormai disperata. Purtroppo è stato tutto inutile. La morte è sopraggiunta poco dopo le 5.
Il giovane si era trasferito in Italia cinque anni fa, insieme alla famiglia. Nell’ultimo periodo si era innamorato di una coetanea vicentina.

La loro relazione, nata e cresciuta tra i banchi di scuola di un istituto superiore della Pedemontana, era andata avanti per qualche mese. L’amore, soprattutto quello dei giovani, segue le stesse regole dappertutto. Senza pensare a dettami, vincoli, imposizioni. Passa sopra le indicazioni famigliari, anche a quelle delle tradizioni. O almeno ci prova. Di sicuro il giovane studente aveva tentato di coniugare il forte sentimento che provava per la sua compagna di scuola con i vincoli dettati dalla tradizione della sua famiglia di origine.

Nello Sri Lanka i matrimoni spesso sono combinati. Sono le famiglie a scegliere le unioni dei figli, secondo regole e rapporti sociali ben definiti. I giovani non possono frequentare nessuno fino alla maggiore età, e quando lo fanno devono comunque seguire le indicazioni dei genitori. Questo, almeno, è quanto hanno spiegato i genitori ai carabinieri della compagnia di Bassano, guidati dal capitano Adriano Fabio Castellari, che hanno avviato le indagini. Con delicatezza, già nella giornata di ieri, i militi dell’Arma hanno sentito i familiari.

Nei prossimi giorni ascolteranno anche la fidanzatina del giovane. Le prime ricostruzioni avrebbero confermato il movente del gesto, ma anche se di recente il ragazzo aveva dato segni di profonda tristezza gli inquirenti sono propensi a ritenere che il suo volesse essere un gesto di ribellione dalle conseguenze mal calcolate. Certo è che la morte del sedicenne ha lasciato nella disperazione i genitori.

La famiglia rifiuta la fidanzata italiana Si uccide bevendo idraulico liquido

Sedici anni, da cinque in Italia dallo Sri Lanka, era andato anche contro i genitori e le tradizioni più radicali del suo Paese pur di vivere in libertà la sua storia d’amore con una ragazzina italiana. Ma quando questa, sembra per le difficoltà sorte, ha deciso di troncare quella relazione combattuta, lui non ha potuto far nulla.
L’adolescente avrebbe tentato di ricucire il rapporto in tutti i modi. E quando si sarebbe sentito dire «no», che non c’erano più chance per continuare a sognare, per riprendere quella relazione tanto agognata, probabilmente il suo primo amore, ha deciso di farla finita.
Incapace di reggere quella sconfitta, quella sofferenza, si è ucciso. E lo ha fatto ingerendo dell’idraulico liquido, un liquido capace di corrodere e bruciare, che gli ha provocato lesioni interne gravissime alla gola, all’esofago, allo stomaco. E a nulla è valsa la corsa in ospedale dei suoi genitori, in preda alla disperazione; a nulla il tentativo disperato dei medici di strapparlo a una morte atroce. Dopo un paio ore di agonia, il 16nne è deceduto all’ospedale San Bassiano e mamma e papà, come atto d’amore, hanno concesso l’espianto delle sue cornee.
La tragedia è quella che si è consumata nella notte tra lunedì e martedì a Bassano, dove l’adolescente viveva con la famiglia. Una tragedia che al momento non trova risposte se non nella delusione d’amore. A quanto è dato sapere infatti i carabinieri, che hanno allertato la procura e svolto i doverosi ac-
certamenti, non avrebbero trovato messaggi di addio del ragazzo, figlio unico e studente in un istituto del Trevigiano. Un timido, che si era saputo integrare in una realtà sociale diversa da quella di origine, e che una volta in Italia aveva avuto modo di scontrarsi con le tradizioni più rigide del Paese in cui era nato, in cui ancora oggi alcuni matrimoni sono combinati.
Tradizioni che per un adolescente possono essere un vincolo forte, quasi delle catene. A partire dal fatto che non poteva avere una relazione con una donna prima dei 18 anni e che la famiglia doveva dare il benestare per la ragazza (rigorosamente una connazionale), addirittura sceglierla per lui. Il ragazzo però si era opposto a queste «regole» per vivere a pieno la sua esperienza con la coetanea italiana. Era andato infatti allo scontro con i suoi, che gli avevano vietato di frequentare la bassanese, ma a lungo andare quella situazione sarebbe diventata snervante anche per la «morosetta», che avrebbe preferito lasciar perdere.
Non il cingalese: innamorato, ha insistito, ha combattuto. Ma quando lunedì sera ha realizzato, attraverso le parole di lei, che non c’era futuro tra loro, ha scelto di non vivere. Sono stati i genitori, che erano in casa, ad allertare i soccorsi verso le 5. Le sue condizioni sono parse subito gravissime; troppo devastanti i danni causati dal liquido agli organi interni, situazione confermata dall’immediato esame gastroscopico effettuato una volta in ospedale. Per due ore i medici e i sanitari hanno provato a tenere in vita il giovane, ma i danni oramai irreversibili non gli hanno lasciato scampo. Disperazione tra i familiari, sconforto e tristezza tra gli operatori che hanno cercato fino all’ultimo di salvarlo, tra i suoi amici e compagni di classe atterriti dal dolore.

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